NEW YORK NON HA PIU’ LA SUA FASHION WEEK

Pagelle red carpet Met Gala 2021

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Il mese di settembre per il fashion system è da sempre sinonimo di fashion month che finalmente, nell’era del covid-19, rivedrà la maggior parte delle sfilate in presenza. Al dare il via al mese delle presentazioni delle collezioni per la prossima primavera-estate 2022 è stata la città di New York e che si concluderà a Parigi, passando per Londra e Milano. Se l’intento del Cfda (l’equivalente della nostra Camera Nazionale della Moda) era quella di rilanciare New York come punto strategico del fashion system, ancora una volta, come già da parecchi anni, l’intento è fallito. Non è bastato l’atteso fashion show di un big come Tom Ford, nonché Presidente del Cfda, non sono bastati nomi di peso come Michael Kors e Moschino, che quest’anno ha deciso di abbandonare Milano per sfilare nella grande mela, a regalare appeal al Made in USA e buyers soddisfatti dove, nonostante i ritorni, sono stati molti i nomi che hanno brillato per la loro assenza come Tommy Hilfiger, Ralph Lauren, Marc Jacobs e Pyer Moss.

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A portare ottimismo, spensieratezza, voglia di giocare, propria dei fanciulli, nella grande mela in un giorno uggioso ci ha pensato la maison Moschino nella persona del suo direttore creativo, Jeremy Scott. La collezione “Ladies Who Lunch” è una collezione che ha portato in passerella coat, vestiti e tailleur scomposti, rigorosamente con minigonna, dalle stampe ironiche che riprendono animali, palloncini, biberon declinati in una palette colori dalle nuance pastello. Gli accessori in plastica riprendono le forme di animali che si trasformano in spille, charms e collane, ma anche in ironici bottoni per tailleur di donne in carriera che non dimenticano di essere anche delle “terribili bambine” dotate di grande auto ironia. Per tutte le nostalgiche degli outfit di tata Francesca Cacace della serie TV del 1993 “La Tata” potranno attingere a piene mani dalla collezione di Moschino, dove le modelle per make up, acconciature ed outfit le hanno reso omaggio, se intenzionale o meno non è dato sapere.

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Il designer Michael Kors torna a sfilare nella grande mela e lo ha fatto con un fashion show a Central Park nel giardino del rinomato ristorante Tavern on the green. E’ stato lo stesso designer a definire la sua collezione come “Urban Romance”, una collezione che ha in se due anime: quella romantica e glamour degli anni ’50 e quella minimal urban-chic degli anni ’90. E’ però il bon ton e l’allure degli anni ’50 ad avere il sopravvento portando in passerella gonne a ruota in tulle, punto vita segnato da micro o maxi cinture, micro cardigan in chachemire, ricami, paillettes, pizzi, stampe vichy ed animalier, tacchi a spillo, mini bag in rafia, eyeliner d’ordinanza. La palette colori è influenzata dalle nuance di blu e di rosa che vengono esaltate dal binomio più iconico della moda: black and white. La donna Kors per la prossima estate sarà una donna glam, bon ton, che non ama inutili eccessi fashion, ma che adora brillare, una collezione portabile, super chic con tagli e linee da haute couture davvero mirabili.

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E’ stata la sfilata di Tom Ford a chiudere una fashion week newyorkese davvero sottotono, la collezione è un “inno” agli ultimi due anni di pandemia e di come ha cambiato il nostro modo di vestire. Per il designer la collezione è stata ispirata dalla gente che osservava a Los Angeles, dove vive, e di come il glamour post-pandemia non potrà più far a meno del casual, se pur sempre chic. Lo sportswear cambia pelle ed acquista luce grazie alle paillettes, al raso, al velluto, al color block in nuance vibranti. I capi must have sono i blazer oversize in velluto, i joggers in satin, i bermuda in paillettes, i reggiseni sportswear in bella mostra. Una collezione dal glamour urban-chic che ha convinto clienti fedeli al mood Ford e buyers convinti che saranno capi amatissimi dai millennials.

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A rivitalizzare l’umore del fashion system dopo la fashion week newyorkese ci ha pensato il red carpet del gala più fashion, stravagante e provocatorio del mondo. Al Metropolitan Museum of Art di New York si è svolto il Met Gala che, causa pandemia, era stato cancellato nel 2020 e che quest’anno è stato rinviato da maggio a settembre. Il Met Gala nasce nel lontano 1946 per raccogliere fondi a favore del Constume Institute del Museo, ma è quando il direttore di Vogue America, Anna Wintour, nel 1996, ne prende le redini che il Met Gala diventa il gala dove è vietato non esserci. Un detto molto in voga nel fashion system recita: “se non ci sei non esisti, se non esisti non vendi”, ed è per questo che il suo red carpet è da sempre calcato dal gota del fashion system internazionale. Quest’anno il tema della mostra e che detta il dress code degli outfit degli invitati paganti, sottolineo paganti perché per un tavolo da dieci ospiti si sono sborsati anche cinquecentomila dollari è stato: “In America: A Lexicon of Fashion” (la storia della moda americana e la sua evoluzione).

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Il red carpet del Met Gala è l’unico dove non si vince per eleganza e glamour, o meglio non solo, ma soprattutto per aver azzeccato l’outfit più aderente al tema scelto per quell’edizione. Ecco perché l’abito della senatrice democratica, Ocasio-Cortez che riportava sul retro la scritta: “Tax the Rich” (tassare i ricchi) non solo era fuori tema, ma soprattutto fortemente ipocrita visto che stava partecipando ad un gala per ricchi dove qualcuno aveva pagato per il suo posto e la sua cena. Nella vita bisogna essere coerenti tra quello che si dice con quello che si fa, soprattutto se si è un politico. Voto 0

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La cantante pop, Billie Eilish nel suo abito di Oscar della Renta, ha voluto celebrare il glamour della moda degli anni ’50 che aveva il suo acme nello star system di Hollywood. Le star del tempo che sono diventate delle icone internazionali in fatto di stile e glamour come l’attrice Marilyn Monroe a cui si è ispirata Billie Eilish. L’abito dal lunghissimo strascico in tulle rosa pesca e la parrucca biondo platino hanno centrato il dress code del gala, l’unico neo è la nuance di rosa caldo non in sintonia con il suo sottotono freddo. Voto 9

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L’influencer ed imprenditrice, Kim Kardashian si è fatta notare sul red carpet del Met Gala annullando completamente la sua immagine scintillante e too much. Il suo outfit total black della maison Balenciaga che le copriva ogni centimetro del suo corpo, tranne la lunga coda di cavallo, ha lasciato tutti interdetti. E’ stata una strategia di marketing del designer Demna Gvasalia, con lei nella foto, per far parlare della maison sui social? Molte sono state le supposizioni e i meme che si sono sprecati sui social, ma l’outfit della Kardashian è un flop su tutta la linea, dal dress code al glamour. Voto 0

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Ritornando al glamour americano da diva anni ’50 è stata la maison Valentino, grazie al genio creativo del designer Pierpaolo Piccioli, a creare gli abiti più belli che hanno portato sul red carpet newyorkese tutto il peso del Made in Italy. Certamente l’attrice Carey Mulligan poteva assumere una posa più “felice” e non di condannata al plotone di esecuzione indossando questo bellissimo abito color glicine perfetto per il suo sottotono con bustino e gonna a ruota dall’orlo perfetto. L’outfit è perfetto, dall’acconciatura al make up nude, all’assenza di bijoux. Voto 9

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Sempre Valentino porta sul red carpet del Met Gala un abito in prezioso pizzo e micro cristalli con spalline sottili in rosa ciclamino indossato dalla modella Nicola Peltz. Anche in questo caso l’outfit è perfetto e il tocco di glam è dato dai lunghi guanti bianco avorio tanto cari ad una icona della moda americana come la first Lady Jacqueline Kennedy Onassis. Voto 10

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La cantante pop, Jennifer Lopez rende omaggio al mood americano “far west” con il suo outfit della maison Ralph Lauren. Alla Lopez si può perdonare, forse, l’outfit sbagliato sotto tutti i punti di vista: dallo spacco esagerato indossato contemporaneamente alla scollatura abissale, dal capospalla in pelliccia al cappellaccio da cow boy, dagli accessori silver quando per il suo sottotono caldo sarebbe stato meglio sceglierli gold alla cintura che le abbassa ancor di più il suo già basso baricentro. Ma la cosa imperdonabile è la sensazione destabilizzante per chi guarda, l’outfit non è glam e non è west e francamente non si capisce dove ci sia la moda americana e la sua evoluzione. Voto 4

I vincitori fashion di questa edizione del Met Gala 2021 sono stati la maison Valentino, nella persona del designer Pierpaolo Piccioli e il color rosa in tutte le sue nuance. Il rosa è stato il colore più chic avvistato sul red carpet del Met Gala e, non a caso, sarà uno dei colori must have per il prossimo autunno-inverno.

T. Velvet

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