Marte: gli Emirati Arabi lanciano la sonda Al-Amal

La prima missione interplanetaria del Medio Oriente

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Il pianeta rosso esercita un tale fascino che molti Paesi del mondo continuano a finanziare missioni interplanetarie per studiarlo e per scoprire se è adatto alla vita e alla preservazione delle conoscenze umane. Nei giorni scorsi, infatti, anche gli Emirati Arabi hanno lanciato una propria sonda su Marte.

La sonda in questione ha un nome che dimostra quanto l’uomo confidi nel futuro e nelle nuove prospettive offerte dal progresso: è stata ribattezzata Al-Amal, che in arabo significa “speranza”. La speranza che nello spazio l’uomo possa trovare ulteriori risposte e ampliare le proprie conoscenze sull’universo e la vita.

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Il lancio di Al-Amal è avvenuto in una zona occidentale del Giappone, per l’esattezza nel centro spaziale di Tanegashima. Il progetto è stato coordinato dal Mohammed bin Rashid Space Center (Mbrsc) sito a Dubaie ha visto la collaborazione di più di 400 persone. Si prevede che Al-Amal possa raggiungere Marte a febbraio 2021, quando verrà festeggiato il cinquantesimo anniversario di vita degli Emirati Arabi Uniti.

L’organizzazione di questo storico lancio è iniziata in realtà nel 2014, con un investimento di circa 200 milioni di dollari da parte del Governo di Dubai, sotto la guida dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

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L’obiettivo della missione è quello di studiare l’atmosfera di Marte e capire come funzionano l’alternanza del giorno e la notte e il ciclo delle stagioni, per fare un ulteriore passo avanti nelle esplorazioni effettuate in precedenza sul pianeta rosso.

Per effettuare i suoi studi la sonda Al-Amal disporrà delle seguenti attrezzature: lo spettrometro Emirs, che si occuperà di studiare l’atmosfera di Marte; la camera multibanda Exi, in grado di scattare immagini ad alta risoluzione anche con luce ultravioletta; lo spettrometro ultravioletto Emus, in grado di calcolare le variabili di monossido di carbonio e ossigeno presenti nell’atmosfera di Marte in brevi periodi di tempo.

Francesco Ambrosio

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