Oltre 3,5 milioni di casi nel mondo. Oms: "Se Usa hanno dati su origine non naturale virus li condividano"

In Italia 29.079 decessi dall’inizio dell’emergenza. Gismondo: "Contagi risaliranno, mezzi pubblici punto debole"

Coronavirus_24_3_2020.jpg

cms_17355/johns-hopkins-university-1580683593.jpg

Sono più di tre milioni e mezzo le persone che sono state contagiate dal Covid-19 nel mondo. Lo rende noto la Johns Hopkins University, parlando di 3.506.924 positivi. E’ invece salito a 247.473 il numero delle persone decedute a livello globale dopo aver contratto il coronavirus.

Più di sette milioni sono invece le persone giudicate guarite dopo aver contratto l’infezione, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University.

cms_17355/1_(2).jpg

"Il coronavirus è di origine naturale, è una zoonosi, come accaduto in passato con Ebola e la Sars. Ma se gli Stati Uniti hanno dati differenti, l’Organizzazione mondiale della sanità incoraggia a condividerli". Lo ha sottolineato Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle dichiarazioni arrivate da Oltreoceano, in base alle quali il coronavirus sarebbe sfuggito per errore da un laboratorio cinese.

L’esperto ha ricordato gli studi scientifici che hanno analizzato le sequenze genetiche del virus, concludendo che Sars-Cov-2 ha origine naturale. Ma "c’è ancora un vuoto: non conosciamo con certezza tutti i passaggi" dagli animali all’uomo, ha aggiunto Ryan riferendosi all’ospite intermedio del microrganismo. "Si tratta di informazioni importanti" anche per lo studio di farmaci e vaccini.

cms_17355/1.jpg

"Nessuno di noi può accettare un mondo in cui alcune persone sono protette da Covid-19 mentre altre no. Tutti dovrebbero essere protetti. Nessuno di noi è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro", ha detto invece il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando comunque "la velocità" con cui corre la ricerca contro il nuovo coronavirus.

In particolare, ha evidenziato l’organizzazione in una nota, "gli africani meritano di usare medicinali testati secondo gli stessi standard riservati alle persone nel resto del mondo. Anche se le terapie derivano dalla pratica tradizionale e naturale, è fondamentale stabilire la loro efficacia e sicurezza attraverso rigorosi studi clinici". L’Oms accoglie "con favore le innovazioni in tutto il mondo tra cui il riutilizzo di farmaci, le medicine tradizionali e lo sviluppo di nuove terapie nella ricerca di potenziali trattamenti per Covid-19".

L’Oms inoltre "riconosce che l’Africa ha una lunga storia di medicina tradizionale e professionisti che svolgono un ruolo importante nel fornire assistenza alle popolazioni. Le piante medicinali come l’Artemisia annua sono considerate possibili trattamenti per Covid-19 e devono essere testate per l’efficacia e gli effetti collaterali negativi".

cms_17355/OMS.jpgL’Oms sta lavorando con istituti di ricerca per "selezionare prodotti di medicina tradizionale che possono essere studiati per l’efficacia clinica e la sicurezza per il trattamento Covid-19". "Poiché sono in corso sforzi per trovare un trattamento -ha proseguito l’agenzia- è necessario prestare attenzione alla disinformazione, in particolare sui social media, sull’efficacia di alcuni rimedi. Molte piante e sostanze vengono proposte senza i requisiti minimi e le prove di qualità, sicurezza ed efficacia.

L’uso di prodotti non indagati in modo approfondito per il trattamento di Covid-19, può mettere in pericolo le persone, dare un falso senso di sicurezza e distrarle dal lavaggio delle mani e dal distanziamento fisico che sono punti cardine della prevenzione contro la malattia e possono anche aumentare l’automedicazione e i rischi per la sicurezza del paziente".

cms_17355/4.jpg

cms_17355/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono meno di 100mila gli italiani attualmente positivi al Coronavirus. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile i malati sono in tutto 99.980, in calo di 199 unità rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore hanno perso la vita 195 persone, per un totale di 29.079 decessi dall’inizio dell’emergenza. I guariti sono complessivamente 82.879, in aumento di 1.225.

Calano ancora i ricoverati con sintomi (16.823, -419) e i pazienti in terapia intensiva (1.479, -22). In isolamento domiciliare si trovano 81.678 persone. I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 211.938 (+1.221). In tutto sono stati eseguiti 2.191.403 tamponi, i casi testati sono 1.479.910.

cms_17355/bilancio_0405.jpg

cms_17355/maria-rita-gismondo.jpg

L’augurio d’obbligo è "speriamo di farcela". Ma nel ’D-day’ della fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia i timori non possono mancare: "Sento che le aziende che stanno ripartendo sono molto attente", e almeno sulla carta "tutti hanno capito che non attenersi alle misure di sicurezza significa farsi del male". Sono però "i trasporti pubblici" la "grossa preoccupazione" di Maria Rita Gismondo, che nei laboratori di Microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano il dramma Covid-19 l’ha visto nascere e in quel padiglione 62 continua a passare i suoi giorni. E’ lì che di prima mattina risponde anche oggi: dobbiamo attenderci una risalita fisiologica dei contagi? "Sì, è probabile che ci sia un’inversione di rotta. Ma intervenendo tempestivamente - rassicura parlando all’Adnkronos Salute - non ritorneremo al punto zero".

Obbligo di guanti e mascherine, sedili alternati, bollini segnaposto per terra, la raccomandazione stringente di aspettare il vagone successivo se quello che passa è un po’ troppo pieno. Il nuovo ’bon ton’ dei mezzi pubblici è scritto, ma "io resto preoccupata - ripete la direttrice di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze del Sacco - Non credo che la gente possa osservare sui trasporti la misura consigliata di almeno un metro di distanza dagli altri. E’ vero che si è sviluppata più consapevolezza e che la responsabilità personale è maturata - ammette l’esperta - però ci sarà anche la paura di non arrivare in tempo al lavoro, il timore di perderlo, e la preoccupazione è che tra dubbi vari le persone finiscano per derogare alle misure di sicurezza e che in troppi si ritrovino l’uno accanto all’altro. Mi auguro di no, ma questo - insiste - è veramente il punto debole nelle grandi città".

"La preoccupazione maggiore è per la Lombardia dove ancora i livelli" di contagio "non sono di massima sicurezza", osserva Gismondo. "Ovviamente conosciamo molto meglio la situazione, sappiamo molto di più su questo virus" e "tutti abbiamo gli elementi informativi per comportarci bene". La speranza è quindi che, "intervenendo tempestivamente con tamponi e isolamenti mirati non invertiremo mai la rotta fino a tornare al punto zero. La cosa importante - avverte la microbiologa - è che ci sia una grandissima attenzione sugli eventuali sintomi, sugli eventuali nuovi casi positivi, perché solamente intercettandoli subito non avremo nuovi focolai".

International Web Post

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App