Oltre 190mila le vittime nel mondo.

In Italia decessi, secondo i dati della Protezione Civile, sono 25969.Iss: "Gran parte infezioni in Rsa, poi in famiglia"

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Sono più di 2,7 milioni le persone contagiate dal Covid-19 nel mondo e oltre 190mila le persone che hanno perso la vita dopo aver contratto l’infezione. Ad aggiornare il bilancio è la Johns Hopkins University, parlando di 2.708.885 casi confermati e 190.858 vittime. Sono invece 4.660.250 le persone che sono guarite dal coronavirus a livello globale.

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Quasi 26mila morti in Italia per coronavirus. I decessi, secondo i dati della Protezione Civile, sono 25969. Rispetto a ieri sono state registrate altre 420 vittime. I casi attualmente positivi sono 106527, vale a dire 321 in meno di ieri. I guariti in totale sono 60498, con un incremento di 2922 unità nelle ultime 24 ore. Scende il numero dei pazienti ricoverati: ora sono 22068, con un calo di 803. Diminuiscono anche quelli in terapia intensiva, sono 2173 (-94). In isolamento domiciliare 82286 persone.
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"La gran parte delle infezioni si verificano fondamentalmente dove si concentrano sostanzialmente le persone anziane e i disabili, poi c’è il livello familiare, quindi le strutture sanitarie e il livello lavorativo". Lo ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), durante la conferenza stampa all’Iss su ’Covid-19, analisi dell’andamento epidemiologico e aggiornamento tecnico-scientifico’.

Secondo uno studio preliminare condotto dall’Iss su circa 4.500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile, "il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro".

"La curva" epidemica "mostra che si riducono i sintomatici", e questo "un po’ dappertutto", ha evidenziato poi Brusaferro aggiungendo: "Si riduce anche la quota di pazienti critici", e "sta crescendo l’uso dei tamponi sul territorio andando a intercettare precocemente i casi". Tanto che "sta crescendo la quota di pazienti paucisintomatici o asintomatici".

Ma "anche nelle zone a bassa circolazione del virus ci sono comunque dei focolai, come nel Lazio, in Calabria, in Sicilia: globalmente l’intensità di circolazione si è molto ridotta, ma rimane la circolazione del virus", ha sottolineato i il presidente dell’Iss. "Questo è il motivo per cui anche quando parliamo di allentare alcune misure - ha aggiunto - si esprime sempre la cautela e la necessità di muoversi passo passo, perché la situazione epidemiologica è nettamente migliorata ma non possiamo ignorare che il virus continua a circolare. Dobbiamo muoverci in maniera cauta, con misure progressive e con un continuo monitoraggio nel momento della riapertura perché la situazione è differenziata nel paese".

"Da aprile aumenta il numero delle donne contagiate", ha fatto sapere ancora Brusaferro. Quanto ai decessi "l’età media delle donne è più elevata, e si conferma il fatto che le donne muoiono meno rispetto ai maschi nel nostro Paese".

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