Negazionismo covid: le voci del dissenso

L’ Europa scende in piazza contro le misure di contenimento

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Ben 18.000 ieri in piazza a Berlino, per manifestare contro le misure anti-covid. Le cosiddette teorie negazioniste del virus, stanno prendendo largo piede in Europa, scatenando proteste pacifiche, sit-in, ma anche episodi di disordini con la polizia, e costituendo da un lato, l’unica fonte di controinformazione, rispetto ad un bombardamento mediatico a tratti contaminato dalla superficialità della cattiva informazione o da questioni politiche e propagandistiche; ma d’altro lato costituendo un movimento che sfocia spesso nell’estremismo e nella banalità. Ad essere demonizzate, sarebbero le misure di contenimento disposte a livello governativo, dall’obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici, alla chiusura di determinate attività, dall’incertezza per la riapertura delle strutture scolastiche per una didattica in presenza, all’insegna della “nuova normalità” a cui i governi alludevano già dai tempi del confinamento, per arrivare ad una ferma denuncia dello stesso lockdown, considerato come una limitazione non adeguatamente ponderata alla causa da cui scaturisce.

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Tra le cause di diffidenza da parte dei negazionisti, ci sarebbe anche la confusione sui dati forniti dalle fonti ufficiali sulle dinamiche dei decessi relazionati a malattie del sistema respiratorio, ma non riconducibili tutti indiscriminatamente al Covid. In un’intervista al quotidiano l’Avvenire, Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat oltrechè autorevole demografo: “Più che i morti per influenza, che è più difficile da attribuire come effettiva causa di morte, conviene ricordare i dati sui certificati di morte per malattie respiratorie. Nel marzo 2019 sono state 15.189 e l’anno prima erano state 16.220. Incidentalmente si rileva che sono più del corrispondente numero di decessi per Covid (12.352) dichiarati nel marzo 2020’’, e avrebbe specificato: “Abbiamo tre tipi di morti: quelli che ricollegabili soprattutto al Covid, con o senza altre patologie; coloro che non muoiono di Covid ma per Covid, cioè ad esempio infartuati che in condizioni normali si salverebbero; i morti che non hanno contratto Covid. Noi siamo in grado di dare elementi sui decessi, distinguerli per 21 fasce d’età e farlo estraendo questi numeri dall’anagrafe centralizzata, in modo da dare ai decisori preziosi elementi di valutazione’’.

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Naturalmente tutti i dubbi e le incertezze, scaturite da una situazione pandemica a cui non ci si trovava a far fronte dallo scorso secolo, aggiunti alla rabbia per la difficile situazione economica in cui riversa la comunità mondiale, non hanno fatto altro che fomentare le posizioni più radicali. Si pensi anche alla Spagna, dove il movimento negazionista è ben consolidato, e dove la scorsa settimana sarebbero stati rintracciati e arrestati, individui che sulla scia di tali teorie, avrebbero utilizzato la rete per diffondere messaggi di violenza e di incitamento all’odio, anche diretti allo stesso Sanchez. La manifestazione di ieri di Berlino, iniziata sul viale dell’Unter den Linden, sotto il grido di slogan come “il popolo siamo noi” o “aprite i cancelli”, ripresi dalle proteste storiche dell’89 contro il regime della Germania Est, è stata autorizzata, dopo l’iniziale divieto del tribunale per questioni sanitarie. Circa 300mila gli agenti dispiegati in occasione della protesta, con l’ordine di sciogliere le fila del corteo in caso di mancato rispetto delle distanze e dell’obbligo della mascherina.

Federica Scippa

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