NUOVO BLOCCO DEL PROGETTO ALTA VELOCITÀ SULLA LINEA ADRIATICA

CAIZZI: AI DANNI DEL COVID-19 SI AGGIUNGE LA BEFFA DELLA BUROCRAZIA

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Ancora un intoppo sulla gravosa questione che blocca l’alta velocità ferroviaria sul versante adriatico, dal nord verso la Puglia. Il progetto del raddoppio dei binari tra Lesina e Termoli, una determinante infrastruttura già finanziata e compresa dal Governo tra le 130 opere strategiche del decreto “Semplificazione”, è incappato nell’ultima beffa burocratica della Valutazione d’Impatto Ambientale.

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Dopo oltre vent’anni di tira e molla tra Governo, Regione ed enti locali, per una questione di conservazione ambientale la Puglia continuerà ad essere tenuta ai margini dei grandi flussi turistici e commerciali. Un altro grave danno che renderà ancora più difficile la ripartenza dopo la catastrofe provocata dal Covid-19 per il turismo, un segmento cruciale per l’intera economia pugliese. Con i treni veloci che non ci sono e i collegamenti aerei molto limitati, sarà difficile “far correre la Puglia” mentre le sue bellezze rischiano di essere definitivamente tagliate fuori dai circuiti turistici nazionali e internazionali.

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«In questa concitata fase post Covid-19 – dichiara il presidente della Federalberghi Puglia, Francesco Caizzi – l’intero comparto del turismo continua a sbattere contro un muro di gomma che si chiama isolamento. I treni sulla dorsale adriatica sono fermi all’operatività di 40 anni fa, venire giù in auto è un percorso ad ostacoli, l’Alitalia ci ignora. Noi operatori speravamo che questa pandemia diventasse un’opportunità per dotare il Mezzogiorno d’Italia di infrastrutture degne di un paese moderno. E invece la burocrazia statale ci ha fatto un ultimo dannoso regalo. Un’opera fondamentale come il raddoppio ferroviario tra Lesina e Termoli, che dopo vent’anni di tribolazioni cominciava a farci sperare, è stata bloccata da un problema di valutazione ambientale. Si tratta di un atto che mi lascia basito e interdetto, con una piena comprensione dello sfogo verace dell’assessore Gianni Giannini, che da tantissimi anni sta lavorando, insieme a noi operatori turistici e a tanti altri pugliesi, per portare a termine un’opera di vitale importanza per lo sviluppo dell’economia dell’intera regione.»

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«Noi albergatori siamo i primi custodi delle nostre bellezze naturali e ambientali – prosegue Caizzi – e siamo sempre stati convinti che lo sviluppo infrastrutturale non debba arrecare danni alla flora, alla fauna e all’ambiente in generale. Ma non possiamo permetterci di bloccare quell’opera e, ora più che mai, faremo sempre più pressioni sul Governo centrale perché il raddoppio della linea adriatica sia realizzato nei tempi più brevi possibili, sempre nel rispetto dell’ambiente. Questa è una battaglia della Puglia e dei pugliesi che sicuramente vedrà unite tutte le categorie produttive della regione.»

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«Voglio ricordare a chi occupa i palazzi del potere di Roma – conclude il leader degli albergatori pugliesi – che in Puglia noi operatori della ricettività e quelli dell’intera filiera del turismo dobbiamo fare i conti con gli enormi danni del periodo di lockdown e mettere in preventivo di chiudere un annus horribilis come il 2020 con una diminuzione almeno del 50% di fatturato, se tutto va bene. Ci sono grandi difficoltà operative e sono in ballo migliaia di posti di lavoro. Prevediamo un anno di sofferenza e stiamo puntando alla ripresa nel 2021, ma non possiamo continuare ad avere una Puglia isolata, perché, in tal caso, i danni del Coronavirus diventeranno una catastrofe.»

Daniela Diaferio

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