NESSUNO SI SALVA DA SOLO…O FORSE SI?

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“C’è un momento che devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé”.

(Marilyn Monroe)

cms_16383/DSC_2838.jpgCaro Lettore ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…qualche giorno fa ho visto l’immagine di un murales dipinto sulla parete esterna di una scuola che ritrae una sirena che salva due bambini; è stato inevitabile pensare al mio lavoro e a ciò che osservo nel dialogare con gli adolescenti.

Siamo in un’epoca storica in cui i nostri ragazzi soffrono poiché molto spesso non conoscono relazioni autentiche, in particolare nelle proprie famiglie e nel contesto scolastico e cioè nei principali agenti di comunicazione: La salvezza è un concetto abbastanza astratto così come concreto, a seconda del contesto in cui se ne parli: se parliamo infatti di profughi o di malattie, il concetto di salvezza è assai concreto, ma se ne parliamo nell’ambito dell’esistenza o di una dinamica disfunzionale relazionale, e allora il concetto si fa astratto.

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Mi spiego meglio.

Molte volte il cliente inizia una psicoterapia nella speranza di trovare un’ancora di salvezza; la figura del terapeuta viene vista e vissuta come l’ultima possibilità di una rinascita. Per certi versi è così, nel senso che l’atto stesso di chiedere aiuto rappresenta l’inizio di una svolta; è importante però sottolineare che la possibilità di salvarsi da dinamiche disfunzionali o da stili di vita non adeguati non nasce direttamente dalla psicoterapia, bensì da un lavoro, da una autentica cooperazione tra terapeuta e paziente.

L’immagine della sirena che salva i due bambini è molto significativa poiché il mare rappresenta la nostra vita in cui troviamo un qualcosa che ci salva in qualche modo dalle onde tempestose; penso ai ragazzi figli di genitori separati, genitori che non dialogano se non attraverso gli avvocati, ragazzi che non sanno chi amare dei due genitori o meglio si pongono il problema e la domanda di chi debbano amare per non avere problemi o sensi di colpa.

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Un film uscito nel 2015, Nessuno si salva da solo, narrava la storia di una coppia separata che si ritrova a discutere delle vacanze dei figli; durante il loro dialogo, i due rivedono il passato come in un flash-back, comprendendo i motivi per cui il loro matrimonio era naufragato; ad un tratto si avvicina a loro una coppia di anziani molto innamorati ancora allora: lui ha un cancro e chiede ai due di pregare per lui perché “nessuno si salva da solo”.

Insomma, penso che il concetto di salvezza in realtà possa essere associato al tema dell’illusione: è vero che nessuno si salva da solo, ma senza dubbio è necessario vivere con la convinzione che ognuno per se stesso rappresenta la sola possibilità di salvarsi e quindi agire comportamenti funzionali ad una vita che ci soddisfi e che ci consenta di funzionare: questo vuol dire salvarsi. Salvarsi dalle cattiverie, dalle ingiustizie, dalle dinamiche insane e da tante altre cose.

Perciò insegniamo ai nostri ragazzi a chiedere aiuto e a mettere in atto strategie per mettersi in salvo da strade sbagliate.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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