Oltre 16milioni i contagi e quasi 650mila i morti. Il Coronavirus non si ferma. Oms:"Virus sta accelerando".

In Italia le vittime salgono a 35.112. Zangrillo: "Virus inesistente? Toni sbagliati, ma nessuno mi ha contraddetto"

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Sono quasi 650mila (648.966) i decessi da coronavirus nel mondo, con 16.264.048 casi accertati di contagio. E’ questo l’ultimo bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University, che dall’inizio della pandemia tiene un conteggio costantemente aggiornato delle infezioni e delle vittime del Covid-19. Il Paese più colpito sono sempre gli Stati Uniti, con 4.234.140 casi positivi e 146.935 decessi, seguiti dal Brasile, con 2.419.091 contagi e 87.004 morti.

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Se in Cina i cali sono in aumento, negli Usa sembrerebbero diminuire. In Australia è record di contagi e salgono anche ad Hong Kong, dovei si corre ai ripari. Preoccupante il vertiginoso aumento di casi in India nel corso delle ultime 24 ore.

CINA

In Cina sono stati riportati 61 nuovi casi di coronavirus, 57 dei quali trasmessi localmente. Lo riferisce la Commissione sanitaria nazionale spiegando che la provincia occidentale di Xinjiang, dove all’inizio di luglio era stato segnalato un focolaio, ha confermato 41 positivi nel capoluogo Urumqi. Nel nordest della Cina, nelle province di Liaoning e Jilin, sono stati segnalati rispettivamente 14 e due casi. Nessun nuovo caso, invece, a Hubei, da dove è partita la pandemia.

USA

Cala la curva dei contagi negli Stati Uniti, dove secondo gli ultimi dati forniti dalla Johns Hopkins University si sono registrati 55.187 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Un dato inferiore rispetto agli oltre 60mila confermati negli ultimi giorni. Per quanto riguarda i decessi, sono 518 le persone che nell’ultima giornata hanno perso la vita negli Usa a causa di complicazioni legate al Covid-19. Il Paese maggiormente colpito dal coronavirus al mondo conta al momento 4.229.624 contagi e 146.909 decessi.

AUSTRALIA

Nonostante le misure restrittive adottate, nello stato australiano di Victoria è record di contagi, con 532 nuovi casi e sei decessi. Melbourne, la capitale dello stato, è a metà delle sei settimane di lockdown imposte dalle autorità, ma a causa dei nuovi contagi si teme che le misure contenitive possano essere prorogate. Secondo gli esperti, l’ondata di contagi dipenderebbe dai comportamenti irresponsabili di molte persone che si son o recate al lavoro nonostante la malattia o non hanno seguito le regole dell’autoisolamento. Come riporta la Bbc, anche le autorità del vicino New South Wales sono alle prese con vari focolai, legati ad alcuni ristoranti e pub di Sydney, dove oggi sono stati registrati 17 nuovi casi.

HONG KONG

Nuove misure restrittive a Hong Kong, per fronteggiare la terza ondata del coronavirus , che ha visto registrare centinaia di nuovi casi. Le nuove misure approvate dal Consiglio esecutivo nel corso di una riunione straordinaria impongono uno stop ai ristoranti e l’obbligo di indossare la mascherina in tutti gli spazi pubblici, sia al chiuso che all’aperto. Le nuove misure entreranno in vigore mercoledì. Le autorità sanitarie hanno registrato oggi quasi 140 nuovi casi e il 20esimo decesso legato al Covid-19. Gli esperti hanno attribuito la nuova ondata di contagi ad alcune falle nelle regole per gli ingressi, che consentono ad alcune categorie di viaggiatori provenienti dalla Cina di evitare i test e la quarantena.

GERMANIA

In Germania sono stati confermati altri 340 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Robert Koch Institute, l’agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l’andamento della pandemia nel Paese. Viene così aggiornato a 205.609 il totale delle persone contagiate, mentre si confermano 9.118 le persone che hanno perso la vita per complicanze legate all’infezione, nessuna nell’ultima giornata.

INDIA

Sono quasi 50mila i nuovi casi di coronavirus registrati in India nelle ultime 24 ore, il numero più alto registrato in un giorno nel Paese dallo scoppio della pandemia. E’ quanto riferisce il ministero della Sanità di Nuova Delhi, segnalando 49.931 nuovi casi e aggiornando a 1.435.453 il totale dei contagiati. E’ invece salito a 32.771 il numero delle persone che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19, 708 in più rispetto a ieri.

COREA DEL SUD

Le autorità sanitarie della Corea del Sud hanno segnalato altri 25 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, aggiornando a 14.175 il totale delle persone contagiate, e affermando che non ci sono prove che il caso segnalato nella Corea del Nord sia in quale modo collegato con Seul. Come si legge sull’agenzia di stampa Yonhap riferendosi all’uomo positivo al Covid-19 che avrebbe varcato illegalmente il confine e che sarebbe il primo caso ufficialmente confermato da Pyongyang. Le autorità sanitarie di Seul non hanno però trovato alcuna conferma del collegamento. ’’La persona non era registrata come un paziente Covid-19, né era entrata in contatto con persone positive’’, ha detto il funzionario sanitario Yoon Tae-ho in un punto stampa, come riporta la Yonhap.

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"Questo giovedì sono sei mesi da quando l’Oms ha dichiarato Covid-19 un’emergenza di sanità pubblica internazionale. Quando ho dichiarato l’emergenza di sanità pubblica internazionale il 30 gennaio - il più alto livello di allarme ai sensi del diritto internazionale - c’erano meno di 100 casi di Covid al di fuori della Cina e nessun decesso. Oggi sono quasi 16 milioni i casi segnalati all’Oms con oltre 640.000 decessi. E la pandemia continua ad accelerare". Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra.

"Nelle ultime 6 settimane, il numero totale di casi è quasi raddoppiato. Questa è la sesta volta che un’emergenza sanitaria globale è stata dichiarata ai sensi dei regolamenti sanitari internazionali, ma è di certo la più grave", ha aggiunto il Dg. "Covid-19 - ha ribadito Tedros - ha cambiato il nostro mondo. Ha riunito persone, comunità e nazioni e le ha separate. Ha dimostrato di cosa sono capaci gli esseri umani, sia positivamente che negativamente. Abbiamo imparato moltissimo e stiamo ancora imparando. Come richiesto dal Regolamento sanitario internazionale - ha aggiunto - riunirò il Comitato di emergenza entro questa settimana per rivalutare la pandemia e consigliarmi di conseguenza".

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cms_18456/Min_Sanita_ISS.jpgAltri 5 morti per coronavirus in Italia. Le vittime, dall’inizio dell’emergenza, sono 35.112. Lo rende noto il ministero della Salute. I nuovi casi registrati sono 170 , un numero inferiore a quello dei giorni precedenti. In totale i contagiati dall’inizio dell’emergenza sono 246.286. I guariti nelle ultime 24 ore sono 147 e portano il totale a 198.593.

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"Stigmatizzo questa polarizzazione, questo far emergere che ci possa essere divergenza di vedute fra addetti ai lavori, che in questa vicenda sono prevalentemente medici, ma anche tanti biologi, statistici, qualche veterinario e qualche epidemiologo. L’importante è che tutti coloro che parlano posseggano l’argomento. E possedere l’argomento significa comportarsi con ottimismo e buonsenso, evitando estremismi in un senso o nell’altro". E’ l’invito rivolto da Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione all’Irccs San Raffaele di Milano, intervenuto oggi al convegno in Senato ’Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti’, dove la partecipazione di alcuni specialisti aveva suscitato polemiche all’interno della comunità scientifica.

Tornando sulla "famosa frase che non mi è sfuggita, anche se è stata oggetto di speculazioni, le più varie", cioè che "il virus clinicamente è inesistente", Zangrillo ci tiene a "chiarire un’ultima volta: probabilmente ho sbagliato nei toni, chiedo scusa. Ma nessuno è riuscito a contraddirmi e fortunatamente", con i colleghi del San Raffaele, "continuiamo ad assistere a questo tipo di situazione, a questo tipo di evidenza. Dobbiamo convivere con il virus".

"Voglio che sia chiaro a tutti - sottolinea - che esiste un’enorme differenza fra contagio e malattia. Tutti i contagi che stiamo contando ogni giorni in Italia, fortunatamente non sono in grado di produrre una malattia con clinica tale da portare la persona in ospedale o, peggio, in terapia intensiva. Speriamo che la situazione si confermi tale".

Una speranza, per l’esperto, "non in contrasto" con quanto sta succedendo Oltreoceano. "Il nostro Ssn non è paragonabile a quello americano, brasiliano, messicano: sono state date linee guida corrette per poter tracciare, isolare, identificare eventuali focolai e trattarli con tempestività. Gli italiani hanno dimostrato di essere un popolo responsabile. Un atteggiamento responsabile che tutti noi dobbiamo continuare ad avere, ma prima di tutto l’autorità governativa sanitaria, perché non esiste solo Sars-Cov-2".

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