Nuove indagini per la morte di Serena Mollicone

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Dopo 15 anni di distanza, forse una svolta nelle indagini sulla morte di Serena Mollicone, la studentessa scomparsa il primo giugno del 2001 e ritrovata uccisa , legata e imbavagliata due giorni dopo in un bosco di Fonte Cupa ad Anitrella , nel Frusinate. Il sostituto procuratore della Procura di Cassino, Beatrice Siravo ha conferito al RIS di Roma , un esame negli alloggi della caserma dei carabinieri di Arce .Per il delitto rimangono tre gli indagati : l’ex maresciallo della caserma dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie e il figlio Marco. L’inchiesta continua con l’ipotesi di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

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La svolta delle indagini è contenuta in una dichiarazione rilasciata agli inquirenti ,all’ epoca dei fatti, da una donna delle pulizie che prestava servizio presso la caserma di Arce . La collaboratrice domestica della famiglia Mottola viene chiamata d’urgenza qualche giorno dopo la scomparsa di Serena , per pulire un alloggio disabitato presente al piano terra .La donna , dichiara, che la signora Anna Maria Mottola le chiese di pulire bene usando l’ acido muriatico! Questo elemento è stato inserito nell’ opposizione all’ archiviazione ed e’ stato ritenuto essenziale dal gup Angelo Valerio Lanna per il proseguo delle indagini.

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I militari del Ris sono andati nella caserma dei carabinieri per cercare di individuare eventuali tracce ematiche o biologiche compatibili con quelle di Serena . L’attività investigativa ha portato a utilizzare anche il Luminol e altri strumenti ad alta tecnologia. In particolare gli esperti si sono concentrati su una porta dell’ alloggio disabitato che presenta una rottura importante a circa 1,58 M di altezza. Inoltre il sostituto procuratore Beatrice Siravo ha chiesto un altro esame ,affidato alla dott. Cristina Cattaneo .

cms_3690/foto_5__(2).jpgLa dott.ssa Cattaneo ,medico legale , dovrà evidenziare l’ eventuale compatibilità tra le fratture craniche in zona occipitale sinistra ,riportate dalla ragazza, e le lesioni presenti sulla porta probabilmente dovute all’ impatto della testa sulla superficie a causa di un’ azione violenza. La presenza di Serena , il giorno della sua scomparsa, all’ interno della carserma può essere giustificata alla luce degli eventi che stavano interessando la cittadina di Arce. In quegli anni, Arce era diventata uno dei poli più importanti per lo spaccio della droga e il figlio di Mottola, Marco,purtroppo, fu investito da questa piaga .Serena , probabilmente , non voleva arrendersi all’ idea di perdere un amico e forse si è’ esposta ad una situazione più grande di lei.

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La Dott.ssa Marina Baldi , genetista forense, ci chiarisce circa le operazioni peritali su eventuali tracce di DNA sulla presunta scena del crimine.

Dott.ssa Baldi, ultizzo di acido muriatico può cancellare la presenza di eventuali tracce biologico e degradare il loro DNA?

cms_3690/foto_6_.jpg"L’ acido muriatico distrugge il DNA e quindi superfici trattate con queste sostanze potrebbero non essere più utili per le indagini. Ma come si suole dire, "il diavolo fa le pentole e non i coperchi" e quindi talvolta qualche angolo o qualche parte delle superfici potrebbe essere sfuggito a chi tenta di far sparire una traccia. Un sopralluogo accurato, quindi, anche se con tutte le difficoltà dovute al tempo trascorso e ai trattamenti effettuati, può ancora aiutare"

Il tempo , circa 15 anni, può aver cancellato eventuali tracce biologiche ?

"Il DNA è molto resistente. Inoltre si tratta di ambienti chiusi e quindi l’eventuale materiale biologico potrebbe aver resistito di più. Oggi la tecnologia è talmente sofisticata da consentire analisi su materiale biologico di tanti anni prima. Si riesce anche ad ottenere profili dalle mummie! L’importante è che il materiale venga trovato. Se ci sarà i laboratori incaricati riusciranno senz’altro ad ottenere risultati"

Chatal Milani, antropologa forense ci spiega le analisi antrolopgiche che saranno effettuate dalla dott. Cattaneo .

Dott. ssa Milani che tipo di valutazioni saranno effettuati?

"Le valutazioni che probabilmente verranno effettuate riguarderanno, in buona parte, le lesioni presenti sull’osso. E’ necessaria un’ampia competenza nel settore dell’antropologia forense, nell’analisi dell’osso a scopo forense (quindi un contesto un po’ diverso da quello delle ossa antiche), esperienza che siamo in pochi ad avere in Italia e sicuramente la dott. Cattaneo è fra gli esperti.

Non conosco gli atti nel dettaglio, quindi è estremamente difficile fare ipotesi o deduzioni. Nei casi simili che mi sono capitati, la cosa migliore è sempre poter disporre dei resti e compiere un’analisi accurata sulle ossa per valutare fratture, lesioni più o meno evidenti e la loro compatibilità con la porta o eventuali altri oggetti da poter in considerazione.

Qualora non si possa disporre dei resti, per qualsiasi motivo, si dovrà procedere ad un’analisi degli atti presenti. Ciò però pone molti, moltissimi limiti."

Quali strumenti verranno utilizzati?

"Dipende tutto da cosa si dispone, dalla disponibilità o meno dei resti umani e da come si presenteranno dopo 15 anni: dipende anche dall’ambiente in cui corpo è stato inumato o tumulato. Immagino si dovrà lavorare analizzando le ossa, le lesioni e tutto ciò che può essersi conservato. Si potrà lavorare anche con ausilio di indagini radiografiche. Difficile essere più precisi senza ulteriori elementi. Per quanto io possa fare ipotesi sulla base della mia personale esperienza, anche su casi simili, ogni caso è diverso e può riservare sempre mille sorprese. In fondo è anche il bello di questo lavoro."

Cosa si cerca di dimostrare e con quale percentuale di attendibilità si può sostenere l’ ipotesi della procura?

"Si cercherà di valutare la tipologia delle lesioni e la compatibilità di queste con le diverse ipotesi investigative, facendo molta attenzione a non sposare una tesi a priori, cercando elementi che vadano a dimostrarla (sarebbe anti-scientifico), ma al contrario: valutando tutti i meccanismi e le modalità che possono aver causato quel tipo di lesione e che probabilità ciascuno di questi ha di essersi verificato, tenendo conto di tutti gli elementi a contorno."

Imma Giuliani

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