OBOLO S.PIETRO, IL PAPA: “CONTRASTIAMO LA CORRUZIONE DALL’INTERNO”

“La Santa Sede ha avviato un processo di conformazione della propria legislazione alle norme del diritto internazionale e si è impegnata a contrastare l’illegalità nel settore della finanza a livello internazionale”

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Lo scandalo sull’utilizzo improprio dei fondi dell’Obolo di San Pietro, ovvero le offerte fatte dai fedeli di tutto il Mondo alla Chiesa Cattolica per provvedere alle necessità e finanziare opere di bene, ha scosso il mondo credente, a partire dai vertici.

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Detti fondi, invece che per le suddette istanze, sarebbero finiti nell’affare del palazzo di Sloane Avenue, a Londra, che ha aperto una "voragine" nei conti d’Oltretevere: si parla di centinaia di milioni di euro.

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Come spiegato dal Papa in persona, l’investimento dei fondi dell’Obolo in beni immobili e finanziari sarebbe in teoria anche una normale pratica, utile ad evitare che le donazioni si svalutino nel tempo e, magari, a fare in modo addirittura che fruttino cifre superiori. Un po’ ciò che fa lo Stato con i nostri contributi, i quali vengono investiti in modo da fruttare interessi che tornano poi nelle nostre tasche sotto forma di previdenza sociale.

La discriminante, in questa faccenda, sta nel criterio sconsiderato con il quale i fondi sono stati investiti. Infatti, le donazioni dell’Obolo dovrebbero essere reinvestite seguendo i principi fondamentali di sicurezza degli investimenti (ovvero: investendo piccole parti in ambiti differenti, in modo tale da assicurarsi contro eventuali perdite) e moralità degli stessi. Come ha spiegato Bergoglio, di sicuro quei soldi non possono essere investiti nei mercati d’armi. Non è questo il caso (pur rimanendo enorme la gravità), ma l’esempio è sicuramente chiaro.

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Papa Francesco, davanti a una situazione che lo ha fatto andare su tutte le furie, specie considerando l’impegno enorme che dalla sua nomina in poi ha impiegato per contrastare la dilagante corruzione interna al Vaticano, riesce comunque a scorgere un lato positivo: “Non è bello che succedano queste cose in Vaticano , ma è stato chiarito dai meccanismi interni che cominciano a funzionare che il Papa Benedetto aveva iniziato a fare. Di questo ringrazio Dio: non che ci sia la corruzione, ma che il sistema del controllo vaticano funziona bene”.

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Il Papa, poi, ha evidenziato che la Santa Sede "ha avviato un processo di conformazione della propria legislazione alle norme del diritto internazionale e si è impegnata a contrastare l’illegalità nel settore della finanza a livello internazionale” alimentando “rapporti di cooperazione e condivisione di politiche ed iniziative di contrasto, creando presidi interni di sorveglianza e di intervento capaci di effettuare severi ed efficaci controlli".

Insomma, Jorge Mario Bergoglio vede in quello che è probabilmente il più grande scandalo finanziario della storia Vaticana (tra quelli venuti a galla) un’opportunità di continuare il lungo e difficile processo di pulizia da lui messo in atto, nonché un test importante per l’amministrazione della giustizia della Santa Sede, giunta forse a un punto di maggiore maturità.

Giulio Negri

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