Occhi al cielo

SWAN: la cometa di ghiaccio irradierà sul globo terrestre

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Dopo la deludente scomparsa della cometa ATLAS, tanto attesa nel 2020 ma finita in frantumi; la promessa di uno scenario spettacolare, da cogliere alzando gli occhi ad osservare il firmamento che ci sovrasta, ci viene dal transito della cometa C/2020 F8 la cui denominazione SWAN (Cigno) è derivata dalla omonima telecamera dell’ Osservatorio solare ed elio-sferico della Nasa (SOHO) progettato per rilevare l’idrogeno presente nel sistema solare.

La nuova cometa era stata individuata casualmente, in data 11 Aprile 2020, dall’ astrofilo australiano Michael Mattiazzo che ne aveva colto la presenza nella nube di Oort nei pressi della costellazione di Perseo, analizzando i rilievi fatti in data 25 marzo 2020 dal dispositivo dell’Osservatorio SOHO dove ne era stata riportata esclusivamente la elevata consistenza di ghiaccio.

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Tenendo in conto che il percorso orbitale di una cometa è computabile in migliaia o addirittura milioni di anni; per gli osservatori terrestri nella nostra era, la possibilità di cogliere la visibilità del luminoso “cigno di ghiaccio” è stata calcolata in prossimità della brillante stella Capella della costellazione Auriga, in base alla originaria magnitudine di circa 9.0 con cui è avvenuto il passaggio a 102 milioni di kilometri di distanza dal nostro pianeta, provenendo dal sistema solare esterno all’orbita terrestre.

Così, dopo che la cometa SWAN in data 13 Maggio ha toccato il punto più vicino alla terra con un alto grado di luminosità corrispondente a magnitudine 5.2 ; proprio in questi ultimi giorni si è avuta una fortunata ripresa del suo transito luminoso che, nello sfondo di una limpida notte stellata, sull’orizzonte della costa Ravennate è stato intercettato dall’astronomo Claudio Balella.

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Tanto, a conferma dei calcoli del ricercatore Albino Carbognani (dell’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello spazio dell’ INAF di Bologna) secondo cui, intorno al 25 Maggio, ci sarebbe stata una maggiore visibilità della cometa in corrispondenza dell’Italia Settentrionale,a Nordovest, nella parte più bassa dell’orizzonte nel corso della notte e, verso Est-Nordest all’approssimarsi dell’alba. Mentre, per il 27 maggio, data in cui questo sorprendente “iceberg di ghiaccio” toccherà il perielio, ossia il punto più vicino al sole distante 64,4 milioni di km, è previsto il clou della sua magnitudine ; ciò che comporterà il massimo della luminosità che, dalla chioma di un vivido colore verde e dalla lunga coda di ioni blù, si irradierà sul globo terrestre; in tal modo rendendosi ben visibile addirittura ad occhio nudo.

Di contro, nel caso di un eventuale calo della brillantezza di questo splendido “cigno interstellare”, si sarebbe indotti a temere che ciò possa preludere alla disintegrazione del nucleo a causa del surriscaldamento dovuto alla pressione delle radiazioni che, nella corsa verso il sole, indurrebbero la trasformazione del ghiaccio in getti di gas e polvere che si disperderebbero in code, per una lunghezza di decine di milioni di kilometri.

Scongiurando il ripetersi di tale evenienza già verificatasi con la precedente cometa ATLAS, non resta che attendere il palpitante fulgore benaugurante della cometa SWAN che, dalla volta stellata sopra di noi, illumini ogni nostra speranza in un futuro di pace e benessere.

Rosa Cavallo

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