MORGAN LIBRARY

Arte tra curiosità e misteri

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Dalla fine dell’Ottocento sino a metà del Novecento i miliardari americani, industriali coi soldi che lievitavano fra le loro mani grazie alle nuove invenzioni tecnologiche che aumentavano di giorno in giorno, luce elettrica, telefoni, macchine da cucire, frigoriferi, mietitrebbia, auto e molto altro si costruirono magioni mutuando antichi edifici italiani riempiendoli con le loro collezioni di opere d’arte, che comprendevano anche antichi camini, interi soffitti decorati, cancelli, mobili, raccolti in Europa.

Tra di loro il banchiere John Pierpont Morgan (1837-1913) che fu uno degli uomini più ricchi di tutti i tempi.

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Morgan Library & Museum - La facciata di Charles McKim- New York

Morgan tra il 1902-1906, adiacente alla sua residenza sulla Madison Avenue a New York commissionò a Charles McKim, un architetto statunitense che si ispirava all’architettura rinascimentale italiana, un edificio che traeva ispirazione dal Ninfeo di Villa Giulia e dalla Villa Medici, di Roma.

All’interno trovarono posto decine di migliaia di testi rarissimi, manoscritti, tra cui un libro d’ore miniato del 1465, disegni di Michelangelo, Raffaello e Leonardo da Vinci, documenti scritti da Napoleone, Voltaire e Isaac Newton e altri personaggi celebri e lettere e diari da Byron a Einstein e poi dipinti da Albrecht Dürer, Perugino, Tiepolo, William Blake, Claude Lorrain, a Vincent van Gogh e Pablo Picasso e poi ancora, tavole cuneiformi babilonesi e manoscritti copti e poi porcellane, avori, bronzi e armi.

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Morgan Library & Museum- La biblioteca

La Biblioteca-Museo Morgan fu aperta al pubblico nel 1924, dopo la morte del banchiere, per volere del figlio che esaudiva così il desiderio del padre di rendere fruibile la sua collezione al pubblico. Molte opere sono oggi conservate al Metropolitan Museum di New York e altre al Wadsworth Atheneum di Hartford, ma il nucleo principale è custodito nel luogo originario: nella fastosa palazzina nel centro di Manhattan.

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Morgan Library & Museum- La biblioteca

La Biblioteca-Museo consiste in tre stanze: la studio di Morgan, la biblioteca e l’ufficio della bibliotecaria, si accede alle stanze attraverso un ambiente chiamato “La Rotonda” decorata con affreschi e stucchi alla maniera tardo rinascimentale.

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Morgan Library & Museum- La Rotonda

La Biblioteca di Morgan è ospitata nella più grande delle stanze e presenta oltre una moltitudine di preziosi libri, oggetti d’arte quali l’arazzo con “Il Trionfo dell’avarizia” di Pieter Coecke van Aelst, l’artista pittore di corte di Carlo V, anche scultore, architetto e creatore di gioielli, arazzi e vetrate.

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Morgan Library & Museum- La biblioteca

Lo studio, suntuoso e rosseggiante è coperto da un soffitto ligneo originale fiorentino, mentre le finestre sono svizzere e il camino marmoreo è attribuito allo stile elegante e fine dello scultore quattrocentesco fiorentino Desiderio da Settignano.

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Morgan Library & Museum-Lo studio

Nel 2006, è stato inaugurato un nuovo edificio progettato da Renzo Piano che ha raddoppiato la superficie museale, realizzato un padiglione in vetro come ingresso oltre ad un nuovo auditorium sotterraneo, infatti non essendoci attorno spazio libero, l’architetto italiano ha progettato un grattacielo all’incontrario, scavando sotto agli edifici preesistenti fino a trenta metri di profondità.

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I nuovi padiglioni, la piazza e i tre edifici storici sono legati tra di loro da una copertura trasparente di vetro e acciaio.

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Morgan Library & Museum - La facciata di Renzo Piano

John Pierpont Morgan nacque in una famiglia facoltosa nei pressi di New York, crebbe a Londra e studiò nelle scuole europee, conosceva bene la lingua francese e quella tedesca, concluse gli studi laureandosi in storia dell’arte. Nel 1858 si trasferì negli Stati Uniti, per lavorare nella banca del padre con strategie finanziarie spregiudicate. Dopo la fine della guerra civile americana Morgan si dedicò alla rete ferroviaria statunitense e sfruttando il fatto che si era all’inizio, senza regole né impedimenti ben presto ebbe tutto il controllo del settore. Si diede poi nel nuovo campo dell’elettricità dando vita al colosso della General Electric. Infine si rivolse al campo dell’acciaio giungendo a capo della maggiore società del settore. Aiutò il governo statunitense a superare difficili crisi finanziarie in particolare quella del 1907. Fu uno dei più grandi uomini d’affari di Wall Street, artefice di grandi fusioni. L’unico grande fallimento di Morgan fu nel partecipare al settore mercantile, dove subì il disastro dell’affondamento della nave passeggeri più grande del mondo, il Titanic.

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Fu sempre orgoglioso del suo cognome, perché era lo stesso del famoso bucaniere Henry Morgan, se l’uno lo era stato nei mari forse l’altro pirata lo era stato negli affari.

Morì nel 1913 mentre soggiornava a Roma. La Borsa di New York chiuse per due ore in segno di rispetto.

Paola Tassinari

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