Oltre 154mila morti nel mondo. Ranieri Guerra (Oms): "Inevitabili nuovi micro-focolai"

Sono 23.227 i morti in Italia. Iss: "Per 40% morti in Rsa tampone positivo o sintomi Covid"

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Sono oltre 154mila i morti nel mondo a causa del nuovo coronavirus e più di 3 milioni 550mila casi. Questi gli ultimi dati della Johns Hopkins University.

Gli Stati Uniti detengono il triste primato mondiale per la diffusione del coronavirus, con oltre 700mila casi e più di 37mila morti. Segue l’Italia (con 22.745 decessi), terza la Spagna con 20mila morti.

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Occorre "rafforzare" la medicina del territorio "che deve essere in grado di intervenire sui micro-focolai epidemici che sicuramente si riapriranno data la trasmissione comunitaria che è ancora sostenuta. Focolai che devono essere estinti immediatamente per evitare la montata epidemica che abbiamo visto nel settimane scorse". Lo ha affermato Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, a RaiNews24.

"Ci sono dei prerequisiti che devono essere soddisfatti, altrimenti è molto rischioso procedere a una riapertura senza criteri - ha sottolineato - Il primo è l’interruzione della catena di trasmissione del virus. E qui siamo in una situazione abbastanza distribuita nelle Regioni, ma è tutto da verificare. C’è un punto cruciale: il rafforzamento del territorio. La capacità dei dipartimenti di prevenzione, dei medici di famiglia, di tutto quello che è il tessuto sanitario extra-ospedaliero, che deve essere capace di tracciare immediatamente i sospetti e diagnosticare subito anche con un tampone fatto a domicilio in maniere molto aggressiva".

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Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 482 decessi, per un totale di 23.227 dall’inizio della crisi. I casi attualmente positivi sono 107.771, con un incremento di 809 unità rispetto a ieri quando si era registrato l’aumento minore (+355) dal 2 marzo scorso. Scende ancora il numero delle persone ricoverate con sintomi: sono 779 in meno rispetto a ieri, per un totale di 25.007. La situazione migliora anche nei reparti di terapia intensiva dove si trovano attualmente 2.733 pazienti (-79).

In isolamento domiciliare 80.031 persone. I guariti sono in tutto 44.927, di cui 2.200 nelle ultime 24 ore. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 175.925 (+3.491). In tutto, sono stati eseguiti 1.305.833 tamponi.

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"Complessivamente più del 40% dei residenti deceduti nelle Rsa aveva sintomi riconducibili all’infezione o il tampone positivo". Lo ha spiegato Graziano Onder, direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) illustrando l’indagine sui decessi nelle Rsa durante le conferenza stampa all’’Iss.

"Questa indagine ha interessato complessivamente strutture che ospitano in totale 80mila residenti - ha ricordato Onder -. Non ci sono stime reali in Italia dei residenti nelle Rsa, alcune dicono 280mila, quindi la survey copre circa un terzo e un quarto della popolazione di tutte le Rsa italiane. La distribuzione è maggiore nel Nord Italia. Abbiamo chiesto alle strutture quanti decessi sono stati registrati dal 1 febbraio ad oggi (15 aprile). Le informazioni - ha concluso - che ci sono state date riguardano tra i 6-7mila decessi, un campione tra il 7-8% di tutti i residenti. Abbiamo chiesto poi quanti di questi avessero un tampone positivo (circa un migliaio) e quanti i sintomi riconducibili al Covid-19 o simil influenzali".

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