NEL MONDO 39,6MLN DI CASI. ILARIA CAPUA:"VACCINO NON SARA’ SOLUZIONE"

In Italia siamo a 11.705 nuovi casi e altri 69 morti. Locatelli:"Non è situazione di panico o allarme"

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cms_19579/johns-hopkins-university-1580683593.jpgNel mondo 39,6 milioni di casi

Sono 39.608.809 i casi accertati di coronavirus a livello globale, con 1.108.800 morti. Lo riferisce l’osservatorio della Johns Hopkins University, che dall’inizio della pandemia registra la diffusione dei contagi nel mondo. Il Paese più colpito sono sempre gli Stati Uniti, con 8.106.384 casi accertati e 219.289 decessi.

cms_19579/virologa_Ilaria_Capua.jpgIlaria Capua: "Vaccino non sarà soluzione"

"Il vaccino non sarà la soluzione, bisogna toglierselo dalla testa". Sono le parole di Ilaria Capua, direttore dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, a Domenica In. "Stiamo vivendo una situazione che non riguarda solo l’Italia o l’Europa. Riguarda tutto il mondo, è un quadro molto complicato. Il virus non guarda in faccia nessuno, il controllo della situazione dipende da noi, da ogni singolo individuo. Il virus ha un raggio di contagio limitato, bisogna rispettare le regole e attuare le misure di prevenzione che servono a ridurre il rischio", dice la scienziata.

"Il virus è lo stesso della scorsa primavera, non si è indebolito e non si è neanche incattivito. E questo è un bene: non ci possiamo immaginare fughe in avanti dal punto di vista dell’aggressività, è stabile dal punto di vista genetico. Abbiamo 9 mesi di esperienza nella gestione della malattia e nell’attuazione delle misure", aggiunge.

"Non eravamo pronti, come comunità scientifica, a rispondere ad una pandemia provocata da un virus sconosciuto. Già facevamo fatica a convincere i politici del rischio pandemico legato all’influenza, siamo partiti a fatica con la produzione del vaccino perché non c’era nulla. E’ tutto nuovo, siamo partiti con grandi investimenti e stiamo arrivando per fortuna", afferma ancora. "Però -avverte- il vaccino non sarà la soluzione, bisogna toglierselo dalla testa. Non ci sarà vaccino per tutti, bisognerà usarlo in maniera strategica per proteggere le persone più a rischio, non solo per il pericolo di sviluppare la malattia ma anche per l’esposizione. Il vaccino secondo me arriverà in diverse formulazioni che potranno essere usate per diverse fasce della popolazione. E’ illusorio credere che svalicheremo l’inverno con il vaccino: inizierà a essere presente nella popolazione in primavera e noi saremo pronti per il prossimo inverno con il vaccino, questa è la mia speranza".

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cms_19579/Min_Sanita_ISS.jpgIn Italia siamo a 11.705 nuovi casi e altri 69 morti

Sono 11.705 i nuovi casi di coronavirus in Italia. I tamponi eseguiti sono 146.541 Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime ore sono stati registrati altri 69 decessi, che portano il totale a 36.543. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 750, con un incremento di 45 unità.

Sono 126.237 (+9.302) gli attualmente positivi, mentre 251.461 sono i guariti (+2.334). Per quanto riguarda i nuovi casi nelle singole regioni, picco di contagi in Lombardia (+2975), Campania 1376, Lazio 1198 e Piemonte (+1123). La regione meno colpita è il Molise con 27 nuovi casi.

cms_19579/LOCATELLI.jpgLocatelli:"Non è situazione di panico o allarme"

"E’ indubitabile che ci sia stata un’accelerazione dei contagi negli ultimi 10-15 giorni. Non siamo in una situazione né di panico, né di allarme". Sono le parole di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), ospite di Mezz’ora in più. "Sugli 11mila casi registrati ieri, meno di un terzo sono soggetti sintomatici. A fine febbraio e marzo identificavamo tutti soggetti sintomatici. Nelle terapie intensive, con quasi 700 persone ricoverati, non c’è nulla di paragonabile al picco di 4000" raggiunto in primavera.

"C’è una circolazione che investe tutto il continente europeo. A parte Germania, Finlandia e Grecia, l’Italia ha il rapporto più basso tra tamponi eseguiti e positivi. Oggi risultano positivi soggetti di età media poco superiore ai 40 anni, a febbraio e a marzo l’età media era superiore ai 65 anni. Il livello di preparazione del paese non è nemmeno paragonabile a quella di alcuni mesi fa", afferma.

Capitolo vaccino: "E’ chiaro che dobbiamo convivere con il virus prima di avere un vacchino, che probabilmente non avremo fino alla primavera del 2021. Fino ad allora dobbiamo conviverci e minimizzarne l’impatto".

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