NEL MONDO OLTRE 335MILA CASI IN UN GIORNO. DAVIDE ZELLA:"IL VIRUS SI EVOLVE VERSO FORMA MENO CATTIVA"

In Italia 35.818 le Vittime.Rasi (Ema):"la pandemia non finirà un giorno dopo il vaccino"

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Nelle ultime 24 ore si sono avuti oltre 335mila nuovi casi di Covid nel mondo, il secondo numero maggiore registrato, dall’inizio della pandemia, dalla John Hopkins University. E’ quindi salito ad oltre 32,5 milioni il numero totale dei casi di infezione in 188 Paesi, con gli Stati Uniti che con oltre 7 milioni di positivi rimane il Paese con il maggior numero di contagi e di decessi, circa 204mila. Al secondo posto l’India con 5,9 milioni di casi ed oltre 93mila decessi, ed al terzo il Brasile, con 4,7 milioni di contagi ed oltre 140mila vittime.

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(Margherita Lopes)- "Le mutazioni e la delezione che abbiamo trovato indicano che il virus si evolve verso una forma meno ’cattiva’. I tempi dell’evoluzione sono però incerti, e servono più dati per capire quanto diffuse siano effettivamente le mutazioni ’buone’ nella popolazione di soggetti infettati e asintomatici". Parola di Davide Zella, scienziato italiano da anni negli Usa dove è co-direttore del Laboratorio di Biologia delle cellule tumorali all’Institute of Human Virology dell’Università del Maryland (Usa) e lavora con Robert Gallo, uno degli scopritori del virus dell’Aids.

"Lavorare con Gallo è un’esperienza eccezionale - racconta Zella, raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos Salute - Lavoro con lui dal 1992 e ho avuto modo di conoscere tantissimi scienziati che interagiscono con lui in maniera continua. Ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare". Zella ha pubblicato numerosi studi sulle mutazioni di Sars-CoV-2 e spiega che "ora, insieme a Francesca Benedetti, che lavora qui con me, e con Marta Giovanetti e Massimo Ciccozzi dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, stiamo studiando proprio l’evoluzione del virus attraverso l’analisi delle sue sequenze genomiche". Su questo e altri temi lo scienziato interverrà sabato 26 settembre (dalle 15 alle 17) alla tavola rotonda su ’Sars-CoV-2: passato, presente e futuro’, organizzata nell’ambito di Welfair 2020, l’evento digitale dedicato alla salute promosso da Fiera Roma, di cui Zella è coordinatore scientifico.

Dagli Stati Uniti come appare la situazione dell’Italia? "Purtroppo è stata colpita per prima, soprattutto la ’mia’ zona, cioè la Lombardia. Provo ammirazione per i miei amici e colleghi, per come sono riusciti ad affrontare quello che è successo. Spero che le criticità emerse servano da lezione per una migliore preparazione per il futuro".

Si può parlare di un’eccezione italiana in Europa, per effetto del lockdown? "Sicuramente le misure di contenimento sono servite all’inizio a diminuire i morti. Soprattutto in considerazione del fatto che non sembrava ci fossero troppe alternative. Successivamente si è capito meglio come affrontare la situazione, che adesso sembra meno drammatica. Certamente - raccomanda Zella - bisogna ancora prestare attenzione e continuare a mantenere le necessarie misure di distanziamento sociale, evitare per quanto possibile i luoghi chiusi e affollati e indossare la mascherina come raccomandato".

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cms_19232/Min_Sanita_ISS.jpgSono 1.869 i nuovi casi di coronavirus in Italia, come si legge sul sito del ministero della Salute. Nelle ultime ore sono stati registrati ulteriori decessi, che portano il totale a 35.818 dall’inizio dell’emergenza. Lieve aumento delle persone in terapia intensiva e dei ricoverati nei reparti. Attualmente sono in rianimazione 247 persone e 2.746 sono ricoverate in ospedale. Il totale degli attualmente positivi al Sars-Cov-2 è di 48.593 mentre dall’inizio dell’emergenza 223.693 persone sono guarite.

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"LA PANDEMIA NON FINIRÀ UN GIORNO DOPO IL VACCINO" - "La pandemia di Covid-19 non finirà il giorno dopo l’arrivo di un vaccino, ma con l’arrivo di un vaccino comincerà la sua fine" che dipenderà molto anche da noi e dalla responsabilità dei nostri comportamenti, dice Guido Rasi. "Quando avremo un vaccino" contro Sars-CoV-2, "la pandemia dovrà iniziare a preoccuparsi perché la sua fine è vicina - spiega l’esperto nell’intervista all’Adnkronos Salute - Sarà una guerra che durerà ancora un po’, ma se la combatteremo bene sarà più facile vincerla".

"Quando avremo a disposizione un vaccino, l’elemento cruciale sarà una comunicazione adeguata" alla popolazione, ammonisce Rasi. "A un’efficacia più bassa, in particolare, dovrà corrispondere un’azione informativa e di supporto da parte delle autorità pubbliche per dire esattamente che cosa significa quel preciso vaccino in quel dato momento. Mi spiego meglio: se l’efficacia sarà al 50%, e va benissimo - chiarisce il numero uno dell’Ema, riferendosi alla soglia minima che l’americana Fda ha deciso di ritenere accettabile - significa che il 50% dei vaccinati inizierà a far rallentare la marcia dell’epidemia, mentre l’altro 50% no. Ma siccome non sapremo quali saranno i vaccinati che rispondono e quelli che non lo fanno, bisognerà attuare una comunicazione molto puntuale: un messaggio tipo ’adesso facciamo il vaccino, poi faremo il richiamo, e tra 5-6 settimane inizieremo a vedere quanto diminuisce il diffondersi dell’epidemia. Però voi comportatevi ancora con cautela’", nel rispetto prudente delle misure anti-contagio.

Ma il vaccino anti-Covid funzionerà? Cioè il nuovo coronavirus potrà essere contrastato con quest’arma, oppure sotto il suo ’fuoco’ resterà invulnerabile? "E’ una domanda legittima - risponde Rasi - che dobbiamo continuare a farci soprattutto nella fase post-lancio. Che ci sia una qualche protezione" attesa da una futura profilassi contro Sars-CoV-2 "ormai sembrerebbe abbastanza documentato, i dati sembrano buoni. Il quesito ancora senza risposta è invece quanto sarà forte la protezione conferita dal vaccino e quanto durerà". Più semplicemente: "Se con un ottimismo personale, anche da ex immunologo, mi sento di dire che il vaccino potrà funzionare, rimane da capire quanto funzionerà e per quanto tempo".

Ebbene, secondo il direttore esecutivo dell’Ema, per scoprirlo "servirà un programma di monitoraggio che dovrà necessariamente essere europeo. Sarà bene che i media tengano alta l’attenzione sul piano che la Commissione europea sta già elaborando. Serve un programma di monitoraggio post-lancio su efficacia e sicurezza che abbia una forte regia Ue", chiede Rasi. "Un piano simile - conclude - ci potrà dirà quanto la campagna vaccinale dovrà andare avanti e quando veloce sarà la scomparsa del virus" e quindi l’estinzione della pandemia.

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