NIENTE UCRAINA ALL’EUROVISION SONG CONTEST 2023

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L’Eurovision Song Contest, il concorso musicale più grande e importante al mondo, ha riaperto i battenti. Giunto alla 67esima edizione, si volge il prossimo anno a Liverpool, nel Regno Unito: 9-11 maggio semifinali, finalissima il sabato successivo. La gara canora, che prese spunto dal nostro Festival di Sanremo, quest’anno vede la partecipazione di 37 Paesi, tutti aderenti al circuito televisivo internazionale dell’EBU (European Broadcaster Union). Tra questi l’Italia, forte delle sue 48 partecipazioni e della vittoria nel 2021 con Zitti e Buoni dei Maneskin, che cederà il testimone proprio agli inglesi. Difatti, nella consueta cerimonia che si tiene ogni anno nel mese di gennaio, sarà il sindaco in carica di Torino (ultima città ospitante l’evento) ad effettuare il passaggio di consegne all’omologo di Liverpool. La regola prevede che sia il Paese vincitore dell’anno precedente a ospitarlo, pertanto il diritto spetterebbe all’Ucraina, detentore del titolo in carica grazie alla Kalush Orchestra e alla loro canzone “Stefania”. Per la cronaca, l’evento, a causa della guerra, non potrà essere ospitato in sicurezza in terra di Kiev. Pertanto, dopo la candidatura di alcuni Paesi, è stato deciso che la sede del contest musicale fosse il Regno Unito che si avvarrà dell’eccellenza televisiva della BBC in collaborazione con la UA: PBC (tv nazionale ucraina), in omaggio alla nazione vincitrice della passata edizione.

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La manifestazione dura due settimane, ma è la seconda a costituire il momento aulico, perché vede la proposizione delle due semifinali e della c.d. Grand Final. Tante sono le manifestazioni a latere, che colorano la città e la rendono attrattiva per le migliaia di turisti (e fan) che arricchiscono da ogni parte del mondo tutto il contesto. Sono quindi previste serate a tema ma, soprattutto, un Euroclub e un Eurovision Village, comunemente chiamato “Eurovillage”. Il primo è un locale in cui, a sera, si incontrano i fan e i cantanti del concorso, sia quelli in gara, sia i protagonisti delle edizioni precedenti; mentre l’Eurovillage, locato in piazza Pier Head, è uno spazio all’aperto adibito ai live esclusivi, eventi a tema e dove guardare la competizione sui maxischermi. Ogni Paese in gara individua il proprio rappresentante in maniera diversa: chi per scelta interna della tv nazionale, che designa un cantante spesso per il tramite di una commissione di esperti, chi attraverso invece un concorso, c.d. “selezione nazionale”. Alcune nazioni hanno in tal senso una lunghissima tradizione, basti pensare al nostro Festival di Sanremo, il cui vincitore, come da regolamento, ha il diritto di rappresentare l’Italia; ma ve ne sono anche tanti altri, tra cui il Festivali i Kenges albanese o il Melodifestivalen svedese, per citarne solo alcuni tra i più longevi e importanti.

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Per il secondo anno consecutivo anche San Marino ha scelto di individuare il proprio rappresentante attraverso una selezione nazionale, denominata per l’appunto “Una Voce per San Marino”, vinta lo scorso anno da Achille Lauro con la sua “Stripper” che, però, non ha superato le semifinali. L’organizzazione e l’iter dell’Eurovision Song Contest prevede degli step fissi durante tutto l’anno che, per consuetudine, ha inizio il 1° settembre, data a partire dalla quale ogni canzone inedita può essere scelta per la gara. Avendo individuato ufficialmente il numero dei partecipanti, la location dell’evento e tutte le date, restano da conoscere il tema grafico e il motto (che contraddistinguono ogni edizione), quindi le cerimonie del passaggio di consegne tra le due città (come indicato precedentemente) e quella dell’allocazione dei vari partecipanti alle due semifinali, ricordando che le 5 nazioni c.d. “Big Five”, ossia Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Italia, assieme al paese detentore del titolo (nel nostro caso Ucraina), accedono direttamente alla finale.

Enrico Picciolo

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