NEL MONDO QUASI 1 MILIONE DI MORTI. COVID,UE:"IN ALCUNI STATI SITUAZIONE PEGGIORE DI MARZO"

35.781 i decessi in Italia. Gattinoni:"Basta dividerci fra negazionisti e catastrofisti"

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I contagi accertati di coronavirus nel mondo si avvicinano alla soglia dei 32milioni, con quasi un milione di decessi. Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, i casi positivi di Covid-19 sono stati finora 31.880.241, con 976.789 morti a livello globale. Il Paese più colpito sono gli Stati Uniti, con 6.934.204 e 201.909 decessi.

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I numeri dei positivi al coronavirus Sars-CoV-2 nell’Ue e nel Regno Unito "sono aumentati costantemente" da agosto ad oggi e le misure adottate "non si sono sempre rivelate sufficienti a ridurre o a controllare l’esposizione". Lo sottolinea la Commissione Europea.

In "alcuni Stati dell’Ue" la situazione epidemiologica" è oggi persino peggiore di quella del marzo scorso, il picco della pandemia" provocata dal coronavirus Sars-CoV-2, sottolinea la commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides, in videoconferenza stampa a Bruxelles insieme alla direttrice dell’Ecdc Andrea Ammon. "E questo - continua Kyriakides - è fonte di preoccupazione". Gli Stati devono agire, perché questa "potrebbe essere l’ultima occasione per evitare il ripetersi" di una situazione come quella della "scorsa primavera", quando buona parte d’Europa è finita in lockdown, cosa che ha provocato un crollo verticale dell’economia nel secondo trimestre.

E’ quindi "cruciale" che gli Stati membri dispieghino "tutte le misure necessarie ai primi segnali di nuovi focolai". Misure che includono "aumentare i test e il tracciamento dei contatti, migliorare la sorveglianza sanitaria, assicurare un accesso migliore ai dispositivi di protezione personale e ai farmaci e una sufficiente capacità delle strutture sanitarie". "Non c’è ragione per nascondere che siamo preoccupati per la situazione", conclude la commissaria.

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cms_19207/Min_Sanita_ISS.jpgIl totale dei decessi in Italia dall’inizio dell’emergenza salgono a 35.781, quello dei casi a 304.323.Attualmente i positivi nel Paese sono 46.780: 2.731 ricoverati con sintomi, 246 in terapia intensiva e 43.803 in isolamento domiciliare. Il numero dei dimessi/guariti sale a 221.762. Negli ultimi giorni sono stati effettuati ulteriori 108.019 tamponi.Nessuna Regione a zero contagi nelle ultime 24 ore, mentre l’incremento più alto si registra in Veneto, seguito dal Lazio e dalla Lombardia .

Lo rende noto il Ministero della Salute nel suo bollettino quotidiano.

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"Oggi, sfortunatamente, per come si è messa la comunicazione su Covid-19, qualsiasi cosa uno dica viene arruolato o nella squadra dei catastrofisti o in quella dei negazionisti. A me non va di essere né nell’una né nell’altra squadra. Si vuole tutto o bianco o nero. Il grigio non viene contemplato, in Tv non lo vogliono. Ma a volte la realtà è nel grigio. Per cui poi, per come vengono gestite le dichiarazioni dei vari esperti, viene fuori solo tanta confusione". Non ci sta a rischiare di essere etichettato Luciano Gattinoni, decano dei rianimatori italiani, oggi in forze all’università di Gottinga in Germania. L’esperto cita il caso Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano e prorettore dell’università Vita-Salute.

"Zangrillo è finito in mezzo a tutto questo - dice all’Adnkronos Salute - E’ stato definito negazionista, è stato ormai ’arruolato’ dai negazionisti anche se non lo è affatto. Se si va a vedere quello che ha detto realmente e lo si inserisce anche nel contesto e nel momento in cui lo ha detto - puntualizza l’esperto - si può capire che non è né un negazionista né un catastrofista. E’ uno che i malati li ha vissuti sul serio. Ha il suo carattere, esprime opinioni a volte in modo brusco. Ma di sicuro ha una sensibilità superiore rispetto ad alcuni ’soloni’ che so per certo non hanno mai assistito un paziente Covid".

Per Gattinoni il problema è "nella comunicazione polarizzata. Manca solo qualcuno che dica che il virus è di destra o di sinistra, o sovranista o non so che altro. Io direi che piuttosto questo virus è internazionale, allora, visto che non rispetta i confini e le patrie nazionali".

L’analisi dello specialista è dura: "Vedo beghe da cortile. Ho letto un’intervista in cui si chiede: lei è per Zangrillo o per Galli? Ma che vuol dire? Qui non è Maradona contro Lodetti. Non si può trattare il dibattito sul virus come una partita di calcio. E’ molto semplice. A chi parla di scienza e punta il dito, io dico che la scienza ha un percorso molto preciso: si parte da una tesi, in base all’osservazione si formula una legge. Poi si fa un esperimento e si va a vedere se un’ipotesi è confermata oppure no. Se si segue questa semplice procedura e la si applica al virus ci guadagniamo tutti". Gattinoni preferisce restare defilato, assicura. "Se uno deve per forza indossare una maglietta, io mi rifiuto. Non vado in Tv perché non voglio essere arruolato. E non voglio finire in una trasmissione di Crozza", sorride riferendosi all’imitazione che il comico fa di Zangrillo.

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