NOVITA’ SUL CASO PEDRI

Trasferito il primario di ginecologia

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“Sul lavoro per lei era un inferno”. Queste dichiarazioni agghiaccianti fanno eco nella famiglia di Sara Pedri, scomparsa nel nulla il 4 marzo. Tante le ipotesi al vaglio degli inquirenti, ma poche certezze. In questi mesi di sgomento, la famiglia ha cercato in tutti i modi di far luce su un mistero che si infittisce sempre più. Sara è una giovane dottoressa, fresca di specializzazione in ginecologia, con tutta la vita davanti e, probabilmente, una carriera promettente. È scomparsa lasciando molti punti interrogativi. Troppo tempo sembra esser passato, con le ricerche rimaste in fase di stallo dallo scorso 14 aprile. Tante le domande dell’opinione pubblica anche se le indagini delle forze di polizia si stanno concentrando proprio sulla vita professionale in ospedaliera della giovane medica. Stando a quello che trapela, il reparto di ginecologia di Trento è molto complesso.

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In sintesi, molti dei neo dottori fuggono da quel reparto, forse a causa di chi lo dirige. Aldilà di ogni pensiero soggettivo, il fatto che Sara venisse denigrata sul lavoro è un dato di fatto. Le diverse testimonianze certificano il tutto, descrivendo la giovane donna come isolata sul lavoro e tenuta al palo per molte ore senza poter svolgere la professione. Un duro colpo per una giovane medica, che vede vanificati tanti anni di studi. Tornando alla cronaca della vicenda, bisogna registrare anche un’indagine interna all’ospedale condotta dagli stessi vertici. I sospetti ci sono e sono concreti, per questo il rischio di insabbiare tutto resta molto alto.

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Infatti, molteplici sono gli scenari che nelle ultime ore si sono venuti a creare. Come fa sapere la stessa Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) tramite comunicato: “il primario del reparto di ginecologia, Saverio Tateo verrà trasferito ad un’altra unità operativa”. Insomma, in questo valzer di comunicati e di dimissioni, il sentore che qualcosa non va è più di un sospetto. Proprio per questo fanno molto clamore le dimissioni del direttore generale Pier Paolo Benetollo, come una sorta di fuggi- fuggi generale. La famiglia confida nella giustizia e nella verità, ma considerato il muro di omertà che, sicuramente, si è creato nel reparto di ginecologia dell’Ospedale di Trento, sarà complesso venirne a capo facilmente.

Giuseppe Capano

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