Nel mondo quasi 1,5 milioni di contagi...più di 85mila i morti

Oms Europa: "Italia ha dato priorità a salute, è esempio". 18279 i morti in Italia.

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Sono arrivati a quasi 1,5 milioni i casi di contagio da coronavirus nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi positivi finora registrati ufficialmente sono 1.484.811, con 88.538 decessi e 329.876 guariti. Gli Stati Uniti sono al momento il Paese con il più alto numero di contagi, 432.132, con 14.817. L’Italia, con 139.422 casi di contagio confermati ufficialmente dal’inizio dell’epidemia ha il più alto numero di decessi, 17.669.

Sono più di 85mila le persone che hanno perso la vita a causa del Covid-19 nel mondo. Il Paese più colpito resta l’Italia con 17.669 vittime, seguita dalla Spagna con 14.673 morti e dalla Francia con 10.328.

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"L’Italia è stata il primo Paese europeo ad avere un focolaio significativo di Covid-19 e ha deciso di porre la salute come priorità nella sua risposta. Altri possono imparare dall’esperienza italiana e prendere esempio o modificare le proprie decisioni di risposta a seconda del proprio contesto e dell’evoluzione dell’epidemia". Lo afferma Richard Pebody, capo della Gestione dei rischi infettivi dell’ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

"L’esperienza italiana - prosegue - ha dimostrato la rapidità con cui può manifestarsi questa epidemia e che il momento più efficace per agire con decisione è quello più precoce possibile, quando la minaccia sembra essere limitata, o anche prima che ci siano casi. Le aree che hanno controllato con successo l’epidemia hanno implementato test approfonditi e tracciato i contatti, dato enfasi alla diagnosi e all’assistenza domiciliare ove possibile, e al monitoraggio del personale medico e di altri lavoratori vulnerabili".

FASE 2 - Quella di passare alla fase 2, riaprendo progressivamente le attività industriali e commerciali, prosegue Pebody, "è una decisione che devono prendere le autorità sanitarie pubbliche nazionali e locali. Devono prendere queste decisioni in base a ciò che vedono sul campo. Ogni contesto è diverso e ogni governo deve tracciare un approccio calibrato e graduale verso una situazione più normalizzata, osservando l’epidemiologia della malattia, la capacità della sanità pubblica di sopprimere l’infezione, il potenziamento della comunità per continuare le misure di prevenzione delle infezioni personali e capacità del sistema sanitario di far fronte se la malattia dovesse riprendersi".

"Ad ogni passaggio - fa notare - i governi devono attendere e verificare i dati, prima di passare alla fase successiva. Qualunque sia l’attuale stato di trasmissione e strategia di un Paese, l’Oms chiede a tutti gli Stati di rafforzare la propria forza lavoro in ambito sanitario, di implementare una serie completa di misure precoci di sanità pubblica che includano il costantemente isolamento dei casi, i test, la ricerca dei contatti, la quarantena, il coordinamento fra le istituzioni e la comunicazione costante alla comunità per raggiungere un consenso collettivo nei confronti di misure attuali e possibili, nel futuro".

TEST, ACCETTAZIONE SOCIALE, ECONOMIA - "L’allentamento delle misure di distanziamento sociale dovrà tenere conto di numerosi fattori, tra cui l’attuale trasmissibilità del virus nell’area di riferimento, la capacità di assistenza sanitaria, l’accettabilità sociale e i fattori economici. Inoltre, i paesi dovranno mantenere livelli elevati di capacità di fare test per trovare tutti i casi sospetti a livello di comunità, adattare le strutture per il trattamento e l’isolamento dei pazienti e continuare a tracciare e mettere in quarantena i contatti" dei casi positivi.

"L’Oms - conclude Pebody - accoglie con favore e incoraggia lo sviluppo di test sierologici per Covid-19 come strumento all’interno di un set completo di misure. Man mano che vengono sviluppati, sarà importante disporre di un pannello di riferimento standard per rendere comparabili i risultati. Gli studi sulla sieroprevalenza ci aiuteranno a capire quanta parte della popolazione è stata infettata e quindi potrebbe avere una certa immunità".

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Sono 18279 i morti nella crisi coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 610 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I guariti in totale sono 28470, quasi 2000 in più di ieri (26491). I casi attualmente positivi sono 96877 (+1615): di questi, 64873 in isolamento domiciliare, 28399 ricoverati con sintomi (-86 rispetto a ieri) e 3605 in terapia intensiva (-88 rispetto a ieri).

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