NON ESISTE UN CRISTIANESIMO A DISTANZA

Francesco torna in piazza San Pietro

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Dopo oltre 15 giorni di chiusure e zone rosse, il papa torna a parlare dal suo ufficio apparendo molto più rilassato. Il covid ha sfinito tutti, svilendo la bellezza di incontrarsi in chiesa. L’essere cristiani si basa sulla condivisione della fede, arricchendo il proprio spirito con la preghiera comunitaria. Indubbiamente la pandemia ha annullato tutto questo, riducendo le celebrazioni ad un classico incontro sul web. Le varie iniziative messe in campo durante il loockdown dai sacerdoti sono lodevoli, ma rischiano di annebbiare la fede dei fedeli. Certamente il calo registrato durante le funzioni in presenza è impressionante, ma occorre ridonare la fiducia ai tanti praticanti spaventati. Non solo la messa in sicurezza delle chiese, che tanto hanno fatto discutere in questi mesi, ma adoperarsi per comunicare con modo innovativo. Il messaggio del pontefice è chiaro, limpido, senza alcun’ombra di dubbio. “Guardare, toccare e mangiare”, sono tre verbi centrali per la vita di ogni fedele, che ci riparano dalla solitudine odierna.

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Il più grande male di questo tempo (oltre alla pandemia) è la solitudine, che concretizza con l’avvento delle nuove tecnologie. Vedere virtualmente qualcosa non equivale a guardare, perché lo sguardo in presenza mi consente di mettermi in relazione con il prossimo. Il grande filosofo Heidegger, nel cercare di circoscrivere l’uomo, affermava: “L’uomo è sempre in relazione con il prossimo e con il mondo”. Proprio dalle relazioni dovremmo ripartire, perché l’isolamento di questi mesi non ci ha resi persone migliori, come in molti sostenevano. Per questo Francesco si focalizza sull’importanza dello sguardo: “Guardare è un primo passo contro l’indifferenza, contro la tentazione di girare la faccia davanti alle difficoltà e alle sofferenze degli altri”. L’amore (inteso nella forma generica) presuppone una forma di vicinanza fuori dall’ordinario, perché in ognuno di noi lacera la tristezza e la paura. Amare, vuol dire andare contro corrente, rischiando tutto senza aspettarsi nulla. L’amore di un Dio fatto uomo, merita la nostra presenza alle celebrazioni, almeno a quella domenicale. Il cristiano non ha paura, ma vive in pienezza la sua fede.

Giuseppe Capano

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