Malta, omicidio Caruana Galizia

Dimissioni di Keith Schembri

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Keith Schembri, capo di gabinetto del primo ministro maltese, Joseph Muscat, ha presentato le proprie dimissioni a seguito delle nuovissime rivelazioni sul caso Caruana Galizia. Qualche giorno fa, infatti, dopo la concessione di grazia da parte di Muscat a favore del presunto intermediario tra mandanti e killer, coinvolti nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana, l’inchiesta ha avuto un’importante e improvvisa accelerata, conclusasi con l’arresto dell’imprenditore Yorgen Fenech.

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16 ottobre 2017, ore 14:35. La reporter maltese Daphne Caruana Galizia pubblica sul suo Blog quello che diverrà l’ultimo articolo della sua carriera. Mezz’ora dopo, alle 14:58, la fatale esplosione innescata da 400 Kg di tritolo posizionati nella sua Peugeot 108, a pochi metri dall’abitazione, toglie per sempre la voce all’intraprendente giornalista. Solo poche settimane prima, la donna aveva sporto denuncia alla polizia per alcune gravi minacce di morte ricevute.

Daphne Caruana Galizia, coraggiosa giornalista di 53 anni, nota per la sua attività investigativa indipendente, aveva scoperto nel 2016 il coinvolgimento di alcuni politici governativi maltesi nelle vicende dei Panama Papers, rivelando anche il ruolo della moglie del premier Muscat come intestataria di una società offshore, attraverso la quale otteneva tangenti milionarie. Le indagini della reporter costrinsero Joseph Muscat ad elezioni anticipate. Nel Febbraio 2017, invece, Daphne scrisse sul suo Blog riguardo un’azienda misteriosa offshore di Dubai, chiamata “17 Black”, di cui però non fece in tempo a scoprire chi fosse il proprietario. Le ricerche della giornalista, questa volta, la condussero alla morte.

Subito dopo l’omicidio, tre uomini furono immediatamente identificati e arrestati come esecutori del delitto. Le indagini sono continuate per mesi e mesi, nell’ardente speranza di identificare il prima possibile il mandante dell’assassinio. Oggi, dopo due anni dall’accaduto, sembra esser stata fatta giustizia: a poche ore dalla promessa di grazia garantita dal premier Muscat al sospetto intermediario dell’omicidio, è stato arrestato sorprendentemente,Yorgen Fenech, uno dei principali imprenditori di Malta. L’uomo era a bordo del suo yacht, mentre tentava di uscire dalle acque nazionali. Il celebre businessman, CEO della Tumas Group, si è rivelato essere anche il proprietario della “17 Black”, nelle cui questioni Daphne aveva cercato di ficcare il naso. Il premier maltese ha commentato: “Formalmente non posso rivelare il motivo per cui il signor Fenech è stato arrestato”, definendo l’imprenditore come una “persona di interesse” per le indagini. Tuttavia, il concatenarsi degli eventi non lascia ombra di dubbio riguardo la natura del ruolo di Fenech nell’omicidio di Daphne.

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A seguito dell’arresto di Fenech, una serie di accuse di corruzione sarebbe ricaduta anche sul capo di gabinetto Keith Schembri, sulla base di alcune dichiarazioni fornite da Yorgen stesso nel tentativo di ottenere a sua volta la grazia. Schembri sembra essere stato interrogato più volte riguardo l’omicidio della giornalista maltese, pertanto dopo oltre due anni di resistenza contro le richieste di dimissioni da parte della famiglia della donna e dei partiti di opposizione, Keith ha ceduto. A fianco alle sue dimissioni, sono pervenute quelle del Ministro del Turismo, Konrad Mizzi, e quelle del Ministro dell’Economia, Chris Cardona.

Sebbene con estremo ritardo, ogni pezzo sembra trovare la corretta posizione all’interno di questo puzzle: l’atto di violenza perpetrato ai danni di Daphne Caruana Galizia sarà presto punito, nella speranza che la libertà di espressione divenga presto rispettata e onorata da tutti.

Elena Indraccolo

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