Novità sul caso Squarise

L’assassino potrebbe presto tornare libero

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Federica Squarise, una ragazza italiana di San Giorgio delle Pertiche (Padova), nel 2008 veniva violentata e strangolata durante una vacanza a Lloret de Mar, in Spagna, a soli 23 anni. Oggi, dopo dieci anni dall’omicidio, il suo assassino potrebbe essere rimesso il libertà. Era stato condannato a 17 anni e 9 mesi di reclusione Victor Diaz Silva, soprannominato “El Gordo”, un barista clandestino uruguayano di 39 anni.

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Secondo la legislazione spagnola, dopo che il colpevole sconta i due terzi della pena, in caso di buona condotta, gli vengono concessi dei permessi premio. I genitori della ragazza sono sconvolti e pieni di rabbia, ed hanno dichiarato ai giudici spagnoli: “non dategli permessi, scapperà”. Al Gazzettino, invece, la famiglia Squarise ha riferito: “è scandaloso che possa godere di permessi premio”. “Se si trovasse nuovamente in libertà non mi stupirei se, come prima cosa, gli venisse in mente di darsi nuovamente alla fuga” ha fatto eco l’avvocato della famiglia.

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All’epoca dei fatti, si diceva che la scomparsa di Federica celasse un allontanamento volontario. Poi il tragico ritrovamento del corpo, il 7 luglio del 2008, in un parco vicino al centro di Lloret de Mar.

Il suo assassino, il “Gordo”, fu fermato subito dopo dagli inquirenti, ai quali pare avesse subito confessato l’omicidio, collaborando affinché si giungesse presto alla risoluzione del caso. Per questo motivo gli era stata concessa una riduzione della pena.

Victor Diaz Silva aveva inoltre dichiarato che il raptus omicida era scaturito dal fatto che Federica si era rifiutata di avere un rapporto sessuale con lui, per cui, preso dal panico e temendo di essere denunciato, dopo averla violentata la strangolò. Secondo il legale della famiglia Squarise, non avrebbero mai dovuto riconoscergli alcun permesso premio, poiché avrebbe già avuto l’attenuante della collaborazione, in realtà falsa, in quanto arrestato mentre tentava la fuga. L’avvocato ribadisce inoltre che la famiglia della ragazza non ha mai percepito il risarcimento di 250mila euro stabiliti di diritto dalla giustizia spagnola, perché il “Gordo”, che era entrato in Spagna da clandestino senza essere stato registrato all’anagrafe tributaria, risultava nullatenente.

Anna Di Fonzo

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