Nel salotto di...

LA NAVE AFFONDA E L’ORCHESTRA CONTINUA A SUONARE. IL TITANIC...LA NOSTRA NAZIONE

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Per anni possedere una la casa è stato il vero “sogno” per molti Italiani. Questa meta si è trasformata in un vero e proprio incubi nel giro di poco tempo. Il nido familiare si acquistava in cooperativa, si riscattava dall’Istituto Autonomo Case Popolari, lo si riceveva in eredità dai genitori o dai nonni lo si rimetteva su e ci si sentiva più sicuri, protetti dal fatto che nessuno avrebbe potuto mai buttarci fuori da un momento all’altro. Negli anni settanta abbiamo vissuto il boom dell’edilizia che faceva lavorare una marea di gente. Muratori, ferraioli, piastrellisti, impiantisti, intonacatori, imprese di pitturazione, posatori di parquet e di moquette, falegnami, arredatori, elettricisti e chi più ne ha più ne metta. Lavoravano tutti e si era più o meno felici. L’acquisto di una proprietà, un laboratorio, un capannone, una villetta o una casetta rappresentava una meta d’arrivo, una sicurezza per il futuro e un immobile da lasciare ai propri figli.

cms_349/tasse_miste_.jpgOggi tutto questo è svanito nel nulla. Tra Ici, Imu, mini Imu, Tarsu, Trise, Tari, Tasi e Iuc non ci si raccapezza più. Stipendi da precari, mutui inaccessibili, tasse altissime e, come se non bastasse, la spada di Damocle “equitalia” che minaccia di pignorarci un bene del valore di diverse centinaia di migliaia di euro per piccoli pagamenti non effettuati. Roba da non dormire la notte. Oggi in parecchi vorrebbero sbarazzarsene, preferirebbero andare in affitto ma mancano i potenziali acquirenti. Più aumenta l’offerta, le agenzie hanno le vetrine piene di cartelli con la scritta “vendesi” e più i prezzi vanno giu. Alcuni speculatori con tanto denaro, forti della loro liquidità, ubriacano il mercato, ti strozzano offrendoti cifre miserrime e da saldi. Non si costruisce più nulla e la mano d’opera langue. La disoccupazione ha raggiunto percentuali inaudite, piccoli imprenditori attanagliati nella morsa di una crisi paurosa si tolgono la vita. Molti anziani, messi alle strette, per sopravvivere, cedono per pochi soldi la nuda proprietà togliendo ai figli la speranza di ereditare qualcosa. La casa: un investimento (sic), un affare, una sicurezza per il futuro o un incubo? Onestamente non saprei dirvelo.

cms_349/elezioni_.jpgMa i nostri governanti tacciono dando la priorità a problemi che interessano loro e le loro poltrone. In primis la legge elettorale che ai cittadini interessa ben poco e non risolve i veri problemi che assillano la quotidianità. I partiti leader vorrebbero eliminare quelli più piccoli; sbarramenti, coalizioni, niente più Senato e province, abolizione dei finanziamenti ai partiti, riforme istituzionali ma alla fine si scopre che sono solamente parole, parole e parole. Le spese per mantenere questi saprofiti della politica aumentano di ora in ora. Come potremmo sopravvivere a tanti sprechi? Come? Tassando pure l’aria che respiriamo con qualche nuovo balzello. Come potrebbe chiamarsi questa tassa non saprei dirvelo, ma un “fenomeno di esperto” una sigla prima o poi riuscirà a trovarla.

cms_349/cinghia.jpgCi ripetono che dovremmo fare sacrifici, risparmiare, tirare la cinghia e aiutare lo Stato che vive momenti di ristrettezze. Peccato che la Presidente Laura Boldrini, abbia bocciato la possibilità di eliminare l’inutile e sconosciuto“ direttore artistico ” della Camera dei Deputati. Potrebbe sembrarvi una bufala ma, purtroppo, è vera... anzi verissima. Forse non tutti sanno che Montecitorio si avvale di un consulente artistico, anzi un direttore artistico. A cosa possa servire questo figuro non si sa, ma di certo sappiamo che ci costa oltre 150.000 euro l’anno più vari benefit. Una sciocchezza, direte, rispetto ai 3.000.000 di euro ( dico tre milioni ) che ci costa quotidianamente, da sola, la Camera dei deputati. Pensate sia troppo? Comunque tranquillizzatevi visto che questa cifra è comprensiva degli oltre 20.000 euro al giorno per la pulizia del palazzo, dei 2.500 euro al giorno per la sola manutenzione degli ascensori, dei 20.000 euro, sempre al giorno, per la stampa quotidiana degli atti parlamentari e dei 3.000 euro di cancelleria. Ribadisco: ogni santo giorno. Tanto paga “pantalone”! Noi che...mensilmente andiamo fuori di testa quando non riusciamo a mettere insieme i pochi euro che servirebbero per pagare il “condominio”. E la nave affonda…Contenti voi...!

il Grillo Parlante

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