Oms: "Avvertiti tutti i Paesi il 5 gennaio"

In Italia 17669 i decessi dall’inizio dell’emergenza. Ranieri Guerra (Oms): "Difficile pensare di riaprire ora"

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"Il 5 gennaio, l’Oms ha notificato ufficialmente a tutti gli Stati membri questo nuovo focolaio e pubblicato una notizia sull’epidemia sul nostro sito web". A ricordarlo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in conferenza stampa a Ginevra su Covid-19, durante la quale ha voluto ripercorrere quanto fatto dall’Oms contro la pandemia di Covid-19.

"Il 10 gennaio - ha aggiunto - abbiamo pubblicato un pacchetto completo di linee guida per i paesi su come rilevare, testare e gestire potenziali casi e proteggere gli operatori sanitari. Lo stesso giorno, abbiamo convocato il nostro gruppo consultivo strategico e tecnico sui pericoli infettivi per esaminare la situazione. Abbiamo collaborato con i giornalisti sin dall’inizio, rispondendo alle richieste dei media 24 ore su 24. Abbiamo convocato il comitato di emergenza il 22 gennaio e ancora una settimana dopo, dopo che i primi casi di trasmissione da uomo a uomo erano stati segnalati fuori dalla Cina e dopo aver dichiarato emergenza di rilevanza internazionale. A febbraio un team internazionale di nostri esperti ha visitato le province colpite in Cina per saperne di più sul coronavirus e per trarre lezioni per il resto del mondo".

"Domani saranno 100 giorni da quando l’Oms è stato informato dei primi casi di ’polmonite con causa sconosciuta’ in Cina. È incredibile riflettere su come sia cambiato radicalmente il mondo, in così poco tempo", ha aggiunto.

Il Dg ha voluto oggi ripercorrere tutte le iniziative messe in campo dall’Oms in questi 100 giorni, evidenziando che "il 1° gennaio, poche ore dopo la notifica dei primi casi, l’Oms ha attivato il suo team di gestione delle emergenze, per coordinare la risposta a livello di sede centrale, regionale e nazionale" e l’impegno profuso per "preparare i Paesi" al meglio nei confronti di questa pandemia, anche con la collaborazione di media e social network, "raccogliendo fondi e distribuendo materiale protettivo" a centinaia di Paesi.

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Sono 542 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore. I dati sono stati forniti dalla Protezione Civile nel consueto punto stampa. Sono quindi 17669 i decessi in tutto il Paese dall’inizio dell’emergenza. Aumenta però anche il numero dei guariti, 2099 in un giorno per un totale di 26491. E continua a scendere il numero delle persone attualmente ricoverate: sono 233 in meno rispetto a ieri per un totale di 28485.

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cms_16978/5.jpgLa situazione è in miglioramento anche per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva: sono 3693, -99 nelle ultime 24 ore (il calo è arrivato al quinto giorno consecutivo). I casi attualmente positivi sono 95262 (+1195). Le persone in isolamento domiciliare sono 63084. In tutto sono stati eseguiti 807125 tamponi. I casi totali di Coronavirus dall’inizio dell’emergenza sono 139422.

"Oggi registriamo un nuovo record di guariti", ha evidenziato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, spiegando che "negli ultimi 10 giorni abbiamo registrato il 50% dei guariti dall’inizio dell’emergenza".

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"Aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile". Lo dice Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa alla Protezione Civile. Guerra sottolinea che "c’è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus". Si potrebbe ipotizzare a una riapertura "per classe di lavoro, tipologia geografica e classe di età, ma con un occhio ad una diminuzione marcata di questa curva che ancora non c’è".

"Non credo che il governo italiano voglia procedere alla riapertura senza pensare a questo rischio", evidenzia Guerra, che allontana l’ipotesi di un allentamento delle misure. "Per le decisioni del governo italiano bisogna chiedere al governo italiano, ma non credo che intenda proporre alcun tipo di azione che non sia ispirata dalla massima prudenza. E’ un momento in cui si inizia a vedere luce in alcune zone del paese, ma in altre zone la luce non c’è ancora e sono molto vicine. Il livello di allarme è tuttora massimo", sottolinea Guerra, per il quale "continuare con queste misure ci può portare all’abbattimento della curva" del contagio.

"La circolazione del virus in un certo modo è stata rallentata, ma può risalire in qualsiasi momento -ha concluso-. Rilasciare ora credo sia assolutamente deleterio e può vanificare tutti i sacrifici e le misure adottate. Siamo a un passo dal vedere una prospettiva di vittoria, ma non significa che abbiamo vinto. Al contrario, è il momento di serrare le fila. Continuare con le stesse misure avrà un’efficacia sempre maggiore. Comprendere l’eticità dello stare in casa e rimanere isolati penso sia fondamentale per continuare".

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