Namibia: trovato un sistema per ricavare acqua dall’aria

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Purtroppo ogni anno sono quasi 800 milioni le persone che non possono usufruire di acqua e sono altrettanto allarmanti i dati su quelle che muoiono per disidratazione o per aver bevuto acqua inquinata. L’acqua purtroppo non è una risorsa rinnovabile e si sta facendo di tutto per preservarla e per far sì che in futuro quasi tutti possano usufruirne.

La crisi idrica che colpisce molte zone, soprattutto dell’Africa, ha portato la Humacoo Foundation Ong Onlus e la società svizzera SEAS ad avviare un progetto per estrarre l’umidità dall’aria e ricavarne così acqua potabile.

Il progetto partirà nei prossimi 18 mesi in Namibia, uno dei paesi più colpiti dalla povertà e dalla mancanza di risorse idriche. Infatti, qui si è sempre sfruttata l’acqua piovana, attraverso una rete idrica poco controllata.

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I primi beneficiari di questa innovazione saranno le scuole e gli ospedali della zona di Opuwo, capitale del Kunene. La prima scuola ad aderire a questo progetto è la Hungua Primary School, che diventerà un campus scolastico, con l’installazione di un macchinario che convertirà l’aria in acqua.

Questo permetterà alle 600 persone all’interno della struttura di aver a disposizione quasi 2500 litri di acqua al giorno.

Si parla di un progetto all’avanguardia con acqua potabile per bere, ma anche di potabilizzare i pozzi già esistenti e le cisterne che raccolgono acqua piovana per i servizi igienico-sanitari. L’iniziativa verrà estesa poi anche agli ospedali e ad altre strutture, riducendo in buona percentuale la povertà idrica del paese.

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Questa innovazione, però, ha come ulteriore scopo anche quello di stimolare le coscienze al cambiamento, di abituare la popolazione locale all’innovazione, in modo che possano contribuire a migliorare il proprio futuro, conoscendo le nuove tecnologie a disposizione. Questo concetto è stato rimarcato anche da Rinaldo Bravo, amministratore delegato della SEAS: “Ciò che vogliamo fare è trasferire un know-how, ovvero fornire le conoscenze per usare e gestire la tecnologia. In questo modo insegniamo ai locali ad usare la tecnologia. Dietro infatti c’è tutta un’attività che parte sì dal produrre acqua potabile, ma si tratta poi di gestirla, come nel caso delle acque grigie e nere. L’obiettivo è quello di realizzare fabbriche dell’acqua, creando allo stesso tempo posti di lavoro”.

Ma per la Namibia è solo il punto di partenza: la collaborazione tra Humacoo e SEAS si prefigge di estendere questo progetto innovativo anche in altri paesi come il Nicaragua.

Francesco Ambrosio

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