NAVE INCAGLIATA NEL CANALE DI SUEZ

Bloccata la rotta commerciale, in corso le operazioni di disincagliamento

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La nave giapponese “Ever given” è un colosso di circa 400 metri di lunghezza con una portata di 200 mila tonnellate che blocca il canale di Suez da qualche giorno provocando dei danni economici notevoli. Una delle navi da trasporto più grandi al mondo attualmente giace incagliata di traverso nel canale di Suez, bloccando di fatto il passaggio di altre navi, tutte ferme agli estremi.

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Il canale di Suez è un passaggio creato artificialmente per connettere direttamente l’Oceano Indiano e il Mar Mediterraneo sulla base di un progetto costruito da un francese ma frutto dell’ingegnere italiano Luigi Negrelli; completato nel 1987 ed inaugurato due anni dopo, consiste in quasi 200 chilometri di lunghezza. Bloomberg ipotizza una perdita di 9,6 miliardi di euro a causa dell’incagliamento del cargo, che non permette la rotta commerciale quotidiana e s’innesta in un punto strategico fondamentale per il commercio. La nave è rimasta bloccata durante una tempesta di vento, piantandosi nel terreno della costa; da allora una squadra di olandesi lavora per liberarla, finora senza successo. L’ipotesi migliore prevede di rimetterla in moto nei prossimi giorni, sfruttando il lato della nave che non giace completamente nel fango: la prua appare completamente incagliata nei fondali, mentre la poppa è in parte libera. Intanto, quasi 300 navi attendono di passare attraverso il canale il prima possibile, anziché circumnavigare l’Africa e allungare inevitabilmente la rotta con conseguente aumento dei costi delle spedizioni e possibile deperimento di alcuni carichi.

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Alcuni rimorchiatori sono all’opera per liberare il canale e disincagliare la nave, mentre sono cominciate da poco le operazioni di dragaggio del fondo, dove si scava finché si può. L’obiettivo è quello di muoversi celermente lavorando finché la portacontainer sia, finalmente, libera di solcare nuovamente l’acqua permettendo alle navi in coda di limitare le perdite e salvare il salvabile. La missione, iniziata lo scorso 23 marzo, rischia di continuare per qualche settimana nel caso in cui l’operazione dovesse fallire con uno stop inevitabile per circa il 12 per cento del commercio globale, a meno che non si decida di intraprendere un’altra via di commercio priva di costi e spese eccessive. In caso di successo, al contrario, la nave potrebbe ripartire immediatamente poiché non presenta danni.

Alessia Gerletti

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