NUOVI PALETTI DELL’UE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Vietato il riconoscimento facciale negli spazi pubblici

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La Commissione Europea ha recentemente svelato nella sua proposta di legge, dei paletti per l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) in Europa. Questa legge, prima nel suo campo, vieterebbe il riconoscimento facciale nei luoghi accessibili al pubblico, salvo casi eccezionali già predefiniti come: l’utilizzo ai fini di ricerca mirata di potenziali vittime specifiche di reato, compresi minori scomparsi, la risposta a una minaccia imminente di attacco terroristico o l’individuazione e l’identificazione degli autori di reati gravi. In realtà il Gdpr (il regolamento generale per la protezione dei dati personali) conteneva già alcune norme atte a contenere e monitorare i possibili effetti lesivi dell’IA, ma di fronte al rapido progresso tecnologico e alla pandemia, cominciava a mostrare qualche limite. L’obiettivo prioritario dell’esecutivo von der Leyen sarebbe quindi quello di vietare quelle IA capaci di “manipolare” le persone attraverso tecniche subliminali o che sfruttano le persone particolarmente fragili come bambini, anziani o disabili.

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Secondo il documento, le aziende che non si conformeranno alle norme Ue potrebbero incorrere in sanzioni fino al 6% del loro fatturato, e inoltre sono stati stanziati anche 150 bilioni per favorirne lo sviluppo. Ciononostante, l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica, se verrà approvata questa proposta, sarà comunque soggetto all’autorizzazione giudiziariao di altro organo indipendente e limitato ad opportuni limiti di tempo, portata geografica e banche dati. La Commissione inoltre ha detto di ritenere tecnologia a “rischio limitato”, ovvero vincolata al solo obbligo di trasparenza, alcuni sistemi di IA come i chatbot, e di ritenere videogiochi abilitati per l’intelligenza artificiale e filtri antispam come “rischio minimo o nullo”, decidendo quindi di non intervenire su questi ultimi dato che non rappresenterebbero un problema per i cittadini.

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Una domanda però sorge spontanea: questa proposta di legge influenzerà anche i dati per la profilazione di annunci pubblicitari a mezzo social delle big tech? Da quanto si evince no, dato che si vieterebbe soltanto una influenza “dannosa” per persone e società, ad esempio sarebbe vietata una profilazione che discrimini gruppi sociali o atta ad aumentare la disinformazione. Infine, il testo esplica “Gli Stati membri non dovrebbero creare ostacoli all’immissione sul mercato o alla messa in servizio dei sistemi di intelligenza artificiale che sono conformi ai requisiti stabiliti nel presente regolamento. Si tratta di un elemento fondamentale della proposta di Regolamento, in quanto consentirà alle aziende di dimostrare più facilmente la conformità dei sistemi di AI che immettono sul mercato”.

Francesco Maria Tiberio

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