NOTIZIE DAL MONDO IMPRENDITORIALE e PORTUALE. RISCHI PER IL NOSTRO SUD E IL MEDITERRANEO?

IL Dott. Michele Conte dell’ International Propeller Club Taras ci scrive

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“Il Gruppo armatoriale Cinese CHINA Ocean Shipping (Group) Co. COSCO ha siglato un accordo con la Società di classificazione statunitense ABS con l’obiettivo di sfruttare la via marittima artica per la navigazione tra i porti asiatici e quelli europei, utilizzando la rotta che attraverso il PASSAGGIO A NORD-EST collega l’Oceano Pacifico con il Mare del Nord passando per il Mare di Bering” .... da InforMARE del 2 febbraio 2016. L’utilizzo della rotta polare consentirà di ridurre di circa 4.000 miglia nautiche la distanza tra i principali porti asiatici e quelli del Nord Europa. Questo potrebbe preludere, al di la del raddoppio del canale di Suez, alla circostanza , non proprio remota, che il Mediterraneo possa perdere definitivamente la sua convenienza nella rotta Estremo – Oriente - Europa a vantaggio, sempre di più, dei Porti del Nord Europa, con la concentrazione delle attività di logistica intermodale nel Nord-Centro Europa, con l’ulteriore sterilizzazione delle opportunità dell’Italia meridionale di sviluppare profittevolmente questo settore, con tutte le conseguenze occupazionali e di impoverimento del Sud, altro che Master-plan, riforma della portualità e Autorità di Sistema ancora in attività di manutenzione. Trieste con la massima rappresentanza Amministrativo-politica , la Presidente della Regione SERRACCHIANI, ha partecipato agli incontri del Governo italiano con la Delegazione Iraniana, sottoscrivendo anche accordi economici nei quali è previsto che il Porto di Trieste si offre per l’approdo in Italia, e quindi in Europa, delle navi iraniane. E’ pur vero che Il Ministro Delrio ha dichiarato che, in questi rapporti di cooperazione commerciale, ha offerto anche la disponibilità del Porto di Taranto. Ma che cosa ha offerto: il porto in generale? Per quali merci , spedite da chi , destinate a chi? O ha offerto la concessione del terminal del Molo Polisettoriale che non si sa ancora a cosa l’attuale A.P. lo voglia destinare? Trieste, con un terminal contenitori strutturato con grandi fondali e in crescita, è il Porto dell’Europa, le merci approdate a Taranto a chi e dove vanno? Oggi, e sempre meno, solo da e per l’ILVA e domani?

cms_3643/Michele_Conte_Due_.jpgIn barba a quanto sottoscritto, sbandierato, proclamato e assicurato, nell’aprile del 2012, che il Terminal contenitori sarebbe stato adeguato a giugno del 2014, ancora non è stata adeguata, e non è dato sapere quando potrà esserlo , la banchina per procedere poi ai dragaggi dei fondali il cui progetto esecutivo non è ancora pronto per essere “ validato” , prima di dare inizio alla realizzazione della vasca di colmata nella quale far confluire i materiali dragati (tre anni ancora? Se tutto va bene!) e nel frattempo cosa si può offrire nell’avviso pubblico in corso di pubblicazione (anche questo doveva essere approntato nel 2015) visto che si parla genericamente di un terminal a più destinazioni e a più concessionari, ma non si esclude comunque la possibilità dell’unico concessionario, in caso di un’unica manifestazione d’interesse. (A questo proposito cosa dice il piano regolatore del Porto in corso di approvazione?). Non crediamo che un tale Avviso Pubblico possa scontare il benestare del ministero dei Trasporti, anche perché non previsto, almeno dalla legislazione vigente. Di recente l’On. Salvatore Matarrese, nelle Mozioni approvate alla Camera sul Mezzogiorno, ha proposto al Governo l’istituzione a Taranto della ZES (zona ad economia speciale). A ns. avviso nella confusione e nell’indeterminatezza delle strategie forse bisognerebbe considerare la possibilità di realizzare un DISTRIPARK ENDOPORTUALE che potrebbe generare nel breve-medio-termine sviluppo economico e soprattutto occupazionale. Perché non bisogna dimenticare che da quattro anni nel porto si registrano solo perdite di posti lavoro ed anche il recente riferimento all’art.17 della legge 84/94 (attività interinale per i picchi di lavoro) è valido per i porti dove il lavoro c’è, non per quelli dove si registra solo decremento dei livelli acquisiti nel tempo. NON BISOGNA DIMENTICARE CHE 530 LAVORATORI ATTENDONO CHE ALTRI OPERATORI POSSANO SOSTITUIRSI NEL RAPPORTO DI LAVORO ALLA TCT IN LIQUIDAZIONE. E che altri lavoratori: DELTA1,STF ecc. attendono fiduciosi che quanto più volte promesso possa realizzarsi. Noi pensiamo che le forze politiche e i rappresentanti eletti devono occuparsi più direttamente delle vicende porto con riferimento alle vere opportunità che possono concretizzarsi in futuro.

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