Nel mondo superati i sette milioni di contagi. Oms: "No ai guanti"

Coronavirus, chiesto l’ok per primo farmaco in Europa. In Italia 33.964 il totale dei decessi dall’inizio dell’emergenza. Ricciardi: "Situazione migliora, ma è presto per tornare alla normalità"

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Nel mondo sono stati superati i sette milioni di contagi di coronavirus, mentre il numero delle vittime causate da complicazioni legate al Covid-19 è più di 402mila. Lo rende noto la Johns Hopkins University, aggiornando a 7.009.065 il totale delle persone contagiate dal Covid-19 e a 402.730 quello dei morti. A essere maggiormente colpiti sono gli Stati Uniti, con 1.942.363 contagiati e 110.514 morti.

cms_17834/OMS.jpg"L’Oms non raccomanda l’uso di guanti da parte delle persone, in comunità. L’uso di guanti può infatti "aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare alla auto-contaminazione o alla trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso". Lo chiarisce l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una sezione del suo sito web con domande e risposte su mascherine e guanti.

"Pertanto, in luoghi pubblici come i supermercati, oltre al distanziamento fisico, l’Oms raccomanda l’installazione di distributori di gel igienizzante per le mani all’ingresso e all’uscita. Migliorando ampiamente le pratiche di igiene delle mani, i paesi possono aiutare a prevenire la diffusione del nuovo coronavirus", ribadisce l’Oms, che raccomanda comunque sempre di "contattare le autorità locali sulle pratiche raccomandate nella propria area".

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Entro poche settimane l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) potrebbe autorizzare il primo trattamento ’ufficiale’per il Covid-19 nel vecchio continente. L’ente regolatorio con base ad Amsterdam, ha infatti annunciato di aver ricevuto la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il farmaco antivirale remdesivir come terapia per Covid-19, e di aver avviato formalmente la sua valutazione.

L’iter di esame dei benefici e dei rischi di remdesivir si svolge secondo un calendario ridotto - spiega l’Ema - e la decisione sul via libera potrebbe essere emessa entro poche settimane, a seconda della solidità dei dati presentati e se saranno o meno necessarie ulteriori informazioni. Un arco di tempo così breve potrà essere rispettato perché alcuni dati sono già stati valutati durante il primo ciclo di revisione periodica, iniziata il 30 aprile e conclusa il 15 maggio. In questa prima fase, i comitati scientifici e i gruppi di lavoro dell’Ema hanno operato in sinergia per completare la valutazione del fascicolo significativamente prima rispetto all’iter standard, garantendo comunque una solida valutazione dei dati disponibili.

Durante la revisione continua, il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema (Chmp) ha potuto valutare i dati sulla qualità e sulla produzione, i dati preliminari di numerosi studi clinici e i dati di supporto dei programmi di uso compassionevole. Al termine del primo ciclo della revisione periodica, il Chmp ha invitato la società produttrice a presentare ulteriori informazioni, insieme alla domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata.

Parallelamente, il comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac) ha completato la valutazione iniziale del piano preliminare di gestione dei rischi proposto dall’azienda, che delinea le misure per identificare, caratterizzare e minimizzare i rischi del farmaco. Il Prac continuerà a valutare i dati sulla sicurezza di remdesivir in modo rapido per identificare e affrontare prontamente potenziali problemi di sicurezza.

Infine, il comitato Ema per i medicinali pediatrici (Pdco) ha rapidamente espresso il suo parere sul piano di indagine pediatrica (Pip) dell’azienda, che descrive come sviluppare e studiare il medicinale per l’uso nei bambini, in conformità con i tempi accelerati per i prodotti contro Covid-19.

Qualora i dati aggiuntivi presentati siano sufficienti per consentire al Chmp di concludere che i benefici di remdesivir sono superiori a rischi nel trattamento di Covid-19 - prosegue l’Agenzia - l’Ema collaborerà strettamente con la Commissione europea per emettere velocemente l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione europea in tutti gli Stati membri dell’Ue e del See.

Remdesivir - si ricorda - è un medicinale antivirale in fase di studio per il trattamento di Covid-19. Si tratta di un inibitore virale dell’Rna polimerasi e interferisce con la produzione di materiale genetico virale, impedendo al virus di moltiplicarsi. Ha dimostrato un’ampia attività in vitro contro diversi virus Rna, incluso Sars-Cov-2 ed è stato originariamente sviluppato per il trattamento della malattia da virus Ebola. Sebbene remdesivir non sia ancora autorizzato alla commercializzazione nell’Unione europea (ma lo è negli Stati Uniti) è già disponibile per i pazienti attraverso studi clinici e programmi di uso compassionevole.

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cms_17834/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 65 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo rende noto la Protezione Civile nel suo bollettino quotidiano. Sale così a 33.964 il totale dei decessi dall’inizio dell’emergenza. In ben 7 Regioni, però, non si registrano nuovi casi rispetto a ieri (si tratta di Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata) e in altre 5 Regioni si è registrato un solo nuovo contagio.

In tutta Italia gli attualmente positivi, in totale 34.730, sono scesi di 532 unità rispetto a ieri, mentre i guariti sono aumentati di 747 e in tutto sono 166.584.

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La situazione è in costante miglioramento anche negli ospedali: i ricoverati con sintomi sono 4.729 (-135 nelle ultime 24 ore), i pazienti in terapia intensiva 283 (-4). In isolamento domiciliare si trovano ancora 29.718 persone. I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 235.278 (+280). In tutto sono stati eseguiti 4.263.647 tamponi. I casi testati sono 2.643.489.

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"La situazione italiana migliora. Quello che preoccupa è quanto abbiamo visto in questo fine settimana: un ritorno alla normalità con assembramenti, assenza di distanziamento e mascherine. Dobbiamo essere molto chiari: il virus circola ancora, e non è questo il momento di ritornare alla piena normalità". A sottolinearlo è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, che si dice "preoccupato per aver visto scene che non vanno bene. E’ giusto riaprire pian piano e agire con prudenza, ma i comportamenti che ho visto, anche in aree dove ancora la circolazione di Sars-Cov-2, è intensa non vanno bene".

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