NELLIE BLY

La donna che fece la storia del giornalismo

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Elisabeth si era arrabbiata moltissimo quando sul giornale locale di Pittsburgh, Pennsylvania, lesse l’articolo “A cosa servono le ragazze?”.

Secondo l’autore le ragazze dovevano solo stare a casa, cucire, cucinare, fare bambini. Elisabeth aveva 21 anni e non era interessata in nessuna di quelle attività, così scrisse una lettera di fuoco al giornale, per protestare.

cms_32582/3.jpgIl direttore rimase colpito dalla forza di quelle parole e le offrì un lavoro da giornalista, cosa molto “ardita” a quei tempi, alla fine dell’ottocento. Così Elizabeth Jane Cochran divenne Nellie Bly, il suo nome d’arte, e iniziò a scrivere dei diritti dei lavoratori, delle condizioni nelle fabbriche, del lavoro minorile. E questo le procurò diversi nemici. Tanto che gli imprenditori locali minacciarono di non sponsorizzare più il giornale se Nellie avesse continuato a scrivere.

Così Nellie finì a occuparsi di giardinaggio e cronaca rosa, fino a quando non riuscì a farsi mandare in Messico, per occuparsi di politica estera. Ma anche lì, la sua intraprendenza e la sua onestà la misero nei guai, e fu costretta, a seguito di alcuni articoli molto critici nei confronti del presidente messicano, a lasciare il paese.

Si trasferì a New York, dove iniziò a lavorare per il New York World di Joseph Pulitzer, per il quale realizzò un’inchiesta sulle condizioni disumane delle donne internate in manicomio.

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Per avere le prove, parlare con queste donne, vedere con i suoi occhi, si finse pazza, in modo da essere ricoverata in una struttura psichiatrica. Ormai era avviata per il giornalismo investigativo, e non si fermò più: fu la prima donna a fare il giro del mondo (in 72 giorni!) da sola, la prima corrispondente di guerra (seguì dal fronte austriaco e francese la prima guerra mondiale), per poi continuare negli ultimi anni della sua vita a battersi per i diritti dei più deboli. Si fece arrestare per denunciare gli abusi della polizia sulle donne incarcerate, finse di volere pagare per avere un figlio per indagare sulla tratta dei minori, sostenne le battaglie delle suffragette, che volevano il diritto di voto.

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Quando morì, per una brutta polmonite, nel 1922, Nellie Bly era ormai riconosciuta come la più grande giornalista degli Stati Uniti, e a distanza di tanti anni, viene ancora ricordata per il suo coraggio, la sua determinazione, e la sua onestà intellettuale. E per aver fatto la storia del giornalismo.

La Farfalla della gentilezza(Valentina M. Donini)

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Lavinia Capogna

Complimenti. Un bel articolo e belle fotografie. È importante dare rilievo a queste donne coraggiose. Da noi fu una giornalista battagliera Matilde Serao, che fondò, insieme al marito, "Il Mattino" di Napoli e scrisse bei libri di denuncia sociale come "Il ventre di Napoli"....
Commento del 14:54 27/11/2023 | Leggi articolo...



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