Non ce la facciamo più

L’urlo di rabbia dei commercianti delle vie del centro

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Sembra appunto questo il grido di dolore, in questi ultimi giorni, dei commercianti del centro. Dopo i saldi andati male, le multe che sembrano fioccare a pioggia e l’altissimo costo dei parcheggi incustoditi, il commercio cittadino, in generale, è alla frutta. I pochi eventuali acquirenti provenienti dalla provincia, preferiscono fare qualche chilometro in più e frequentare parchi commerciali dove il parcheggio è gratuito, le gallerie sono totalmente coperte e climatizzate e, in tutta tranquillità, poter dedicare qualche ora allo shopping.

cms_1857/bari.jpgIn una città desolata dove circolano pochissime persone, le uniche presenze che si notano sono quelle dei vigili urbani e degli ausiliari del traffico. Questi ultimi, avidi ed affamati di soldi. Ho visto non pochi automobilisti della provincia che dopo aver parcheggiato l’auto, tornare al proprio mezzo per sistemare il ticket ed avere la sorpresa di trovare sul parabrezza una multa per mancata esposizione dello stesso. Questione di attimi. I solerti “ausiliari” multano e scappano. Ma la cosa peggiore è che non scappano solamente loro, ma, purtroppo, fanno scappare per sempre anche i pochi clienti di passaggio. Pomeriggio rigido, i commercianti speranzosi attendono i pochi clienti e mugugnano tra di loro. Mi riconoscono, mi fermano per significare le loro lamentele e per chiedermi un aiuto. Sono incavolati neri. Uno tra i tanti mi racconta che legge quotidianamente il magazine on line “INTERNATIONAL web POST “ ed a questo punto si scatena l’inferno. Chiedono aiuto e visibilità. Preferisco tradurre le loro considerazioni in italiano per non incorrere in denunce penali per diffamazioni, vilipendio, offese gravi e quant’altro nei confronti degli amministratori della nostra città. “Ci stanno ammazzando di ora in ora...” urla il titolare di un negozio di abbigliamento, gli fanno eco commercianti di scarpe e profumerie. Tento di calmare gli animi per cercare di capire le loro lamentele, ma non vi è nulla da fare. Tutti sono fuori dalla grazia di Dio.

cms_1857/vigilesse_con_auto.jpgDurante la mini sommossa accade l’incredibile a testimoniare le loro lamentele. Sono esattamente le ore 18,00. La strada è deserta, ed un mezzo parcheggiato in seconda fila, dovendo consumare un caffè, simboleggia, da solo, lo scenario surreale ed apocalittico della strada. Unica presenza di vita è il vociare concitato del gruppetto dei bonari commercianti veramente incavolati. Appare una macchina della “polizia municipale” con a bordo due gentili pulzelle in divisa, munite a bordo di macchina fotografica, che, ignorando il tutto e sfoderando un sorriso a trentadue denti, si piazzano alle spalle dell’automezzo, scattano la foto per divieto di sosta e vanno, ostentando un aria di superiorità pari a quella degli sceriffi della contea del Connecticut. Dopo pochi metri vi è un incrocio pericoloso. L’automezzo con a bordo le “vigilesse”, è costretto ad effettuare una brusca frenata in quanto sopraggiunge, in controsenso, un motorino squinternato sicuramente senza assicurazione con a bordo due brutti ceffi che indossano tute sportive, scarpe da ginnastica e non indossano il casco. I due ceffi riescono ad evitare l’impatto e offrendo alle stesse epiteti non contemplati nel manuale delle buone maniere, continuano la loro corsa zigzagando. Unica reazione delle tutrici dell’ordine è stata quella di mettere la freccia e di svoltare dalla parte opposta a quella dei due gentiluomini motorizzati che avrebbero dovuto quanto meno identificare.

cms_1857/ausiliari_del_traffico.jpgAll’angolo opposto noto alcuni ausiliari del traffico, ciondolanti, con delle assurde divise che ricordano vagamente coloro i quali distribuiscono i biglietti omaggio per un circo di passaggio. “Almeno questo lo deve scrivere” urla il titolare di un bar raccontandomi che queste scene sono all’ordine del giorno. Sono calate persino le vendite di colazioni e caffè. Continuiamo a perdere clienti di ora in ora... siamo stufi, siamo perseguitati e sembra che i nostri amministratori si ricordino di noi solamente sotto le elezioni per mendicarci il voto.

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E le città che vivevano sul terziario, continuano a morire, i negozi a chiudere battenti e i dipendenti a perdere posti di lavoro. Da semplice cronista, impotente sotto questo aspetto, sono costretto a descrivere quanto sentito e visto con i miei occhi. Se ne deduce che, fatte alcune eccezioni, le tutrici dell’ordine siano bravissime ad essere forti con le persone civili e quiescenti con gli “arroganti”.

il Grillo Parlante

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