MILANO FASHION WEEK

COLLEZIONI SPRING-SUMMER 2021

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La Milano fashion week appena conclutasi è stata, a detta di tutti gli addetti ai lavori, anche se “menomata” dalle restrizioni anti covid-19, un vero successo lungi dal bissare il flop di New York e Londra. E’ stata, come quella di New York e Londra, una fashion week phygital (un ibrido tra fashion show digitali e fisici), ma più coraggiosa, visto che si sono stati ben ventuno fashion show in presenza. Il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa ha dichiarato: “ queste sfilate in presenza hanno dimostrato, al mondo, la resilienza dei marchi ed aziende italiane che hanno saputo adattarsi nonostante le enormi difficoltà causate dalla pandemia”. E’ stata la fashion week più glamour e che ha mostrato al mondo intero quanto vale il Made in Italy, staremo a vedere se la Parigi fashion week, in pieno svolgimento, sarà all’altezza di quella milanese.

La fashion week meneghina non si è fatta contagiare dalle stravaganze viste sulle passerelle di New York e Londra, in linea di massima, le maison hanno puntato sul minimalismo, sui tessuti tecnici, sui total look monocromatici, sulle nuance neutre e le nuance pastello, sulle stampe “eterne” come quella geometrica, a pois, floreale e patchwork, tessuti impalpabili, pochi orpelli (tranne per le piume viste in passerella), su una forte spinta inclusiva facendo sfilare modelli e modelle di tutte le età e di tutte le taglie, ma anche persone della strada come è accaduto nella sfilata della maison Valentino.

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La sfilata della maison Fendi è stata l’addio di Silvia Venturini Fendi, che aveva sostituito il designer Karl Lagerfeld alla sua morte e che lascerà le redini creative della maison nelle mani del designer Kim Jones. La scelta di modelli e modelle è stato il più inclusivo di tutta la fashion week per età, etnia e taglia, un fashion show fisico, ma molto intimo e sofisticato che ha rispecchiato in pieno la collezione per la prossima estate della maison. La pulizia delle linee è esaltata dai volumi oversize, il total white prende corpo e glamour attraverso il pizzo e le lavorazioni crochet, la palette colori è neutra, tantissimo bianco che, nelle sere d’estate, prende fuoco grazie al rosso e all’azzurro. Una collezione dal mood glamour-romantico, portabile, adatta a molteplici tipologie fisiche e svincolata dalle tendenze del momento.

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La collezione di Alberta Ferretti è un inno ad una femminilità senza ostentazioni, ma estremamente naturale. La donna Ferretti, per la prossima estate, punta sulle jumpsuit, sul denim, sul pizzo sangallo, sulle spalle strutturate, sulle maniche over per gli outfit diurni, ma per la sera sceglie di trasformarsi in una dea moderna con long dress impalpabili in chiffon, sandali flat in raso, secchielli ornati da perline (il secchiello sarà il must have, in fatto di borse, per la prossima estate).

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Il fil rouge della collezione della maison Dolce&Gabbana è stato il patchwork che prende vita attraverso gli anni’70. E’ stata un’overdose di colori, combinazioni eccentriche e scontata sicilianità. E’ stata una collezione di capi già visti e riproposti dai due designers da decenni e che hanno reso questa collezione piatta che potrà piacere a tutti gli addicted del brand, ma che non porta niente di nuovo nel fashion post pandemia.

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L’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano è stata la location scelta dalla maison Max Mara per presentare la sua collezione che non cede al trend dello street style, tanto in voga fra i designers, ma punta, come sempre, a vestire una donna glamour, senza tempo, che crede nella bellezza che può essere espressa anche attraverso un outfit. Le parole chiave di questa collezione sono state: rinnovamento, rinascita, ricostruzione, mentre le donne post pandemia sono paragonate alle eroine del Rinascimento e, come loro, ricostruiranno il mondo meglio di prima. Il mantello rinascimentale si trasforma in una moderna cappa, i tessuti damascati donano un lusso d’altri tempi e la palette colori non è mai invasiva, ma quasi evanescente dove le protagoniste sono le nuance neutre, quelle pastello e tanto gioco di black and white.

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La sfilata della maison Prada è stata quella più attesa, non solo per il genio creativo della designer Miuccia Prada, ma soprattutto per la co-direzione creativa con Raf Simons, uno dei più innovativi designer del momento. La sfilata che in un primo momento era stata pensata come un fashion show fisico è stata trasmessa sui social network della maison e che ha messo in scena la moda concettuale che trasforma il brutto in glam-chic che piace tanto alle donne milanesi. I quaranta outfit sono stati portati in passerella da modelle che non avevano mai sfilato prima, quaranta modi di interpretare la moda secondo Prada e Simons che creano un fashion post pandemia fatto di tessuti tecnici come l’iconico nylon, dalle linee minimal, capispalla multi tasca per una moda pratica, il mood mannish, i midi coat e le gonne morbide tanto cari alla designers.

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La maison Versace, come aveva già fatto Burberry per la sua collezione, si ispira al mare e alle sue creature marine per la collezione primavera-estate ’21. Per la maison non è certo una novità visto che la stampa “tresor de la mer” è stata creata negli anni ’90 dall’indimenticato Gianni Versace dove la protagonista principale è la stella marina. Tutto molto bello, ma come per la collezione di Dolce&Gabbana, tutto già visto, tutto già amato e indossato, soprattutto da una addicted, come la sottoscritta, delle creazione e del talento del grandissimo e inimitabile Gianni Versace.

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Il designer Jeremy Scott ha giocato con le marionette trasformando la location per la sfilata della maison Moschino in un teatro delle marionette dove le modelle e gli ospiti famosi si sono trasformate in marionette. Un’idea che si è trasformata in un boomerang per Moschino, le collezioni del designer sono da sempre originali e di difficile portabilità e, in questa occasione, scegliendo di far indossare a delle marionette la sua collezione non ha fatto altro che avvalorare la sensazione che la sua moda è più adatta a delle marionette che a delle donne in carne ed ossa. Il designer ha dovuto, inoltre, far fronte alle accuse di plagio da parte dell’artista Kid Super che ritiene, la sfilata di Moschino, identica a quella presentata da lui a Parigi due mesi fa.

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Re Giorgio ha deciso di rendere democratica la sua moda, non certamente per i prezzi, ma per aver deciso di trasmettere in televisione sul canale La 7 la sua sfilata. La collezione della maison Giorgio Armani per la prossima estate non tradisce l’idea dello stile senza tempo che ha da sempre contraddistinto la maison. Spiccano i completi pigiama, i kimono che prendono il posto dei cardigan, i pantaloni sono ampi e per la sera i long dress si vestono di paillettes e frange. Anche la palette colori non tradisce re Giorgio c’è il suo iconico greige, le nuance neutre, tutta la gamma dei blu, le stampe geometriche e quelle floreali. Per chi ama Armani non rimarrà deluso, personalmente non ho mai amato particolarmente il mood Armani, fosse solo perché ha sempre pensato ad una sola tipologia di body shape, quella rettangolo, e solo alle donne dal sottotono freddo visto che la sua palette colori prevede, da sempre, tonalità fredde.

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A chiudere la Milano fashion week ci ha pensato Pierpaolo Piccioli nominato dal CFDA (Council of Fashion Designers of America) come miglior designer donna del 2020. Il designers per la collezione della maison Valentino prova a ripartire dalla bellezza e dalla città meneghina visto la sua consuetudine nello sfilare a Parigi. La collezione è un susseguirsi di capi minimal, quasi sempre a tinta unita, ma le centellinate stampe sono bellissime, i volumi sono contenuti, i long dress per la sera sono in fluttuante chiffon, più o meno trasparenti, ma mai inadeguati, poche sono le decorazioni o le sovrapposizioni che diventerebbero solo inutili esercizi di stile. Le iconiche scarpe rockstud per la prossima estate hanno borchie più grandi rispetto al modello passato, la sfilata di Piccioli è come sempre la più catalizzante, quella più fresca, quella con per la palette colori più sbalorditiva. Pierpaolo Piccioli è ’indiscusso designer che catalizza l’attenzione e gli applausi di tutto il fashion system.

T. Velvet

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