MUTUI CASA, TUTTE LE NOVITÀ

Come si potrà passare da tasso variabile a tasso fisso

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Nella nuova legge di Bilancio appena varata è stato adottato un provvedimento che darà la possibilità, a chi ha un mutuo in corso, di trasformarlo dal tasso variabile a tasso fisso. Nel maxiemendamento di tale legge si è tenuto conto della necessità di dare una giusta soluzione al gap significativo venutosi a creare per la decisione, da parte della BCE (Banca Centrale Europea), di un ulteriore aumento del costo del denaro di 50 centesimi, portandolo al 2,50%, con la prospettiva di una futura revisione.

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L’orientamento della BCE annunciato subito dopo la crisi del nostro precedente governo a più riprese e in pochi mesi, nell’ottica dichiarata di contrasto all’inflazione, di fatto ha generato delle controindicazioni per il mercato edilizio-immobiliare (già in difficoltà), nonché un sostanziale freno per la stabilità economica del nostro Paese, di cui tale comparto è un pilastro essenziale. Chi ha un mutuo a tasso variabile in corso deve fare i conti con quanto deciso dall’istituto finanziario di Francoforte, ma il nostro governo ha voluto dare, appunto, con il provvedimento succitato, un legittimo salvagente in base al quale si potrà procedere alla conversione del mutuo nel solco delle modalità che verranno indicate.

Per queste operazioni gli istituti bancari usano il parametro Euribor, con l’aggiunta di uno spread come base di calcolo per i finanziamenti indicizzati; tale parametro ha avuto un incremento, in un anno, di 230 punti per l’Euribor mensile e di 250 punti per il trimestrale e non è ancora aggiornato all’aumento del costo del denaro di altri 50 centesimi, adottato dalla BCE alcuni giorni fa, fissando il tasso al 2,50%.

Per effettuare la conversione verrà adottata una norma del 2012, in base alla quale gli istituti bancari dovranno effettuare, gratuitamente e a condizioni prefissate, il cambio in oggetto; serve, comunque, un’ulteriore norma, perché le banche possono già svolgere l’operazione ma non sono obbligate se tale cambio non è stato previsto nei contratti di mutuo e, quindi, avrebbero la facoltà di imporre le loro condizioni, sia sul tasso che sui costi. Il tasso del nuovo mutuo verrà calcolato in funzione dell’Eurirs, parametro del costo del denaro a lungo termine, che tecnicamente viene utilizzato per determinare il costo dei mutui a tasso fisso. Si fa il raffronto dell’Eurirs a 10 anni con quello del termine del finanziamento residuo (es. per un mutuo a 30 anni contratto 5 anni prima, ci si attiene all’Eurirs a 25 anni); si prende in considerazione l’Eurirs più basso e si aggiunge lo spread applicato al variabile che si vuole adottare. Nella legge di Bilancio appena varata, potranno essere rinegoziati i mutui a tasso variabile (passando al fisso) soltanto se fino a 200.000 euro, con ISEE fino a 35.000 euro e senza ritardi nei pagamenti. Es.: nel caso di un mutuo variabile con Euribor 3 mesi più 1,5%di spread, per 200.000 euro a 30 anni avviato all’1,7% a gennaio 2013, al momento il debito residuo ammonterebbe a 144.286 euro e la prossima rata, calcolata alle condizioni di mercato attuali, ovvero al 3,80% sarebbe pari a 962 euro mentre con la conversione scenderebbe a 877 euro.

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È stata prevista anche la detrazione dell’IVA sull’acquisto di un immobile di classe A e B e prorogato il bonus prima casa per gli under 36. L’auspicio è che tali provvedimenti adottati possano dare una spinta significativa al settore immobiliare-edilizio e a tutto il vasto indotto.

Antonio Iasillo

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