NOTTE DI FUOCO A MARSIGLIA

Le faide tra bande di narcotrafficanti mietono ancora vittime

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Si susseguono le faide, per motivi di droga, a Marsiglia. La notte tra domenica e lunedì è stata funestata da sparatorie. Tre distinti agguati, in tre diverse zone della cittadina, hanno causato tre morti e diversi feriti. A perdere la vita tre giovani, di circa 20 anni, mentre anche i feriti versano in gravissime condizioni. I luoghi degli assalti, sobborghi popolari situati nel nord della città portuale francese, sono noti per essere piazze di spaccio e gli episodi odierni, con ogni probabilità, sono da ricondurre a questa attività. A indagare la polizia giudiziaria che fa la conta dei morti: con questi ultimi tre, salgono a tredici le persone assassinate in città dall’inizio dell’anno per ragioni principalmente legate alla droga. Il primo agguato si è verificato attorno alla mezzanotte nel 15° arrondissement, nei pressi della città di Castellas, ove si sono registrate le prime due vittime. La seconda sparatoria è accaduta non molto lontano, vicino l’autostrada A7 nei pressi di Aygalades. Dopo soli 50 minuti una terza sparatoria, nel 2° arrondissement – quartiere La Joliette, nella quale è stata uccisa un’altra persona.

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Al momento i feriti in totale sono otto, alcuni di loro sono in fin di vita e sono stati trasportati in terapia intensiva. A Castellas sono stati scoperti una cinquantina di bossoli di fucili d’assalto, riferisce il procuratore di Marsiglia Dominique Laurens, il quale ha specificato come l’età delle vittime sia di 21 e 23 anni. Quanto a Joliette, il morto aveva solo 16 anni: gli investigatori, in questo caso, hanno già arrestato quattro persone, riferisce il sito ladepeche.fr. Le modalità dei delitti lasciano trasparire “dinamiche di vendetta”, legate a faide tra bande di narcotrafficanti. Si tratterebbe di due fazioni, in particolare, che si contendono il mercato e che “cercano di ferire l’avversario uccidendo le persone intorno a lui. Questo spiega probabilmente la catena di sparatorie, che [prendono di mira] il più delle volte persone di basso rango”, ha affermato il locale prefetto Frédérique Camilleri.

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L’allarme criminalità nella città francese, legata al traffico di droga, è stato lanciato qualche anno fa; il fenomeno è in costante aumento e preoccupa seriamente le autorità locali. L’attuale sindaco, Benoit Payan, dichiarò lo scorso anno che “ormai a Marsiglia si può comprare un kalashnikov con la stessa facilità con cui si compra un croissant al cioccolato”, tanto da aver chiesto pubblicamente aiuto allo Stato. In un tweet, infatti, scrisse: “Smantellare queste reti, combattere la criminalità, fermare il traffico di armi e droga è responsabilità dello Stato”. Preoccupano le dichiarazioni di Bruno Bartocetti, segretario nazionale di Unité SGP police – FO, uno dei sindacati di polizia francesi che, sempre lo scorso anno, a seguito di analoghi episodi di sangue, affermò che “abbiamo vittime sempre più giovani. Questi ragazzi crescono in mezzo agli stupefacenti, il loro unico punto di riferimento. Quando c’è un bimbetto di 7 o 8 anni che circola in quei quartieri alle 23, il suo solo futuro, purtroppo, è di cominciare a fare il palo appena ne compie dieci”.

Enrico Picciolo

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