Oms: "Chi trova terapia fornisca brevetto per produzione generici". Il virus non se ne è andato, pronti a nuovi focolai"

Le vittime in Italia sono 33.229. Iss: nessuna situazione critica. Brusaferro: "Rischio seconda ondata in autunno"

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"Attraverso questa iniziativa, invitiamo aziende o governi che sviluppano un trattamento terapeutico efficace a fornire il brevetto al Medicines Patent Pool, che poi lo concederebbe in licenza ai produttori di generici". Così il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, al lancio ufficiale dell’iniziativa ’Pool di accesso tecnologico Covid-19’ a Ginevra.

"Covid-19 - afferma il Dg Oms - ha messo in evidenza le disuguaglianze del nostro mondo. Ma ci offre anche l’opportunità di colmare tali disuguaglianze e costruire un mondo più giusto, un mondo in cui la salute non è un privilegio per pochi, ma un bene comune. Gli strumenti per prevenire, rilevare e trattare Covid-19 sono beni pubblici globali che devono essere accessibili a tutti. La scienza ci sta offrendo soluzioni, ma per far funzionare queste soluzioni per tutti abbiamo bisogno di solidarietà".

cms_17693/OMS.jpgIl Coronavirus "non se ne è andato" e con l’intensificarsi degli spostamenti delle persone bisogna prepararsi "a nuove ondate che si propagheranno molto velocemente", dobbiamo essere pronti al fatto che "si svilupperanno rapidamente nuovi focolai". L’avvertimento arriva dall’inviato speciale per il Covid-19 dell’Oms, David Navarro, intervenuto al programma della Bbc Radio’s 4 Today. In vista dell’allentamento delle restrizioni bisognerà continuare ad osservare il distanziamento fisico il più possibile ed isolarsi immediatamente in caso di infezione, ha poi raccomandato.

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Altri 87 morti in Italia per coronavirus. In totale, dall’inizio dell’emergenza, le vittime sono 33.229 secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I casi attualmente positivi sono 46.175, con un calo di 1811 rispetto a ieri. In isolamento domiciliare 38.606 persone. Quelle ricoverate con sintomi sono 7094, mentre i pazienti in terapia intensiva sono 475.

cms_17693/bilancio_2905.jpg

cms_17693/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgNell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus sul nostro territorio, a oggi, riportano i dati della Protezione Civile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 232.248, con un incremento rispetto a ieri di 516 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 46.175, con una decrescita di 1.811 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 475 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 14 pazienti rispetto a ieri. 7.094 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 285 pazienti rispetto a ieri. 38.606 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 152.844, con un incremento di 2.240 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 22.683 in Lombardia, 5.658 in Piemonte, 3.564 in Emilia-Romagna, 1.849 in Veneto, 1.255 in Toscana, 994 in Liguria, 3.163 nel Lazio, 1.352 nelle Marche, 986 in Campania, 1.283 in Puglia, 410 nella Provincia autonoma di Trento, 1.137 in Sicilia, 323 in Friuli Venezia Giulia, 770 in Abruzzo, 154 nella Provincia autonoma di Bolzano, 31 in Umbria, 190 in Sardegna, 19 in Valle d’Aosta, 159 in Calabria, 162 in Molise e 33 in Basilicata. Si segnala, inoltre, che la Regione Marche ha effettuato un ricalcolo del numero dei deceduti decurtandone 11 che non risultano classificabili come Covid-19.

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"Al momento in Italia non vengono riportate situazioni critiche relative all’epidemia di Covid-19". Lo rivela il monitoraggio degli indicatori per la cosiddetta Fase 2 nella settimana tra il 18 e il 24 maggio, eseguito dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute.

"Nel Paese continuano a essere rafforzate a livello regionale politiche di testing e screening in modo da identificare il maggior numero di casi realizzando azioni di isolamento e quarantena/monitoraggio dei contatti stretti (ovvero realizzando la strategia ’test-track-trace’). Nonostante questo abbia aumentato la sensibilità dell’accertamento diagnostico, nella pressoché totalità delle Regioni e Province autonome il trend settimanale dei nuovi casi diagnosticati per data di diagnosi/prelievo è in diminuzione e gli indici di trasmissibilità (Rt) sono al di sotto di 1".

"Per quanto riguarda la stima dell’Rt, si sottolinea che quando il numero di casi è molto piccolo, alcune Regioni possono avere temporaneamente un Rt superiore a 1 a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo rappresenti un elemento preoccupante", evidenzia l’Iss."Le misure di lockdown in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Covid-19 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/Province autonome".

"Si raccomanda cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare per frequenza ed entità il movimento di persone sul territorio nazionale" evidenzia il report dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute. "Al momento in Italia non vengono riportate situazioni critiche relative all’epidemia di Covid-19".

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"Più ci si avvicina all’autunno, più si può andare incontro ad una maggiore diffusione: l’ipotesi di una seconda ondata è legata a questa caratterizzazione. E’ un dato obiettivo, in autunno aumenta la probabilità di trasmissione: cambia il clima e rimaniamo maggiormente in ambienti confinati". E’ un passaggio dell’audizione di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in Commissione Bilancio.

"Il Comitato tecnico scientifico deve mettere in campo tutti gli scenari possibili. L’autunno è la stagione in cui le infezioni delle alte vie respiratorie si diffondono, è la stagione in cui raccomanda la vaccinazione antinfluenzale. Per gli scenari che possiamo immaginare, una patologia" come quella legata al coronavirus "si può maggiormente diffondere" e si può creare "confusione con altre sintomatologie di tipo respiratorio", osserva.

"Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione, siamo in discesa e in una fase di controllo che richiede un’attenzione particolare. Bisogna identificare precocemente i casi sospetti che vanno isolati. Sono raccomandazioni adottate a livello internazionale, che richiedono sistemi di monitoraggio e la capacità di risposta dal punto di vista sanitario: in caso di focolai, bisogna individuarli e rispondere in maniera adeguata. Il nostro paese ha elaborato un sistema di monitoraggio tra stato e regioni con una serie di indicatori. Ci avviamo ad una sfida più importante, verrà liberalizzata la mobilità tra regioni", dice Brusaferro.

"All’inizio la grande ondata è stata caratterizzata da persone sintomatiche che rivolgevano soprattutto alle strutture ospedaliere. In tutte le regioni c’è un decremento, diverso a seconda del fatto che la circolazione sia stata più elevata. In alcune regioni del sud passano intere giornate senza la segnalazione di casi o con casi sporadici. Anche dove la circolazione è piuttosto limitata, ci troviamo davanti a una situazione in cui il virus è ancora presente e i comportamenti sono la misura più efficace per ridurre la circolazione", afferma ancora.

"Il numero di persone che ha contratto l’infezione è molto limitato nell’intero paese, anche se variabile da zona a zona. Dal punto di vista epidemiologico, avendo molte persone passibili di infezione, queste rappresentano un serbatoio. L’immunità di gregge richiede che una larga parte della popolazione sia immunizzata. Nel nostro paese la letalità ha colpito soprattutto persone anziane, in particolare sopra i 70 anni. La gran parte di queste persone sono portatrici di più patologie e sono più esposte", evidenzia.

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