OMS:ALTRE 500MILA PERSONE POTREBBERO MORIRE IN EUROPA ENTRO MARZO 2022

In Italia ulteriori 9.709 contagi e altri 46 morti - I dati dalle Regioni - Super green pass vaccinati, regole e durata: confronto governo-regioni - Green pass Italia, 9 o 6 mesi? Cosa dicono Bassetti, Crisanti, Pregliasco, Minelli

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cms_23904/Hans_Kluge,_Organizzazione_mondiale_della_sanita_.jpgOms: altre 500mila persone potrebbero morire in Europa entro marzo 2022

Altre 500mila persone potrebbero morire in Europa per complicanze riconducibili al Coronavirus entro marzo. L’allarme arriva dal direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per l’Europa, Hans Kluge, dicendosi ’’molto preoccupato’’ per la nuova ondata di contagi nel Vecchio Continente. Un aumento dovuto, ha detto Kluge, alla stagione invernale, alla scarsa copertura vaccinale della popolazione e alla maggiore trasmissibilità della variante Delta.

"Il Covid-19 è diventato ancora una volta la prima causa di mortalità nella nostra regione", ha detto nel corso di un’intervista alla Bbc, aggiungendo che "sappiamo cosa bisogna fare" per combattere la malattia. L’unico modo per evitare un alto numero di decessi è quello di vaccinarsi contro il coronavirus e rispettare le norme di distanziamento sociale. Anche ’’un maggiore uso della mascherina potrebbe aiutare’’, ha aggiunto.

Per Kluge, rendere obbligatoria la vaccinazione contro il coronavirus dovrebbe essere considerata solo come ’’ultima risorsa’’ per contenere i contagi. Il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità per l’Europa ha affermato che sarebbe "molto opportuno" avviare un "dibattito a livello legale e sociale" sulla questione.

"Prima ci sono altri mezzi come il Covid pass", ha detto Kluge, aggiungendo che questa "non è una restrizione della libertà, piuttosto è uno strumento per mantenere la nostra libertà individuale".

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cms_23904/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 9.709 contagi e altri 46 morti

Sono 9.709 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 46 morti.

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 487.109 tamponi con un tasso positività al 2%. Salgono a 4.345 i ricoverati con sintomi, 95 in più da ieri, e a 520 i pazienti in terapia intensiva con 35 ingressi in un giorno. Da inizio pandemia i morti sono stati 133.177.

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I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 20 Novembre 2021)

LAZIO - Sono 1.216 i nuovi contagi da Coronavirus oggi domenica 21 novembre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri i morti sono stati 5. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 13.984 tamponi molecolari e 27.182 antigenici con un tasso di positività al 2,9%.

I ricoverati sono 636, mentre le terapie intensive occupate sono 83. Da ieri ci sono stati 549 guariti. I casi a Roma sono 580. Asl Roma 1: sono 203 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24 ore. Asl Roma 2: sono 297 i nuovi casi e 2 i decessi da ieri. Asl Roma 3: sono 80 i nuovi casi. Asl Roma 4: sono 61 i nuovi casi. Asl Roma 5: sono 158 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24 ore. Asl Roma 6: sono 125 i nuovi casi e 1 decesso da ieri. Nelle province si registrano 292 nuovi casi, di cui 79 nella Asl di Frosinone, 121 a Latina, 32 a Rieti e 60 a Viterbo.

SARDEGNA - Sono 87 i nuovi contagi da coronavirus oggi 21 novembre 2021 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun decesso.

I nuovi casi di positività sulla base di 1540 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 8203 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 10 (1 in più di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 51 (1 in più di ieri). 2195 sono i casi di isolamento domiciliare (56 in più rispetto a ieri).

PIEMONTE - Sono 445 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 21 novembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino della regione. Non si registrano morti. Secondo i dati, i nuovi casi (di cui 175 dopo test antigenico) sono pari allo 1,1% di 38.890 tamponi eseguiti, di cui 33.651 antigenici. Dei 445 nuovi casi gli asintomatici sono 279 (62,7%).

I ricoverati in terapia intensiva sono 27 (invariati rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 313 ( + 8 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 7.280. I tamponi diagnostici finora processati sono 9.394.803 (+ 38.890 rispetto a ieri), di cui 2.462.359 risultati negativi.

Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19, è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). I pazienti guariti diventano complessivamente 377.678 (+ 238 rispetto a ieri).

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 642 i nuovi contagi da coronavirus oggi 21 novembre 2021 in Friuli Venezia Giulia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 4 decessi. Nel dettaglio, oggi in Friuli Venezia Giulia su 5.346 tamponi molecolari sono stati rilevati 591 nuovi contagi con una percentuale di positività dell’11,05%. Sono inoltre 13.399 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 51 casi (0,38%).

Si registrano 4 decessi: una donna di 92 anni di Muggia deceduta in casa di riposo; un uomo di 88 anni e una donna di 77 anni entrambi di Trieste deceduti in ospedale; un uomo di 74 anni di Pordenone deceduto in ospedale. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 26, mentre i pazienti in altri reparti risultano essere 215. Lo comunica il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

PUGLIA - Sono 118 i nuovi contagi da coronavirus oggi 21 novembre 2021 in Puglia, secondo numeri e dati dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun decesso.

I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 18.106 test giornalieri. Sono 3.988 le persone attualmente positive in Puglia, 145 quelle ricoverate in area non critica, 16 in terapia intensiva. Da inizio emergenza, nella Regione sono stati registrati 277.380 casi totali, 4.596.545 i test eseguiti, 266.519 le persone guarite e 6.873 i decessi.

TOSCANA - Sono 521 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 21 novembre 2021, secondo numeri e dati Covid del bollettino della regione. Si registrano altri tre decessi. I nuovi casi Covid (502 confermati con tampone molecolare e 19 da test rapido antigenico) sono lo 0,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 281.860 (94,8% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 9.616 tamponi molecolari e 20.265 tamponi antigenici rapidi, di questi l’1,7% è risultato positivo. Sono invece 7.907 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 6,6% è risultato positivo.

Gli attualmente positivi sono oggi 8.180, +4,2% rispetto a ieri. I ricoverati sono 292 (5 in meno rispetto a ieri), di cui 39 in terapia intensiva (1 in meno). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. L’età media dei 521 nuovi positivi odierni è di 40 anni circa (28% ha meno di 20 anni, 20% tra 20 e 39 anni, 27% tra 40 e 59 anni, 22% tra 60 e 79 anni, 3% ha 80 anni o più).

EMILIA ROMAGNA - Sono 998 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 21 novembre in Emilia Romagna, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 14.836 tamponi molecolari e 11.515 test antigenici rapidi con un tasso di positività al 3,79%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,7 anni. Da ieri sono guarite 284 persone.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 52, uno in più rispetto a ieri, 522 quelli negli altri reparti Covid, 33 in più da ieri. In isolamento 13.540 persone.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 177 nuovi casi e Rimini con 140: seguono Ravenna (123), Cesena (96), Ferrara (90), poi Forlì (88), Modena (80), Reggio Emilia (78), il Circondario Imolese (50), Piacenza (44) e infine Parma con 32 nuovi casi. Da inizio pandemia i decessi in regione sono stati 13.705.

CAMPANIA - Sono 798 i nuovi contagi da Coronavirus oggi domenica 21 novembre in Campania, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 4 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 27.521 test. Le terapie intensive occupate sono 26, mentre i ricoveri sono 294.

CALABRIA - Sono 148 i nuovi contagi da Coronavirus oggi domenica 21 novembre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 3 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 3.635 tamponi. Da ieri sono guarite 145 persone. Due persone in più in isolamento, calano invece di due unità i ricoverati e, infine, sono stabili a 11 le terapie intensive occupate.

LOMBARDIA - Sono 1.431 i nuovi contagi da Coronavirus oggi domenica 21 novembre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 2 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 323 guariti. I positivi in Lombardia al momento sono 21.964. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Milano e hinterland a 529, Brescia a 181, Varese a 148, Monza e Brianza a 145 e Bergamo a 88.

VENETO - Sono 1.261 i nuovi contagi da Coronavirus oggi domenica 21 novembre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 2 morti. Nelle ultime 24 ore sono guarite 501 persone. Nella Regione al momento ci sono 21.252 positivi. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Padova a 284, Vicenza a 245, Venezia a 239, Treviso a 204 e Verona a 194.

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Super green pass vaccinati, regole e durata: confronto governo-regioni

Super green pass per vaccinati in Italia, con la durata del certificato verde ridotta rispetto agli attuali 12 mesi, come auspicano molti esperti. L’ondata di contagi covid prosegue regione per regione, con altri 9.709 casi, e - mentre si apre la vaccinazione degli over 40 con la terza dose - si studiano regole e misure per contrastare la pandemia ad un mese da Natale.

Il paese è in zona bianca, ma la zona gialla - o peggio quella arancione - è un rischio concreto per diverse regioni. I governatori in vista del confronto con il governo ribadiscono la priorità: tutelare salute ed economia, arginando contagi ed evitando chiusure drastiche come quelle varate da altri paesi. L’esempio dell’Austria, da oggi in lockdown, è sotto gli occhi di tutti. E anche in Germania, con decine di migliaia di contagi ogni giorno, il giro di vite in alcuni Land è realtà.

Green pass Italia, 9 o 6 mesi? Cosa dicono Bassetti, Crisanti e Pregliasco

cms_23904/Bassetti,Infettirologo.jpgGreen pass da 12 a 9 mesi di durata. O forse addirittura a 6 mesi. L’ipotesi di modifiche stringenti al certificato verde, mentre anche l’Italia deve fare i conti con l’aumento dei contagi, è approvata in pieno dagli esperti. "E’ corretto portare la durate del Green pass a nove mesi. I dati ci stanno dicendo cha a un anno la copertura della doppia dose non ci arriva. Ma la durata del certificato verde andrebbe differenziata a seconda delle varie situazioni: per il guarito può durare sei mesi, per chi ha fatto due dosi di vaccino 9 mesi e chi fa la terza dose è ragionevole pensare che il certificato si possa portare a un anno, come ci dicono alcuni studi sulla durata del richiamo del vaccino", dice Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

"Il Green pass deve essere uno strumento dinamico. "Tutto viene sempre visto come statico - spiega l’infettivologo all’Adnkronos Salute - ma siamo di fronte a una malattia nuova e a un vaccino nuovo. La scienza evolve e stiamo imparando una serie di cose sul campo. Io sono contento che ci siano questi cambi perché vuol dire che la medicina cambia. Una cosa intelligente - conclude - sarebbe differenziare il Green pass a seconda delle dosi di vaccino fatte e del post malattia, in questo caso magari in base agli anticorpi che si hanno".

cms_23904/Pregliasco.jpg"Una durata del Green pass a 9 mesi potrebbe essere la mediazione operativo-tecnica accettabile fra i 12 mesi, che ormai sono troppi, e i 6 mesi del dato scientifico, che indicano una riduzione dell’efficacia" della protezione conferita dal vaccino anti-Covid, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.

Una durata del certificato "a 6 mesi potrebbe creare problemi organizzativi e gestionali", ragiona l’esperto, ricordando che il Green pass che si ottiene vaccinandosi "non è un aspetto scientifico nel senso stretto, ma è un qualcosa che dichiara l’avvenuta effettuazione" del vaccino, "una risposta protettiva che comunque permane nel tempo". Perché, ricorda il virologo, "la protezione del vaccino dura anche dopo il 6 mesi, non è che precipita e a 6 mesi e 2 giorni sei scoperto". Quindi, per agevolare la fattibilità "dal punto di vista anche ingolfativo dei sistemi dei richiami, 9 mesi - ribadisce - potrebbero essere la mediazione giusta".

cms_23904/Crisanti.jpg"Sono favorevole alla scelta di ridurre la validità del Green pass", da 12 a 9 mesi, come si prospetta in Italia. "E’ un passo nella giusta direzione, perché in qualche modo si allinea la durata" del certificato verde "alla durata della protezione" vaccinale anti-Covid. "In realtà, è meglio addirittura 6 mesi", spiega il professor Andrea Crisanti, che da tempo sottolinea la necessità di ridurre la validità del pass a 6 mesi. Facendolo, "a questo punto il Green pass e la protezione sarebbero totalmente allineati", conclude il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova.

cms_23904/mauro-minelli-specialista-in-immunologia-clinica-e-allergologia.jpg"Serve, a prescindere dai vari aggiustamenti in progress, un Green pass capace di fornire maggiori garanzie. I rischi non mancano e l’equilibrio della nostra incolumità è tornato ad essere precario, tanto più se affidato ad un certificato verde parzialmente appollaiato su un improbabile tampone che, in una fase di ampia circolazione del Sars CoV-2, ha enormi margini di imprecisione. Serve la terza dose, e dunque il vaccino, più che il Green pass", dice l’l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata.

"D’altro canto - osserva - avendo fatto fin dal primo istante la scelta della massima prudenza, non può cogliermi di sorpresa la decisione di accorciare i tempi della validità del Green pass, convinto come sono che esso stesso non è di per sé un salvacondotto per attraversare a petto nudo i sentieri accidentati dell’epidemia. Solo qualche giorno fa mi ero permesso di ipotizzare, suggerire e perfino proporre ai decisori centrali l’opportunità e l’utilità di anticipare a 5 mesi di distanza dalla seconda dose di vaccino quel richiamo così importante per conferire una protezione più stabile e duratura".

"In linea con le evidenze scientifiche, e sulla scorta dell’esperienza maturata a seguito della pressione epidemiologica esercitata dal Sars CoV-2 e dalle sue mutazioni - aggiunge Minelli - posso certamente dire che la ’riduzione’ del Green pass è una conseguenza naturale di quel ragionamento, mirato a rafforzare e a concentrare le difese immunitarie grazie alla vaccinazione, come è giusto e normale che sia e senza surrogati ovvero opzioni caritatevoli. Che i 12 mesi potessero essere un arco temporale arrotondato per eccesso - sottolinea - lo avevamo già messo in agenda".

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