Oltre 4,5 mln di casi nel mondo. Parlare ad alta voce può trasmetterlo: lo studio

Italia 153 morti nelle ultime 24 ore. Vaia:"Abbassare guardia sarebbe delitto"

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Sono più di quattro milioni e mezzo le persone contagiate dal coronavirus nel mondo. Lo ha reso noto la Johns Hopkins University, parlando di 4.542.752 contagi a livello globale. Sono invece 307.696 le persone che hanno perso la vita nel mondo a causa di complicanze legate al Covid-19.

A essere maggiormente colpiti sono gli Stati Uniti, con 1.443.188 contagiati e 87.559 morti.

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Parlare ad alta voce, in spazi chiusi magari ristretti, può contribuire a diffondere il coronavirus? La risposta sarebbe sì, secondo un nuovo studio pubblicato su Pnas, che ha analizzato il ruolo delle goccioline emesse, parlando, da casi asintomatici di Covid come uno dei veicoli, sempre più probabile, di trasmissione della malattia. Lo studio prova la tesi già emersa in un precedente lavoro.

I ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK) e dell’università della Pennsylvania hanno utilizzato un laser verde altamente sensibile per tracciare le ’droplets’, le goccioline di fluido orale: nello studio una persona che parla da alta voce ne emette migliaia al secondo, per la precisione 2.600. L’equipe ha chiesto a un volontario di pronunciare ripetutamente la frase ’Stay healthy’ (resta sano) in una scatola per 25 secondi. Parole scelte perché il tono in cui vengono dette è normalmente alto.

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cms_17523/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgDecessi di nuovo in calo, dopo due giorni oltre quota 200, e malati in diminuzione nell’emergenza Coronavirus in Italia. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile nelle ultime 24 ore ci sono state 153 vittime, per un totale di 31.763 dall’inizio della crisi. Gli attualmente positivi sono in tutto 70.187, con una diminuzione di 1.833 unità rispetto a ieri. In calo anche i ricoverati con sintomi (10.400, -392) e i pazienti in terapia intensiva (775, -33). In isolamento domiciliare si trovano ancora 59.012 persone. Nelle ultime 24 ore i guariti sono invece aumentati di 2.605 unità, portando il totale a 122.810. Dall’inizio della crisi si sono registrati 224.760 casi totali, in aumento di 875 da ieri. In tutto sono stati eseguiti 2.944.859 tamponi, i casi testati sono 1.899.767.

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"In questa seconda fase guai a tornare indietro con l’attenzione alle misure igieniche e di distanziamento che abbiamo messo in campo fino ad oggi, sarebbe un delitto perché è una momento delicatissimo. E’ importante riaprire ma occorre farlo con cautela osservando il massimo della precauzione". Lo sottolinea il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma Francesco Vaia, tornando sull’accordo tra Regioni e Governo per le linee guida della fase 2.

"Credo che sia necessario porre attenzione a due settori in particolare, la scuola e i trasporti. Sono oggi fonte di preoccupazione per la comunità e metterli in sicurezza - chiarisce Vaia - da un punto di vista strutturale e di risorse umane, significa prevenire i rischi che potranno manifestarsi a settembre con la riapertura delle scuole. Penso, ad esempio, a personale formato che possa accompagnare gli studenti nelle mettere in pratica tutte le misure di prevenzione anti-Covid".

Il trend in discesa dei casi nel Lazio e a Roma "è anche merito dei cittadini che si sono applicati con serenità e severità nel rispettare le regole. Hanno capito che applicando le misure varate dal Governo i risultati sarebbero arrivati. E poi è stato importante anche il ruolo dei media che hanno intuito benissimo che dovevano amplificare i messaggi positivi. Ecco, queste interconnessioni tra cittadini, professionisti della comunicazione e il grande lavoro degli operatori sanitari, hanno salvato Roma e il Lazio", ha detto ancora il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani dove in questo momento sono ricoverati "104 pazienti, di cui 57 positivi al Covid-19 e 47 sottoposti ad indagini". "Sono 9 i pazienti che necessitano di supporto respiratorio - proseguono i medici - I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono, a questa mattina, 436". Sulla possibilità di arrivare presto a ’zero’ nella casella dei nuovi ricoveri, Vaia con una battuta risponde che "l’ultimo paziente chiuderà la porta del Covid-Hospital".

"Noi abbiamo capito tante cose dal 29 gennaio, quando ricoverammo allo Spallanzani la coppia cinese positiva - ricorda - Abbiamo isolato il virus e capito quale era la terapia più giusta per aggredirlo, stiamo sperimentando dei farmaci e la terapia del plasma da donatore. Poi c’è il lavoro sul vaccino ’made in Italy’ che stiamo portando avanti. Ci siamo accorti - conclude il direttore sanitario - che la popolazione più colpita è quella degli anziani e ci siamo ripromessi che nessuno resterà indietro e a tutti deve essere data la possibilità di cura".

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