ORIGINE COVID, DG OMS:"LABORATORIO? NON E’ ESCLUSO"

In Italia ulteriori 2.668 contagi e altri 40 morti - I dati dalle Regioni - Green pass lavoro obbligatorio da oggi, cosa rischia chi è senza

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cms_23486/1.jpgOrigine Covid, Dg Oms: "Laboratorio? Non è escluso"

Sull’origine del Covid, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il biologo etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, sostiene - in una intervista sui sito del ’Corriere della sera’ - che tutte le ipotesi "devono continuare a essere esaminate, da quella della trasmissione da animale a quella della fuoriuscita dal laboratorio, la quale non è ancora stata categoricamente esclusa". Per fare luce su cosa successe a Wuhan tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, l’Oms ha creato un gruppo di esperti internazionali di diverse discipline che dovranno stabilire lo stato delle conoscenze. Oltre che a preparare le risposte all’emergere di minacce patogene in futuro.

Riguardo alle inchieste sull’origine della crisi, al dubbio se il virus sia "saltato" da un animale all’uomo oppure sia stato creato nell’ormai famoso laboratorio di Wuhan e poi sfuggito al controllo, Tedros è stato criticato, soprattutto dalla Casa Bianca di Donald Trump ma in misura meno forte anche da quella di Joe Biden, per essere stato influenzato dalla Cina. E di avere mandato a indagare nella città cinese dalla quale tutto nacque un gruppo di scienziati ben accetti alle autorità di Pechino, i quali hanno avuto accesso solo parziale ai dati di laboratorio e hanno poi stabilito che la probabilità maggiore dell’origine sta nel passaggio da animale a uomo, lasciando aperto solo uno spiraglio all’ipotesi laboratorio. Negli ultimi mesi, però, alcuni scienziati americani hanno sostenuto che, analizzando campioni del coronavirus dei primi malati, si capisce che le probabilità di gran lunga maggiori portano a ritenere che la pista giusta sia quella della fuga dal laboratorio. Tedros non chiude la porta a questa possibilità. Ma, purtroppo, se Pechino non collaborerà apertamente permettendo un’inchiesta internazionale indipendente che possa accedere a tutti i dati, quasi certamente la verità inconfutabile sulla nascita della pandemia non potrà essere stabilita.

Tra gli altri passi da compiere, l’Oms ha chiesto di mettere in attesa almeno fino alla fine dell’anno i programmi di richiamo, cioè la terza dose. "Invece di vaccinare coloro che sono già vaccinati dobbiamo vaccinare coloro che corrono il rischio più alto", anche per limitare la creazione di varianti delle quali non si sa che potenza potrebbero avere. Tra l’altro, secondo il direttore generale tra gli scienziati non c’è consenso sulla necessità di una terza dose.

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cms_23486/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 2.668 contagi e altri 40 morti

Sono 2.668 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati, regione per regione, del bollettino covid di Protezione Civile e ministero della Salute.

Registrati altri 40 morti, che portano a 131.461 il totale delle vittime dall’inizio dell’emergenza. I nuovi contagi sono stati individuati su 324.614 tamponi, il tasso di positività è allo 0,82%. I pazienti ricoverati con sintomi sono 2.479 (-73), mentre le persone in terapia intensiva sono 359 (-8).

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 273 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 10 decessi.

CAMPANIA - Sono 313 i contagi da coronavirus.Si registrano 3 decessi.

ABRUZZO - Sono 45 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

BASILICATA - Sono 11 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

VENETO - Sono 334 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

PUGLIA - Sono 93 i contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

TOSCANA - Sono 229 i contagi da coronavirus. Si registrano 4 decessi.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 87 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SARDEGNA - Sono 49 i nuovi contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

PIEMONTE - Sono 198 i nuovi contagi di coronavirus. Si registra 1 decesso.

EMILIA ROMAGNA - Sono 196 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 decessi.

LAZIO - Sono 275 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 decessi.

SICILIA - Sono 270 i contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

CALABRIA - Sono 115 i contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

cms_23486/CORONAVIRUS-_NOTIZIE_E_PROVVEDIMENTI.jpg

cms_23486/green_pass_LAVORO.jpegGreen pass lavoro obbligatorio da oggi, cosa rischia chi è senza

Green pass Italia obbligatorio anche sul posto di lavoro a partire da oggi, venerdì 15 ottobre. Al via, quindi, i controlli nel pubblico e privato per accertarsi del rispetto delle regole e linee guida stabilite nel Dpcm siglato dal premier Mario Draghi. Ma come funzionano i controlli, cosa rischia il lavoratore sprovvisto di certificato verde e quali sono le sanzioni per le aziende che non effettueranno le verifiche previste per legge? A rispondere è il governo nelle Faq pubblicate sul sito ufficiale.

VERIFICA DEL GREEN PASS, COME FUNZIONA IN AZIENDA

"Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il dPCM 12 ottobre 2021. I datori di lavoro - si legge nelle faq - definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni, laddove l’accertamento non avvenga al momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente".

Oltre all’app ’VerificaC19’, si legge ancora, "saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. Tali verifiche potranno avvenire attraverso: l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura; per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC; per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC; per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi informativi di gestione del personale del, e la Piattaforma nazionale-DGC".

QUALI SANZIONI RISCHIA CHI E’ SENZA GREEN PASS (E CHI NON CONTROLLA)

Come si legge ancora sul sito del governo, il lavoratore pubblico o privato "è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del Green pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta".

Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza Green pass, "il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza Green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore".

Oltre alla retribuzione, "non sarà più versata al lavoratore senza Green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio".

E quali sanzioni rischia il datore di lavoro che non effettua le verifiche previste per legge? "Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green pass - si legge nelle Faq - è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro".

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