Nel mondo oltre 165.000 morti. Oms: "Fine del lockdown non è fine epidemia"

24.114 sono i morti in Italia dall’inizio della crisi. Stop contagi in Italia: le previsioni degli esperti

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Nel mondo sono oltre 165mila i morti con coronavirus e più di 2,4 milioni le persone che hanno contratto l’infezione. Sono questi gli ultimi dati della Johns Hopkins University, che parla di 2.404.325 contagi confermati al livello globale e 165.238 vittime. Solo gli Stati Uniti registrano 40.682 decessi e 759.687 casi.

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"Vogliamo ribadire che allentare le restrizioni non rappresenta la fine dell’epidemia in nessun paese. La fine dell’epidemia richiederà uno sforzo costante da parte di individui, comunità e governi per continuare a reprimere e controllare il virus". Lo ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oggi in conferenza stampa a Ginevra su Covid-19.

"I cosiddetti lockdown - ha aggiunto - possono aiutare a smorzare l’epidemia, ma non possono farcela da soli. I Paesi devono ora assicurarsi di poter rilevare, testare, isolare e curare ogni caso e rintracciare ogni contatto".

"Accogliamo con favore lo sviluppo di test per lo studio degli anticorpi che aiutano a tracciare la diffusione del virus nella popolazione. I dati preliminari che abbiamo raccolto segnalano che una percentuale relativamente piccola possiede gli anticorpi, anche nelle zone più colpite dall’epidemia", ha quindi reso noto Ghebreyesus. "Mentre i test sugli anticorpi sono importanti per sapere chi è stato infettato - ha ricordato il Dg - i test che rilevano il virus sono uno strumento fondamentale per la ricerca, la diagnosi, l’isolamento e il trattamento di casi attivi". Ghebreyesus ha infine annunciato che sono stati "identificati e validati 5 test che possono essere prodotti in grandi quantità".

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"Accogliamo con favore ogni lavoro si stia portando avanti su un vaccino" contro Covid-19, "nel modo più rapido e sicuro possibile. Abbiamo ormai migliaia di sequenze virali disponibili e i ricercatori le stanno studiando tutte. Questo ci consente di vedere se e come" Sars-Cov-2 "cambia e stiamo verificando che è relativamente stabile: compie i normali cambiamenti che un virus compie e che ci aspettavamo. Questa è una buona notizia per lo sviluppo di un vaccino", ha detto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus del programma per le emergenze dell’Oms.

"Ci sono molti candidati vaccino allo studio - ha aggiunto - e stiamo lavorando per accelerare il più possibile, sempre in sicurezza, la possibile distribuzione di qualsiasi vaccino arrivi. Ne avremo bisogno in futuro".

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cms_17161/5.jpgSono oltre 24mila i morti in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 454 decessi, per un totale di 24.114 dall’inizio della crisi. Tra i dati forniti dalla Protezione Civile spicca quello relativo alle persone attualmente positive, 20 in meno rispetto a ieri per un totale di 108.237. "Ad oggi c’è un decremento di 20 persone tra i positivi rispetto a ieri. Accade per la prima volta ed è un dato positivo", ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nel corso del punto stampa.

Inoltre, scende ancora il numero delle persone ricoverate con sintomi: sono 24.906, con un decremento di 127 unità nelle ultime 24 ore. La situazione migliora anche nei reparti di terapia intensiva dove si trovano attualmente 2.573 pazienti (-62). In isolamento domiciliare 80.758 persone. "Oggi - ha commentato Borrelli - registriamo il numero più basso di ricoverati in terapia intensiva dell’ultimo mese". I guariti sono in tutto 44.877, di cui 1.822 nelle ultime 24 ore. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 181.228 (+2.256). In tutto, sono stati eseguiti 1.398.024 tamponi.

Borrelli ha spiegato che "il 40% dei guariti totali ha superato la malattia nell’ultimo mese". Inoltre, "oggi registriamo il numero più basso di ricoverati in terapia intensiva dell’ultimo mese".

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Stop ai contagi da nuovo coronavirus "non prima di fine giugno in Lombardia e Marche". Le regioni del Centro-Nord in cui la diffusione di Sars-Cov-2 è iniziata prima, saranno "verosimilmente" le ultime a liberarsi dalla morsa di Covid-19. Le prime potrebbero essere Basilicata e Umbria il 21 aprile; il Lazio dovrà probabilmente attendere "almeno il 12 maggio"; Veneto e Piemonte il 21 maggio; Emilia Romagna e Toscana non ne usciranno "prima della fine di maggio", mentre il Sud Italia potrà forse cominciare a vedere la luce "tra fine aprile e inizio maggio". A disegnare la ’mappa’ è l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di Igiene all’università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio.

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Secondo gli esperti, "la fine dell’emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia". In questo momento di pianificazione della cosiddetta fase 2, "è quanto mai necessario fornire una valutazione sulla gradualità e l’evoluzione dei contagi, al fine di dare il supporto necessario alle importanti scelte politiche dei prossimi giorni", afferma Solipaca.

Per questo "l’Osservatorio ha effettuato un’analisi con l’obiettivo di individuare non la data esatta - puntualizza - ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi". Un lavoro che "si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile".

I modelli statistici stimati per ogni regione sono di tipo regressivo, di natura non lineare - spiegano dall’Osservatorio - e quindi non sono di tipo epidemiologico, pertanto non fondati sull’ammontare della popolazione esposta, di quella suscettibile e sul coefficiente di contagiosità R0, ma approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo. Le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai Dpcm. Pertanto "eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi, renderebbero le proiezioni non più verosimili".

Infine, gli specialisti sottolineano che "la precisione delle proiezioni è legata alla corretta rilevazione dei nuovi contagi. E’ infatti noto che questi possono essere sottostimati a causa dei contagiati asintomatici e del numero di tamponi effettuati".

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Ciò premesso, secondo le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane "a uscire per prime dal contagio da Covid-19 sarebbero la Basilicata e l’Umbria, che il 17 aprile contavano rispettivamente solo 1 e 8 nuovi casi; le ultime sarebbero le regioni del Centro-Nord nelle quali il contagio è iniziato prima. In Lombardia, in cui si è verificato il primo contagio, non è lecito attendersi l’azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno. Infatti per entrambe le regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento".

Ancora: "la Provincia autonoma di Bolzano dovrebbe avvicinarsi all’azzeramento dei contagi a partire da fine maggio, nonostante il numero di contagi osservati complessivamente è basso in valore assoluto (29 casi il 18 aprile), tuttavia il trend dei nuovi casi sta scendendo con particolare lentezza. Nella regione Lazio dovremmo aspettare almeno il 12 maggio, nel Sud Italia l’azzeramento dei nuovi contagi dovrebbe iniziare ad avvenire tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio".

In una tabella, l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dettaglia regione per regione "la data minima di assenza di nuovi casi di contagio": Piemonte 21 maggio, Valle d’Aosta 13 maggio, Lombardia 28 giugno, Bolzano 26 maggio, Trento 16 maggio, Veneto 21 maggio, Friuli Venezia Giulia 19 maggio, Liguria 14 maggio, Emilia Romagna 29 maggio, Toscana 30 maggio, Umbria 21 aprile, Marche 27 giugno, Lazio 12 maggio, Abruzzo 7 maggio, Molise 26 aprile, Campania 9 maggio, Puglia 7 maggio, Basilicata 21 aprile, Calabria 1 maggio, Sicilia 30 aprile, Sardegna 29 aprile.

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