Oms: "Bene calo in Europa, preoccupa l’Africa". Oltre 1,6 milioni di casi nel mondo.

18800 morti in Italia. Brusaferro: "Curva decresce, segnale positivo"

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"A livello globale, quasi 1,5 milioni di casi confermati di Covid19 sono stati ora segnalati all’Oms, e oltre 92.000 decessi. La scorsa settimana abbiamo assistito a un gradito rallentamento in alcuni dei Paesi più colpiti in Europa, come Spagna, Italia, Germania e Francia. Allo stesso tempo, abbiamo visto un’accelerazione allarmante in altri Paesi". Lo afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in conferenza stampa a Ginevra sull’emergenza Covid-19."Voglio prendere un momento - ha proseguito - per evidenziare la situazione in Africa, dove stiamo assistendo alla diffusione del coronavirus nelle aree rurali. Ci sono focolai sparsi in più di 16 Paesi" africani.

I TEMPI - "So che alcuni Paesi stanno già pianificando la fase di transizione dalle misure che prevedono lo stare a casa. L’Oms vuole vedere le restrizioni revocate tanto quanto chiunque. Allo stesso tempo, una eliminazione di queste misure restrittive troppo rapida potrebbe portare a una rinascita mortale" del virus. "La discesa - fa notare - può essere pericolosa quanto la salita se non gestita correttamente"

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Sono più di 1,6 milioni i casi di coronavirus nel mondo. Gli ultimi dati della Johns Hopkins University parlano di 1.601.984 casi di Covid-19 a livello globale e di 95.731 morti con coronavirus. L’Italia resta il primo Paese per il triste bilancio di 18.729 morti confermato ieri, mentre gli Stati Uniti sono il primo Paese per numero di contagi, 466.033 stando alla Johns Hopkins University. Qui i decessi sono in totale 16.690, 1.783 dei quali registrati tra mercoledì e giovedì sera stando a un’analisi dei media americani sulla base dei dati in costante aggiornamento forniti dalla Johns Hopkins University.

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Sono 18849 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 570 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I guariti in totale sono 30455, con un incremento di quasi 2000 unità nelle ultime 24 ore. I casi attualmente positivi sono 98273 (+1396): in isolamento domiciliare 66534 persone, 28242 sono ricoverate e 3497 (-108), in terapia intensiva.

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"Il quadro di decrescita della curva epidemica rimane costante ed è positivo perché dimostra che le azioni sono efficaci nel rallentare la diffusione dell’epidemia nei diversi contesti dove la circolazione è diversa". A sottolinearlo il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in conferenza stampa a Roma.

"Il dato della Lombardia - spiega - conferma il trend di cui parliamo, anche il Piemonte è coerente rispetto al trend identificato, come in Veneto dove c’è un dato coerente, in Emilia Romagna, in Regioni del Centro come le Marche dove c’era il focolaio di Pesaro: anche in questo caso il trend che vediamo è decrescente. Lo stesso in Regioni del sud come Calabria e Basilicata. Il quadro quindi conferma il trend indicato nei giorni scorsi che ci dice che la curva sta calando. Ma i segnali positivi che stiamo vedendo in questi giorni - ammonisce Brusaferro - non devono farci abbassare la guardia: le azioni intraprese sono importanti ma non devono illuderci che la situazione si risolva. Queste misure di distanziamento e igiene personale sono essenziali se vogliamo far sì che una volta scesa la curva si mantenga" bassa.

"Il dato di letalità viene confermato prevalente nelle fasce di età sopra i 70 anni che sono quelle che pagano il dazio più elevato: l’età mediana dei pazienti deceduti è di 80 anni, soprattutto uomini (le donne sono il 32% e la comorbidità è molto presente: il 63% di chi è morto aveva più di 3 patologie", ha sottolineato poi Brusaferro per il quale i dati confermano che avviene "un effetto trascinamento molto lungo fra il contagio e il decesso, pari a 2-5 settimane: questo trascinamento è la ragione per cui vediamo ancora un numero importante di morti".

"La Pasqua è un momento familiare, di incontro, di condivisione, oltre che un momento religioso per tutti i credenti, dove di solito ci aggreghiamo. Purtroppo quest’anno non possiamo farlo, dovremo unirci nei sentimenti, nei cuori, negli affetti ma mantenendo il distanziamento sociale", ribadisce il presidente dell’Iss aggiungendo: "Il fatto che le curve scendono è un segnale positivo e ci fa auspicare che possiamo controllare questa epidemia, ma lo possiamo fare solo se ci distanziamo. I punti essenziali sono che il numero dei contagi non deve superare l’R0 uguale a 1 e questo è l’obbiettivo prioritario, altrimenti la curva riparte e nessuno di noi vuole questo. Il distanziamento sociale, l’igiene personale e vorrei enfatizzare anche tutto il tema del contatto, del lavaggio delle mani e dell’attenzione a come ci muoviamo e negli ambienti. La sfida sarà riorganizzare la nostra vita con queste misure". "Non bisogna assolutamente deflettere dalle misure messe in campo fino a oggi con il dato premiante di avere evitato che in alcune regione si ripetesse quanto accaduto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto", ha aggiunto.

"Le mascherine certamente sono importanti ma da sole non sono sufficienti a proteggere. Devono fare parte di un insieme di misure", ha concluso Brusaferro.

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