Oms: "Neanche lontanamente vicini a immunità necessaria". Covid, vaccino russo entra in fase 3: ultimo step sperimentazione

In Italia sale a 35.405 il numero dei decessi. Clementi: "Scuole assolutamente aperte altrimenti falliamo come Paese"

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"Non siamo neanche lontanamente vicini ai livelli di immunità necessari per fermare la trasmissione di questa malattia". Usa parole chiare Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, intervenendo in video alla conferenza stampa da Ginevra. La soglia da raggiungere, ha spiegato, "potrebbe essere più bassa di quel 60-70-80% precedentemente suggerito. Non sappiamo quanto più bassa, non sappiamo il ruolo dell’immunità cellulare, e altre cose. Di certo non possiamo sperare nell’immunità di gregge come la salvezza perché per ora non è questa la soluzione".

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Qual è la situazione al momento? "Ci sono un sacco di studi di sieroprevaolenza su Covid-19 - ha riepilogato Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus - più di 100 studi che cercano di determinare quanta parte di una data comunità è stata infettata dal virus, sono stati condotti in tutto il mondo. Questi studi indicano generalmente che circa il 10% della popolazione ha evidenze di anticorpi contro Covid-19. Molti di questi lavori usano metodi diversi, così ci sono dei limiti nel generalizzare".

Comunque, ha aggiunto, "quello che stiamo scoprendo riguardo all’immunità lo apprendiamo dagli studi sieroepidemiologici condotti e questi ci dicono costantemente, in tutte le regioni, che un’ampia percentuale della popolazione rimane suscettibile alle infezioni. Questo significa che il virus ha ancora l’opportunità di diffondersi". Altre informazioni che emergono è che "ci sono tassi di positività più alti per alcuni gruppi più a rischio. Per esempio tra i sanitari e gli operatori in prima linea si arriva a circa il 20-25%".

Non tutti gli studi, ha proseguito l’esperta Oms, "stanno indagando sulla presenza di anticorpi neutralizzanti. Ci sono alcune indicazioni su quale livello di immunità sia necessario raggiungere. E ci aspettiamo che, quando una persona si infetta, sviluppi una risposta immunitaria. Ora stiamo approfondendo quanto questa sia forte e quanto dura, ma non abbiamo ancora un quadro completo".

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Da alcuni giorni è cominciato il trial di fase 3, l’ultimo step della sperimentazione clinica, del vaccino già approvato in Russia contro il coronavirus responsabile di Covid-19. Il test coinvolgerà oltre 2mila persone in Russia, Emirati arabi, Arabia saudita, Brasile e Messico. L’annuncio arriva da un sito internet dedicato a Sputnik V, come il presidente russo ha ribattezzato il vaccino. Lo riferisce la rivista ’Science’, in un lungo articolo in cui fa il punto sul siero russo, il primo a ottenere l’approvazione.

L’autorizzazione prevede che il vaccino, sviluppato dall’Istituto di ricerca Gamaleya di Mosca, venga somministrato a "un piccolo numero di cittadini vulnerabili", inclusi medici, operatori sanitari e anziani, ha spiegato a ’ScienceInsider’ un portavoce del ministro della Salute. Ma il certificato di registrazione stabilisce anche che il vaccino non può essere utilizzato fino al 1 primo gennaio 2021, quando presumibilmente saranno completati i trial clinici su larga scala. Altre informazioni trapelano sempre dal certificato di registrazione. L’azienda produttrice del vaccino, la Binnopharm di Zelenograd, afferma di poter produrre 1,5 milioni di dosi l’anno, ma spera di espandere la capacità di produzione.

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cms_18713/Min_Sanita_ISS.jpgTornano a salire i nuovi casi di coronavirus in Italia. Sono 403 nelle ultime 24 ore, mentre ieri l’aumento era stato di 320, e 5 i morti. Sono i dati resi noti dal ministero della Salute sulla situazione dei contagi. Il numero totale delle vittime nel nostro Paese sale quindi a 35.405. I guariti sono 174 per un numero complessivo di 204.142. Sono 33 i ricoverati con sintomi in più rispetto a ieri che portano il totale della persone negli ospedali a 843. Stabili invece rispetto a ieri le terapie intensive. I ricoverati nelle rianimazioni italiane sono 58 come ieri. Sono oltre 53mila i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore per un totale di 32mila persone sottoposte a test.

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"Le scuole vanno assolutamente aperte, senza non siamo un Paese che garantisce il futuro dei ragazzi. Va fatto tutto quello che serve per permettere l’inizio dell’anno scolastico". Lo sottolinea Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia all’ospedale San Raffaele di Milano. "E’ oggettivamente singolare che qualcuno vicino al Governo faccia dichiarazioni che invece gettano una ombra sulla possibile riapertura", aggiunge Clementi commentando l’intervista del consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi pubblicata oggi sul ’Messaggero’. "Dobbiamo applicare alle scuole il modello che oggi sta funzionando - aggiunge Clementi - ovvero scovare i piccoli focolai e controllarli immediatamente. Anche l’idea del medico scolastico mi piace moltissimo, è stato già fatto anni fa all’epoca della diffusione dell’Aids e funzionò". "Oggi la maggioranza dei casi registrati è d’importazione, non c’è una emergenza ma serve molta attenzione perché con questo virus dobbiamo conviverci. Sono contagi che possono avere una origine vacanziera, questo è accaduto perché non è stata data una informazione corretta ai giovani, c’è stato un libera tutti per le vacanze senza dare indicazioni ai giovani su quali Paesi da evitare. La Spagna, soprattutto la Catalogna e Ibiza, ma anche la Croazia erano da evitare".

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