Nel mondo, la pandemia corre. Oms: "Picco casi legato a giovani che abbassano guardia".

In Italia 35.132 morti dall’inizio della pandemia. Vaia:"Test rapidi funzionano"

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Sono oltre 17 milioni i casi ufficiali di Covid-19 registrati nel mondo. Lo si apprende dagli ultimi dati aggiornati del database della Johns Hopkins University, secondo la quale sono 17.031.281 i contagi a livello globale, con gli Stati Uniti Paese più colpito con oltre 4,4 milioni di infezioni, seguiti da Brasile ed India. Secondo l’Università di Baltimora, la pandemia ha finora provocato 667.060 morti.

Negli Usa i decessi sono oltre 150mila (150.713). Attualmente, il conteggio delle vittime è in aumento in 24 stati e a Porto Rico. La soglia dei 50mila morti era stata superata il 27 aprile, mentre quella dei 100mila decessi è stata superata il 27 maggio.

In Brasile sono oltre 90mila, per la precisione 90.134, le persone che avevano contratto il coronavirus e sono decedute dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Lo ha reso noto il ministero della Sanità brasiliano, comunicando altri 1.595 morti nelle ultime 24 ore. Rispetto a ieri si contano inoltre 69.074 casi di Covid-19 in più, per un totale di oltre 2,5 milioni di infezioni.

In India si registra un nuovo record di contagi, con 52.123 casi registrati nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Nuova Delhi, precisando che sono 1.583.792 le infezioni dall’inizio dell’emergenza sanitaria. La stessa fonte ha annunciato altri 775 decessi legati alla pandemia di Covid-19, per un totale di 34.968. Ieri il ministero della Sanirtà indiano aveva annunciato 768 morti e 48.513 nuovi contagi. I casi ’attivi’ nel Paese sono oltre 528mila.

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"Le prove suggeriscono che i picchi di casi di Covid-19 in alcuni Paesi sono, in parte, guidati da giovani che hanno abbassato la guardia durante l’estate nell’emisfero settentrionale".

Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra, tornando sull’effetto estate e sul ruolo dei giovani nella diffusione di Covid-19.

"L’abbiamo detto prima e lo diremo di nuovo: i giovani non sono invincibili. I giovani - ha detto il dottor Tedros - possono essere infettati; i giovani possono morire; e i giovani possono trasmettere il virus agli altri".

"Ecco perché i giovani devono prendere le stesse precauzioni per proteggere se stessi e gli altri di tutti gli altri. Possono essere leader e guidare il cambiamento" necessario per battere la pandemia, ha detto il Dg dell’Oms.

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"Capisco l’estate" e la voglia di normalità, "ma i giovani devono diventare risk manager: valutare i pericoli" e comportarsi di conseguenza. "Sappiamo ad esempio chei night club sono amplificatori del virus: se c’è, si trasmette facilmente". A invitare i ragazzi ad evitare questi luoghi d’incontro nell’estate della pandemia è Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus, che in conferenza stampa a Ginevra torna sul tema dei giovani.

"Sappiamo che possono essere infettati e trasmettere la malattia - continua l’esperta - e che nella maggior parte dei casi sono colpiti in modo lieve, ma possono anche contrarre forme gravi e morire. Inoltre anche chi è colpito in modo lieve può subire effetti a lungo termine, come fatica estrema, spossatezza, fiato corto. Ecco perché stiamo interrogando i pazienti per valutare questi effetti".

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Insomma, il messaggio dell’Oms ai giovani è chiaro: "Usate il cervello - conclude il capo delle emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, Mike Ryan - non assumetevi rischi che non comprendete appieno. Covid-19 causa un processo infiammatorio e può colpire duramente molti organi, in modi che ancora non conosciamo".

cms_18485/OMS.jpg"La pandemia non significa che la vita debba finire. Dobbiamo tutti imparare a convivere con il virus e adottare le misure necessarie per vivere le nostre vite, proteggendo al contempo noi stessi e gli altri, in particolare quelli a più alto rischio di Covid-19. Come sapete, uno di questi gruppi è rappresentato dagli anziani, in particolare quelli che vivono in strutture di assistenza a lungo termine", ha sottolineato Tedros Adhanom Ghebreyesus in conferenza stampa a Ginevra.

"In molti Paesi - ha aggiunto - oltre il 40% dei decessi correlati a Covid-19 è collegato a strutture di assistenza a lungo termine e fino all’80% in alcuni Paesi ad alto reddito". Riconoscendo la criticità di questo problema, l’Oms ha pubblicato un documento programmatico sulla prevenzione e la gestione di Covid-19 nelle strutture di assistenza a lungo termine. Un testo che "elenca le azioni chiave che devono essere prese dai responsabili politici e dalle autorità nazionali e locali per proteggere le persone anziane - ha detto il Dg - che vanno dall’integrazione dell’assistenza a lungo termine, alla mobilitazione di finanziamenti adeguati, a misure di prevenzione e controllo delle infezioni, al sostegno alle famiglie e ai volontari".

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cms_18485/Min_Sanita_ISS.jpgSono 386 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. Ieri l’aumento era stato di 289 unità. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, 3 i decessi: mai così pochi da febbraio. In Italia sono 35.132 i morti dall’inizio della pandemia.Cresce il numero delle persone terapia intensiva, con 9 pazienti in più nelle ultime 24 ore. Un dato che porta il totale dei ricoverati in rianimazione a 47. Aumentano anche i ricoverati con sintomi che passano dai 731 di ieri ai 748 di oggi (17).

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Sono 386 in meno i positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, così i malati scendono a 12.230. Sono 765 i guariti dal coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle persone che hanno superato il virus a 199.796.E’ il Veneto la regione con il numero maggiore di contagi nelle ultime 24 ore (112), seguito dalla Lombardia (88)

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I due test rapidi appena validati dall’Istituto Lazzaro Spallanzani per la ricerca del coronavirus "funzionano" ed è positiva "l’immediata risposta della Regione Lazio per il loro impiego nelle aree di afflusso di cittadini provenienti da Paesi nei quali il virus è in fase di crescita. Altrettanto ci auguriamo venga fatto a monte, evitando che entrino nel nostro Paese cittadini positivi". A dirlo Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani che sui risultati ottenuti con i due test - tamponi naso-faringe che permettono di avere una risposta veloce e affidabile sulla presenza del virus - ha inviato la sua relazione al ministero della Salute.

"Al laboratorio di virologia del nostro istituto dall’inizio della pandemia - spiega Vaia - è stato più volte richiesto, sia da istituzioni pubbliche sia da privati, di valutare test per la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus. Anche in questo periodo le autorità sanitarie ci hanno chiesto di validare alcuni test rapidi per la ricerca dell’antigene (virus o parti di esso) che danno il risultato in 15 minuti. Abbiamo riferito alle istituzioni che ne avevano fatto richiesta i risultati preliminari delle indagini finora svolte e restiamo come sempre disponibili ad effettuare ricerche e verifiche per migliorare la qualità e rispondenza dell’armamentario diagnostico a nostra disposizione".

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