MET GALA 2022

L’unico red carpet dove l’imperativo non è essere glam, ma stupire

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Per tutte le fashion addicted il mese di maggio fa rima con una sola cosa: il Met Gala. Il red carpet del Met è quello più irriverente e too much del fashion system, dove le star sono incoraggiate ad osare, dove non conta essere glam, ma fare centro con l’outfit più stravagante e più aderente al tema della serata. Il Met Gala che si svolge a New York, e precisamente al Metropolitan Museum of Art, apre la mostra annuale di moda del Costume Institute, il quale detta il tema della serata; Tutti quelli che contano nello showbiz e nel fashion system sono disposti a tutto pur di esserci. Il Met Gala nasce nel lontano 1946 da un’idea di Eleonor Lambert, ed inizialmente era solo una parca cena di mezzanotte che costava cinquanta dollari di allora, per sovvenzionare il Constume Institute del Meetropolitan Museum of Art. E’ solo dal 1995, grazie alla direttrice di Vogue America, Anna Wintour che ne prende le redini, che si trasforma nell’evento più atteso dell’anno, nell’evento più fashion che coniuga arte, beneficenza e moda. Ogni edizione è incentrata su di un tema a cui tutti gli ospiti dovranno attenersi con i loro outfit, e quello di quest’anno è stato: “white tie & the gilded age”, in pratica si dovevano celebrare, con la moda, gli anni d’oro e lo stile opulento tra il 1870 e il 1900 della società americana. Partecipare al Met Gala è difficile e molto costoso, visto che serve sborsare circa trentacinquemila dollari a testa, oppure dai duecento ai trecentomila dollari per avere un intero tavolo, le star non pagano quasi mai di tasca propria, ma sono ospitati dalle maison che prendono interi tavoli e propongono loro gli outfit da indossare. Ogni anno Anna Wintour invita gratuitamente dei designers emergenti ad assistere all’evento e coinvolgendo alcune star nell’organizzazione del Met Gala, quest’anno è toccato agli attori Blake Lively e Ryan Reynolds.

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Lo scettro dell’outfit più strabiliante, ricercato e celebrativo della storia americana è stato quello della madrina, l’attrice Blake Lively della maison Versace che, peraltro, ha vestito mezzo Met Gala. Un sontuoso abito bustier color rame dall’effetto cangiante, perfetto per la sua carnagione dal sottotono caldo, con ampio ed elaborato drappeggio posteriore. Come se non bastasse, a metà scalinata è arrivato il colpo di scena, due assistenti e tutto in favore dei fotografi, hanno “smontato” il drappeggio posteriore e cambiato i guanti all’attrice. Il drappeggio nascondeva uno strascico dipinto a mano dove erano rappresentate le dodici costellazioni zodiacali che decorano il soffitto della Grand Central Station.

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Non avrei mai pensato di poter assegnare lo scettro per l’outfit più glam, ma ahimè non attinente con il tema della serata, all’influencer Kim Kardashian, ma nella vita tutto è possibile, anche che la donna peggio vestita su qualsiasi red carpet, sul red carpet del Met Gala è apparsa veramente chic. A pensarci bene è stato un bel controsenso: nell’unico red carpet dove ci sarebbe stato benissimo uno dei suoi outfit, a dir poco bizzarri a cui ci aveva abituato negli ultimi tempi, complice la maison Balenciaga, abbia scelto un outfit minimal-chic. L’abito indossato dalla Kardashian è l’iconico abito indossato dall’attrice Marilyn Monroe nel 1962 al Madison Square Garden per cantare il suo personalissimo “happy birthday” al presidente americano di allora, John F. Kennedy. L’abito modello a sirena color nude rivestito da seimila cristalli, dal 2016, è di proprietà del museo “Ripley’s Believe or Not!” di Orlando in Florida che se l’è aggiudicato per la cifra di quasi cinque milioni di dollari. Dopo la Monroe la Kardashian è stata la prima a poter indossare quest’abito che ha fatto la storia, anche se ha dovuto perdere più di sette chili per poterci entrare. Ma quando si tratta della Kardashian è impossibile non registrare le critiche che immancabilmente l’accompagnano, questa volta si è scatenano l’inferno per le sue dichiarazione dove sosteneva di aver eliminato carboidrati e zuccheri per poter entrare nell’iconico vestito: “non mi sono lasciata morire di fame, ma mi sono imposta un regime molto duro pur di farcela”, queste le sue testuali parole. In America le reazioni sono state dure ed univoche: la Kardashian promuove quella diet culture che promuove un regime alimentare non sano pur di apparire conforme ai canoni estetici del momento. Personalmente ritengo eccessivo tutto questo battage mediatico, anche perché chi di noi pur di entrare, anche solo nell’abito da sposa, ha seguito un regime restrittivo per poche settimane? E non per questo è diventata anoressica o bulimica.

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Lo scettro dell’outfit più aderente al tema del Met Gala va di diritto alla cantautrice Billie Eilish, la maison Gucci si è ispirata ad un ritratto del 1885 di Madame Paul Poirson, figlia di un marchese per l’abito indossato dalla cantautrice. L’outfit della Eilish è semplicemente perfetto ed ha in se tutti i codici distintivi della moda di quel periodo storico: corsetto, collana choker, punto vita enfatizzato, scollature ardite, colori pastello, tessuti lucidi e fluenti, drappeggi opulenti, acconciatura elaborata, carnagione di alabastro. La maison Gucci ha fatto i compiti a casa creando un abito che ci riporta indietro nel tempo e la cantautrice ci mette di suo la splendida silhouette e il portamento altero…chapeau!

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Lo scettro dell’outfit più inadeguato per il dress code di un qualsiasi red carpet, ma soprattutto del tutto lontano al tema della serata, è andato alla modella Irina Shayk. Il suo outfit dal mood motociclista anni ‘60 della maison Burberry lascia alquanto perplessi e ci impone due domande esiziali: “ma Irina sapeva dove andava?” e “la maison Burberry ha capito il tema della serata?”.

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Anche per l’imprenditrice digitale, Chiara Ferragni e suo marito Fedez gli outfit sono lontani anni luce dal tema della serata. L’abito vintage della maison Versace sarebbe stato perfetto per celebrare la moda degli anni ’90 e non la moda tra fine ottocento e inizio novecento, non è un caso che l’abito appartiene all’ultima collezione disegnata dall’indimenticabile Gianni Versace nel 1997.

T. Velvet

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