OBAMA TORNA A PARLARE SUL CLIMA

Una nuova svolta per il bene di tutti

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Dopo svariati anni, torna a far parlare di sé l’ex presidente degli Stati Uniti Obama che nel corso del suo operato ha sempre avuto particolare attenzione verso la tematica ambientale. Proprio sulla lotta al cambiamento climatico l’intero globo ha gravi ritardi su quelli che erano gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Infatti, la Cop26 sembra rinnovare lo spirito (almeno a parole) dei leader mondiali. Tante le polemiche che hanno susseguito a questo evento, in primis le parole di Greta Thunberg. La giovane attivista ha snobbato Obama, negandogli un incontro che per lo meno aveva le caratteristiche di una pura formalità. Le parole dell’ex presidente statunitense evocano un grande spirito di appartenenza, facendo tornare lo stesso l’uomo più importante del mondo per qualche ora. Le dichiarazioni che hanno seguito il suo intervento sono piene di rabbia per la situazione allucinante che si sta verificando: “Non siamo neanche lontanamente dove dovremmo essere. Per cominciare i progressi he si auspicavano a Parigi sono stati disattesi”.

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Parole chiare che mostrano quanto sia importante il senso di comunità in vista di sfide cruciali. Per questo la prospettiva futura ci spinge ad essere più concreti e pragmatici, senza farci illusioni. Obama, da ex presidente, conosce bene le difficoltà di tale sfida: “E’ un decennio decisivo per evitare il disastro climatico, i cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, come dimostra la tragedia delle piccole isole”. Il punto nevralgico del discorso è che la geopolitica deve prescindere dalla lotta all’inquinamento, solo se tutti i leader mondiali sono concordi su questa linea si potrà arrivare a beneficiare tutti.

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I pericoli più grandi, circoscritti al disinteresse per tale problematica, sono riconducibili agli Stati Uniti, Cina e Russia. Partendo dagli USA, Obama precisa: “Con il governo Trump abbiamo avuto quattro anni di ostilità nei confronti della scienza e del clima, lasciando spazio a politiche negazioniste. È una vergogna che i leader di Mosca e Pechino non abbiano partecipato e non vogliano attuare i programmi”. Non usa giri di parole l’ex presidente, facendo intendere a tutti che Glasgow può rappresentare il punto di partenza di una grande rivoluzione sociale e culturale. Inutile usare parole di circostanza, da oggi la parola fondante di ogni nostro obiettivo dev’essere “concretezza”. Attraverso il fare, tutto il genere umano potrà rimprocciarsi alla dimensione naturale di appartenenza a questo mondo.

Giuseppe Capano

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