Oltre 263mila morti nel mondo.

Sono 29.958 i decessi in Italia dall’inizio della crisi. Brusaferro: "Curva contagi in calo, ma è ancora fase epidemica"

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Sono più di 263mila le persone che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19 nel mondo e oltre 3,7 milioni quelle contagiate. Sono dati della Johns Hopkins University, che parla di 263.831 vittime a livello globale e di 3.755.341 casi.

In Europa, il Paese più colpito in termini di morti è la Gran Bretagna con 30.150 decessi, mentre per quanto riguarda i contagi il numero maggiore si registra in Spagna, dove si contano 220.325 casi.

Negli Usa le vittime sono 73.431 e 1.228.603 le persone contagiate dal Covid-19

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cms_17395/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 29.958 i morti in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 274 decessi, per un totale di 29.958 dall’inizio della crisi. Continua a calare il numero delle persone attualmente positive, in tutto 89.624 con una diminuzione di 1.904 rispetto a ieri. Si contano inoltre 3.031 guariti nelle ultime 24 ore, per un totale di 96.276. I ricoverati con sintomi scendono a 15.174 (-595), i pazienti in terapia intensiva sono 1.311 (-22). In isolamento domiciliare si trovano 73.139 persone. I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 215.858 (+1.401). In tutto sono stati eseguiti 2.381.288 tamponi, i casi testati sono 1.563.557.

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"Siamo ancora nella fase epidemica, il numero decrescente dei casi è positivo e frutto delle misure adottate ma ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e stimiamo che la situazione del virus è presente nel Paese. Questo deve farci adottare tutte le misure per non far riprendere la curva" dei contagi. Lo ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in audizione in Commissione Affari sociali della Camera, sulle iniziative volte al monitoraggio dei contatti interpersonali nell’ambito delle misure di sanità pubblica legate al contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

"Conoscere quante sono le persone immuni è importante. Oggi sappiamo che la percentuale è molto bassa, con delle variazioni tra Regioni, ma globalmente siamo molto lontani dal 70-80%, che sono le soglie della cosiddetta immunità di gregge. Un obiettivo che si potrà raggiungere solo quando arriverà il vaccino", ha aggiunto.

"Dovremo convivere con il virus nei prossimi mesi: verosimilmente prima dell’inizio del prossimo anno sarà molto difficile avere un vaccino in grado di garantire la copertura a tutti gli italiani che ne avranno bisogno", ha continuato, per poi passare alle app per la tracciabilità dei contatti: "Le ’app’ possono riportare immediatamente le persone che hanno avuto un contatto con i positivi e possono tracciarlo e registrarlo nelle ultime 48 ore. Questa funzione facilita l’opera di chi dopo deve fare l’intervista, ma non può sostituire chi deve fare le interviste, sono gli operatori a poter ricostruire la storia recente e la modalità con cui è avvenuto il contatto" con un caso di Covid-19. In questo senso va il potenziamento degli operatori previsto dall’ultimo decreto del ministro della Salute, per il "monitoraggio stretto di quanto avviene a livello nazionale e soprattutto regionale, per intercettare precocemente eventuali focolai che possano poi facilitare la diffusione del virus".

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