MILANO FASHION WEEK

ALLA SCOPERTA DELLE TENDENZE AUTUNNO-INVERNO 2016/2017

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Ci siamo, l’enorme e variopinto circo della moda (giornalisti, buyer, blogger e la variopinta fauna umana assiepata fuori dalle sfilate) è sbarcato a Milano, la capitale della moda italiana, dopo aver fatto tappa a New York e Londra, la moda giunge in Italia in fondo la sua “casa” naturale insieme alla Francia dove in questa settimana si sta svolgendo l’ultimo capitolo della moda autunno-inverno 2016/2017.

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Il 24 febbraio ha inizio ufficialmente la settimana della moda milanese con un pranzo organizzato dalla Camera della Moda Italiana dove hanno partecipato, oltre al nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi, molti stilisti tra cui Giorgio Armani, Donatella Versace, Bruni Cucinelli, solo per citarne alcuni, molti addetti ai lavori, soprattutto giornaliste di moda come la temutissima Anna Wintour direttrice di Vogue America e Franca Sozzani direttrice di Vogue Italia, oltre alle fashion blogger più influenti sui social come Chiara Ferragni e Anna Dello Russo.

Nella prima giornata hanno sfilato maison come Alberta Ferretti, Fay, Fausto Puglisi, Roberto Cavalli, N°21 e Francesco Scognamiglio, ma la sfilata di cui la maggior parte dei giornalisti di moda si sono concentrati è stata quella della maison Gucci.

Personalmente è stata una delle sfilate più originali dell’intera settimana milanese al pari di quelle di Moschino, Prada e Versace, sono loro che hanno svettato su tutti gli altri stilisti.

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Il direttore creativo della maison Gucci Alessandro Michele, ha organizzato la sfilata in un ampio spazio (l’ex scalo ferroviario Ferrini), di grande impatto scenografico affidato a grandi schermi su cui venivano proiettate immagini floreali e geometriche, contorno alle modelle che sfilano in passerella con capispalla e abiti caratterizzati da spalle leggermente rigonfie, con abiti di chiffon e broccato, ma la caratteristica che sta diventando marchio distintivo della maison a guida Michele è il saper mescolare fantasie molto diverse tra loro che in questa ultima collezione è fortemente predominante. Lo stesso direttore creativo ha definito la sua collezione: “un rinascimento rock’n’roll”. Rinascimentali sono i tessuti usati, soprattutto il broccato coniugati allo spirito rock dall’uso della pelle e delle frange. Sui suoi accessori, straordinarie le sue borse, sono ricorrenti due animali: il serpente anche presente sull’invito alla sfilata e la pantera nera.

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Giovedì 25 febbraio è stata la volta di Prada che ha impressionato molto gli addetti ai lavori che si sono spinti definendo questa collezione come la migliore degli ultimi tempi.

Miuccia Prada e il suo team di stilisti guidato da Fabio Zambernardi hanno coniugato in un’unica collezioni stili e materiali diversissimi tra loro, lo stesso Tim Blanks su Business of Fashion ha scritto: “ha dato una visione polarizzata del mondo, il potere e la debolezze, il ricco e il povero”. Questo contrasto ricco – povero diventa evidente nell’uso sia di materiali preziosi come il broccato o la pelliccia e sia nell’uso di materiali meno nobili come il canvas. Mi preme precisare, soprattutto a me stessa, che questa dualità ricco – povero è solo una “finzione scenica” all’uso e consumo dei giornalisti di moda, perché è sempre bene essere consapevoli che anche la “finta povera” mantella fatta di tessuto canvas che anziché quella in pelliccia il “vero povero” non può ancora acquistarla. Ironici i cappellini bianchi stile marinière che le modelle hanno indossato, innovativo l’uso del tessuto tecnico ed impermeabile per la nuova collezione di borse vero fiore all’occhiello della maison.

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La sfilata di Donatella Versace, svoltasi il giorno successivo, ha confermato quello che da tempo avevo intuito, il voler portare gli abiti ad un uso più diurno, vengono sempre più abbandonati i cliché che hanno caratterizzato a lungo il marchio Versace, vengono ridotti al minimo abiti a sirena con spacchi e scollature mozzafiato, la fantasia barocca, tanto cara a Gianni Versace è pressoché sparita. Si pensa sempre più ad una donna “comune” che ama lo sportswear e non abiti da “fatalona”.

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Ma il vero show è stata la sfilata di Moschino disegnata dallo stilista Jeremy Scott che ha voluto portare in passerella una donna che arriva direttamente dall’ottocento con i suoi magnifici abiti da sera in taffetà e tulle, la passerella infatti è diventata una meravigliosa casa dell’ottocento con tappeti persiani e il pubblico fatto sedere su delle antiche e preziose poltrone. La sfilata è stata chiusa da un abito di color nero con un vero candelabro che certamente avrete visto perché fotografato e riportato su tutti i social e giornali di moda. La cosa più bella e provocatoria della sfilata, secondo me, è stato il voler sottolineare la dipendenza che crea la moda al pari di quella della nicotina…e chi più di noi very fashion victim lo può sapere! Infatti agli invitati alla sfilata è stata regalata una cover per iPhone con la scritta fashion kills (la moda uccide) parole sante, ma ahimè inascoltate da tutte noi…vero?

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Gli stilisti Dolce e Gabbana sono gli unici che da alcuni anni non sono presenti nella lista delle sfilate perché in forte polemica con l’ex presidente della Camera della Moda Mario Boselli, quindi hanno sfilato, come al solito di domenica, ormai a Milano Fashion Week terminata. La vera novità è che finalmente, aggiungo io, si sono lasciati alle spalle la Sicilia da cui molte loro collezioni sono state influenzate per approdare in un mondo da favola fatto di donne che si ispirano a Biancaneve o a Cenerentola. Stefano Gabbana ha dichiarato che i loro abiti devono far sognare le persone che li compreranno e li indosseranno ecco perché si sono ispirati alle fiabe più amate dalle donne. Alzi la mano chi sin da piccola non si è vestita da Biancaneve o Cenerentola sognando di essere una principessa?

Ho apprezzato sterzata stilistica che ha portato un’aria di freschezza alla maison, ormai troppo stereotipata alla Sicilia, anche se hanno sfilato abiti non facilissimi da indossare se non si ha una buona dose di impermeabilità agli sguardi e commenti altrui e da riservare ad occasioni speciali.

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A chiudere la settimana della moda milanese ci ha pensato, come sempre, Giorgio Armani, il giorno prima erano stati consegnati gli oscar e molta stampa americana ha rimarcato che il vincitore come miglior attore Leonardo di Caprio era vestito Armani così come Cate Blanchett sua musa ispiratrice e protagonista dello spot pubblicitario del profumo della maison e l’attrice Naomi Watts.

Il protagonista assoluto della collezione Armani è il velluto nero che lo stilista ha portato in scena dando vita a preziosi abiti da sera, ma cercando di renderlo portabile anche di giorno costruendoci tailleur con pantaloni dalla linea fluida contrapposti a giacche dalla linea asciutta come nello stile Armani che ha sempre rifiutato il concetto oversize tanto in voga negli ultimi anni. Tantissimo nero e blu affiancati dal suo personalissimo greige (una sorta di fusione tra grigio e beige) e da tinte pastello.

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Ma come è stato per New York, Londra e ora Milano e lo sarà anche per Parigi, le vere tendenze si scoprono dando uno sguardo allo street style, a quella variegata folla di gente fatta di blogger, addetti ai lavori o semplici amanti della moda che si aggira fuori dalle sfilate o nelle strade più cool della moda speranzosi di poter attirare l’attenzione del fotografo di turno. La prima tendenza che salta subito all’occhio è che tutte le it girl o fashion blogger indossano il bomber, must have assoluto di questa primavera, ma anche della prossima stagione fredda. Portato soprattutto oversize con ricami o applicazioni ironiche dallo stile bon ton allo stile militare a quello più ironico con applicazioni in metallo, da portare sin da ora con gonne, midi o maxi e plissè, con pantaloni coulotte, ma il più trendy dell’abbinamento lo vuole con pantaloni più cool del momento: flare o meglio extra flare (forte tendenza per il prossimo autunno-inverno) e l’immancabile calzino portato con i vostri sandali preferiti.

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Tirando le somme di questa frenetica, ma entusiasmante settimana milanese, posso affermare con assoluta certezza di non essere smentita che i capi che ogni it girl, sin da ora, dovrà indossare sono: bomber, pantaloni e jeans flare, ancora gilet soprattutto lunghi e gonne longuette, camicie o t-shirt sotto vestiti smanicati e camicie con il fiocco (io vi avevo avvisate già da tempo!). Righe maxi e colorate, abiti leggeri e lunghissimi da portare solo con sandali flat o sneakers, (per il prossimo inverno femminilità non farà più rima con tacchi alti, molte sono state le scarpe basse viste in passerella…una buona notizia?), giacche con applicazioni e poi via al comix, lo stile fumetto sarà dappertutto: sulle t-shirt, sui jeans, sui capispalla: oggi sui bomber, d’inverno sui cappotti.

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Per quanto riguarda i capelli, l’acconciatura più vista sono state le trecce da boxer, trecce che partono dalla sommità del capo strettissime, l’unica tendenza che personalmente non seguirò perché la trovo non donante per la maggior parte delle donne…a voi l’idea tenta?

Pensando ai nostri prossimi acquisti per quanto riguarda gli accessori tre sono le parole chiave che dovremo tenere a mente il prossimo inverno:

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Pietre, saranno una fonte di luce irresistibile per tutte noi gazze ladre, le ritroveremo su borse, su scarpe e persino sugli occhiali.

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Metallico, tessuto che resiste per la terza stagione consecutiva sarà particolarmente avvistato, il prossimo inverno, sulle borse, si va dall’oro all’argento al meno scontato rame.

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Pelliccia, lei regna ancora sovrana sulle nostre scarpe e borse per un caldissimo inverno dalla testa ai piedi.

Milano mi ha lasciato la certezza che la sua moda sia stata meno provocatoria ed innovativa (tranne Moschino) di quella londinese, ma certamente più fruibile e più d’impatto per i mercati che oggi contano e fanno sopravvivere la moda: Cina, Russia e molti paesi del mondo arabo, ora la palla passa a Parigi per chiudere e tirare le fila sulla prossima stagione invernale…a presto donne col cuore sono già a Parigi…la più bella ed affascinante città del mondo.

T. Velvet

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