OLTRE 30,7 MILIONI DI CASI NEL MONDO. VACCINO,ACCORDO UE-SANOFI R GSK

Sale a 35.692 il nuovo bilancio delle vittime in Italia. Bassetti:"Lockdown è anacronistico, Italia non è in pericolo"

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La pandemia da coronavirus ha provocato 957.037 morti in tutto il mondo e 30.777.611 casi confermati di contagio. E’ quanto emerge dal bilancio del sito della John Hopkins University. Stati Uniti, India e Brasile sono i paesi più colpiti e insieme sommano oltre 422mila decessi dall’inizio della pandemia. Gli Usa rimangono il Paese più colpito anche a livello di casi con 6.764.970 contagiati, segue l’India con 5.400.619 e il Brasile con 4.528.240.

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La Commissione Europea ha firmato un contratto con le multinazionali farmaceutiche Sanofi e Gsk per la fornitura di un potenziale vaccino contro la Covid-19. Il contratto, il secondo di questo tipo dopo quello siglato con AstraZeneca il 27 agosto, permetterà agli Stati membri di acquistare fino a 300 milioni di dosi del vaccino che Sanofi e Gsk stanno sviluppando insieme.

Gli Stati membri dell’Ue potranno anche donare dosi riservate ai Paesi a reddito medio-basso. Sanofi e Gsk si metteranno al lavoro per rendere disponibile "in tempi brevi" una quota "significativa" della loro fornitura di vaccini mediante una collaborazione con lo strumento per l’accesso globale ai vaccini contro la Covid-19 (Covid-19), il pilastro dedicato ai vaccini dell’acceleratore per l’accesso agli strumenti Covid-19 per i Paesi a reddito medio-basso.

La Commissione continua a negoziare accordi simili con Johnson & Johnson, CureVac, Moderna e BionTech, con le quali ha concluso i colloqui esplorativi. Per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen "il contratto con Sanofi-Gsk dimostra ancora una volta l’impegno della Commissione Europea a garantire un accesso equo a vaccini sicuri, efficaci e a prezzi contenuti, e questo non solo per i suoi cittadini, ma anche per le persone più povere e vulnerabili al mondo".

"A breve - assicura - saranno conclusi accordi con altre società in modo da creare un portafoglio diversificato di vaccini promettenti, basati su vari tipi di tecnologie, e da aumentare così le nostre possibilità di trovare un rimedio efficace contro il virus".

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Secondo Stella Kyriakides, commissaria per la Salute, "con la comparsa, dopo il periodo estivo, di nuovi focolai in diversi Paesi europei, serve più che mai un vaccino sicuro ed efficace per superare questa pandemia e i suoi effetti devastanti sulle nostre economie e società".

"Questo secondo accordo - continua Kyriakides - costituisce un’altra pietra miliare della strategia dell’Ue per i vaccini. Oggi ampliamo le nostre possibilità di garantire che i cittadini dell’Ue e del mondo intero possano tornare gradualmente alla loro vita quotidiana e sentirsi ancora una volta al sicuro".

Il contratto con Sanofi e Gsk è finanziato dallo strumento per il sostegno di emergenza, che dispone di fondi destinati alla costituzione di un portafoglio di potenziali vaccini con profili diversi e prodotti da società diverse. Sanofi e Gsk stanno sviluppando un vaccino ricombinante contro la Covid-19, utilizzando tecnologie innovative di entrambe le società.

Sanofi, multinazionale con sede a Parigi, nata nel 2004 dalla fusione di Sanofin Synthélabo con Aventis, opera in oltre 100 Paesi, con più di 100mila dipendenti: parteciperà con il suo antigene della proteina S di Covid-19, basato su una tecnologia a Dna ricombinante. La britannica Gsk, nata nel 2000 dalla fusione di Glaxo Wellcome con Smithkline Beecham, metterà a disposizione la sua tecnologia adiuvante, di particolare importanza in una situazione di pandemia poiché può ridurre la quantità di proteine del vaccino necessaria per dose e consentire così di produrre più dosi, proteggendo di conseguenza un maggior numero di persone. La combinazione di un antigene proteico e di un adiuvante è "ben consolidata", continua la Commissione, e viene utilizzata in una serie di vaccini disponibili per accrescere la risposta immunitaria. Può anche migliorare la probabilità di ottenere un vaccino efficace che possa essere fabbricato su vasta scala. Le società hanno avviato uno studio di fase 1/2 a settembre, cui farà seguito uno studio di fase 3 entro la fine del 2020.

In caso di successo, "e fatte salve considerazioni di tipo normativo", le società puntano a disporre del vaccino entro la seconda metà del 2021. Insieme agli Stati membri e all’Agenzia Europea per i Medicinali, la Commissione farà uso degli strumenti di flessibilità esistenti per accelerare l’autorizzazione e la disponibilità di vaccini efficaci contro la Covid-19. Il processo di regolamentazione sarà flessibile ma "resterà solido". Qualsiasi vaccino immesso sul mercato Ue "dovrà soddisfare i necessari requisiti di sicurezza ed essere sottoposto alla valutazione scientifica dell’Agenzia europea per i medicinali nell’ambito della procedura di autorizzazione all’immissione in commercio dell’Ue".

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Il numero dei casi totali di Covid nel Paese dall’inizio dell’emergenza sale a 296.569, mentre è di 35.692 il nuovo bilancio delle vittime.

Solo Abruzzo e Valle d’Aosta non hanno registrato nuovi casi nelle ultime ore. L’incremento più alto è invece in Lombardia, seguono il Lazio e il Veneto. In tutto sono 43.161 gli attualmente positivi: 2.380 ricoverati con sintomi, 215 in terapia intensiva e 40.566 in isolamento domiciliare. Salgono inoltre a 217.716 i pazienti guariti/dimessi.

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"Arrivare a pensare solo lontanamente ad un lockdown è anacronistico. Valutiamo caso per caso, poi non lo chiamerei così ma rinforzo delle misure di contenimento. La chiusura totale di marzo-aprile non avverrà mai più, oggi l’Italia non è in pericolo: 200 persone in terapia intensiva su 50mila casi vuole dire 0,5% del totale di pazienti che hanno una malattia leggermente più grave". Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando la possibilità, visto l’aumento progressivo dei casi in Italia, del ritorno a zone rosse e lockdown localizzati.

"Alcune Regioni, al Sud, mi dicono che hanno problemi. Forse perché nei mesi di calo dei casi invece di fare le ’formiche’ hanno fatto le ’cicale’, pochi casi non posso mettere in difficoltà un reparto di terapia intensiva - osserva Bassetti - Ora occorre tamponare chi ne ha bisogno, se ci sono realtà dove scoppiano focolai si può intervenire con inasprimento delle misure di controllo e di contenimento. Ma non guardiamo al lockdown deciso in Israele, è una situazione completamente diversa dalla nostra. Anche in Francia e in Inghilterra stanno inasprendo le misure di contenimento ma non chiudono nulla. Minacciare chiusure domani non fa ottenere nulla - conclude l’infettivologo - occorre spiegare alle persone cosa fare. Dobbiamo far sì che tutti si convincano della bontà delle misure che proponiamo, dialogare di più e imporre di meno".

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