Oltre 140mila morti nel mondo. Oms: "Europa ancora nell’occhio del ciclone"

22.170 morti in Italia. Arcuri: "Lavoriamo per avere 150mila test entro inizio prossimo mese"

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Sono più di 140mila le persone nel mondo che hanno perso la vita dopo aver contratto il coronavirus. Lo ha reso noto la Johns Hopkins University, spiegando che sono più di 2,1 milioni le persone contagiate. Gli ultimi dati parlano di 140.773 decessi a livello globale e di 2.101.164 casi confermati. Per quanto riguarda le persone guarite si parla di 3.262.921 casi.

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"Siamo ancora nell’occhio del ciclone". A sottolinearlo, facendo il punto sull’epidemia di Coronavirus in Europa è stato per Oms Europa Hans Henri P. Kluge: "Ora, più che mai, chiedo solidarietà tra i paesi. È il momento di intensificare e mostrare una leadership reattiva e responsabile per guidarci attraverso questa tempesta".

"Le prossime settimane saranno fondamentali per l’Europa", sottolinea Kluge, che continua: "Mentre valutiamo la transizione dobbiamo riconoscere che non ci sono ’facili vittorie’. Davanti a noi abbiamo difficoltà ed incertezza e questo significa che entriamo in un periodo in cui dovremo forse aggiustare rapidamente le misure, introdurre e rimuovere restrizioni ed allentare le norme di contenimento gradualmente, continuando a monitorare costantemente l’efficacia di tali azioni e le risposte e reazioni del pubblico".

I casi di Coronavirus in Europa continuano a crescere, spiega ancora nel corso di un briefing. "Negli ultimi 10 giorni, il numero dei casi registrati in Europa è quasi raddoppiato ed ha quasi raggiunto il milione. Questo significa che il 50% circa del peso globale rappresentato dal Covid-19 ricade su questa regione. Purtroppo oltre 84mila persone in Europa hanno perso la vita per il virus".

"Tra i dieci paesi della regione con il più alto numero di casi - aggiunge - sono arrivati segnali positivi da Spagna, Italia, Germania, Francia e Svizzera nelle ultime settimane. Ma i piccoli segnali positivi in alcuni paesi sono mitigati da costanti o accresciuti livelli di diffusione in altri paesi quali Regno Unito, Turchia, Ucraina, Bielorussia e Federazione russa".

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Sono 22.170 i morti in Italia nell’emergenza Coronavirus. Nelle ultime 24 ore hanno perso la vita altre 525 persone, per un totale di 22.170 dall’inizio della crisi. I dati sono stati forniti dalla Protezione Civile nel consueto punto stampa. I casi attualmente positivi sono 106.607, con un aumento di 1.189 unità nelle ultime 24 ore. Scende ancora il numero delle persone ricoverate con sintomi: sono 750 in meno rispetto a ieri, per un totale di 26.893.

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Continua inoltre a migliorare la situazione nei reparti di terapia intensiva dove si trovano attualmente 2.936 pazienti (-143). In isolamento domiciliare 76.778 persone. I guariti sono in tutto 40.164, di cui 2.072 nelle ultime 24 ore. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 168.941. In tutto, sono stati eseguiti 1.178.403 tamponi.

cms_17100/ARCURI_(2).jpg"Lavoriamo per fare in modo che entro l’inizio del prossimo mese siano a disposizione 150mila test con cui su tutto il territorio nazionale avvieremo una prima ondata di sperimentazione. L’auspicio è avere la migliore esperienza che c’è sul mercato e fare in modo che diventi il test utilizzato in tutto il Paese, costituendo uno dei pilastri fondamentali della prossima fase dell’emergenza, per capire quanti cittadini sono immuni a questo virus". Lo ha detto il commissario straordinario Domenico Arcuri al Tg1 parlando della procedura avviata per acquisire il test sierologico.

Riguardo alla ripartenza, "gli uffici del commissario e la Protezione civile sono pronti. Non c’è un problema né di dotazione di dispositivi né di apparecchiature. Se e quando la ripartenza ci sarà noi sapremo rispondere come oramai da qualche settimana facciamo" ha sottolineato.

"Anche la app per il cosiddetto contact tracing sarà un altro pilastro importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza - ha spiegato Arcuri - anche in questo caso stiamo lavorando con il ministero dell’Innovazione e con la Presidenza del Consiglio per cominciare una sperimentazione che contiamo possa essere avviata in alcune regioni pilota per progressivamente estendere la facoltà volontaria, ma speriamo massiccia, dei nostri cittadini a sopportare e supportare questo sistema di tracciamento dei contatti che ci serve a evitare che l’emergenza si possa ripresentare".

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