ORIGINI DEL COVID: FACEBOOK NON BANNERÀ PIÙ I POST

Biden ordina all’Intelligence una inchiesta

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Per contrastare l’eterna battaglia contro le Fake News, Facebook ha recentemente annunciato delle nuove funzioni che non si limiteranno solo a rendere meno visibili i post contenenti informazioni fuorvianti, ma applicherà il medesimo trattamento anche agli stessi utenti che li condividono. La prima novità riguarda le Pagine: infatti quando l’utente deciderà di seguire una Pagina che ha ripetutamente condiviso notizie false verrà mostrato un pop-up informativo che affermerà: “Fact-checker indipendenti hanno detto che alcuni post condivisi da questa Pagina includevano false informazioni”, dando poi la possibilità all’utente di smettere di seguire la pagina o continuare in ogni caso. Come si può leggere sul sito ufficiale About-Facebook, sin da quando ebbe iniziò la sua crociata contro le fake news nel 2016, il Colosso di Menlo Park ha attuato diverse misure contro Pagine, Gruppi e account Instagram.

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Queste azioni sono state ora estese ai singoli account, riducendo anche la visibilità dei post nel News Feed per gli account che hanno ripetutamente condiviso contenuti falsi. Nello stesso tempo è però al quanto paradossale l’annuncio fatto da Facebook stessa, che rimettendosi allo stato di indeterminatezza del dibattito, non rimuoverà più i post che affermano che il coronavirus è stato creato in laboratorio. Prima di adesso infatti, questa teoria veniva prontamente tacciata come complottista e di conseguenza bloccata, una decisione che molto probabilmente segue le ultime decisione della Casa Bianca di ordinare indagini approfondite all’origine del coronavirus. Dopo che il Wall Street Journal ha riportato la notizia di tre ricercatori del Wuhan Institute of Virology ricoverati in ospedale alla fine del 2019 con sintomi compatibili con il Covid, il Presidente degli Stati Uniti chiesto all’Intelligence Usa di “raddoppiare i loro sforzi per raccogliere e analizzare informazioni che potrebbero portarci più vicino ad una conclusione definitiva sulle origini del virus e di fargli un rapporto entro 90 giorni”.

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La mossa della Casa Bianca seguirebbe una lettera-appello apparsa il 14 maggio sulle pagine della rivista Science sottoscritta da 18 scienziati di fama internazionale, secondo cui “le teorie sul rilascio accidentale da un laboratorio e il salto di specie zoonotico rimangono entrambe valide”. La risposta della Cina non ha tardato ad arrivare, respingendo le accuse mosse da Washington e criticando la fantomatica “storia oscura” dell’Intelligence americana. Infine, alla domanda se anche Twitter avesse intenzione di rivedere le proprie regole sulle affermazioni sull’origine del Covid-19, così come i suoi “colleghi” social, un portavoce ha detto di non aver nulla da dire al riguardo ma che l’azienda continuerà a lavorare con le autorità sanitarie pubbliche globali.

Francesco Maria Tiberio

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