Oms: "Nel mondo 100mila casi in 12 giorni,quasi la metà in Europa",ai giovani"Può uccidere anche voi"

In Italia 4032 i morti

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Sono 242488 i casi e 9885 le morti di Covid-19 nel mondo secondo i dati aggiornati del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che per l’Europa e Gb dà conto di 102649 casi e 4885 morti.

cms_16667/OMS.jpgIl numero di casi confermati di Covid-19 in tutto il mondo ha superato quota 200.000. Ci sono voluti tre mesi per raggiungere i primi 100.000 casi confermati, ma solo 12 giorni per arrivare ai successivi 100.000. A farlo notare è il report quotidiano dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Il documento rende conto di 7 Paesi, territori o aree in cui il nuovo coronavirus è arrivato (3 in Africa, uno nella regione est mediterranea, uno in Europa e due nelle Americhe).

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"Oggi ho un messaggio per i giovani: non siete invincibili. Questo coronavirus potrebbe spedirvi in ospedale per settimane o addirittura uccidervi". Sono le parole del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

"Ogni giorno, il Covid-19 sembra raggiungere un nuovo tragico record. Sono stati riportati all’Oms oltre 210.000 casi e oltre 9000 persone hanno perso la vita. Ieri Wuhan non ha registrato nuovi casi per la prima volta dall’inizio" della pandemia. "Wuhan offre speranza al resto del mondo, anche la situazione più grave può essere ribaltata. Ovviamente serve cautela, la situazione può cambiare. Ma l’esperienza di città e paesi che hanno respinto il coronavirus offre speranza e coraggio al resto del mondo", dice.

"Una delle cose che stiamo imparando è che, sebbene gli anziani siano colpiti più duramente, i giovani non vengono risparmiati. I dati di molti paesi mostrano chiaramente che gli under 50 costituiscono una fetta significativa dei pazienti che necessitano il ricovero", aggiunge.

L’Oms "sta lavorando attivamente per sostenere tutti i paesi e in particolari quelli che hanno maggiormente bisogno del nostro aiuto. Il collasso del mercato delle dotazioni per la protezione personale ha creato enormi difficoltà a garantire che gli operatori della sanità abbiano accesso agli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro in maniera sicura ed efficace. Questo è un ambito che ci preoccupa", ha evidenziato. "Abbiamo identificato alcuni produttori in Cina, sono disposti a fornire materiale all’Oms. Stiamo definendo gli accordi e coordinando le spedizioni, così possiamo riempire i nostri magazzini e spedire materiale a chiunque ne abbia bisogno. Il nostro obiettivo è costruire una catena che assicuri continuità di forniture con il sostegno dei nostri partner, dei governi e del settore privato", ha detto ancora, spiegando che l’organizzazione -con strategie analoghe- è al lavoro per favorire l’esecuzione del maggior numero possibile di test.

L’Oms è consapevole che la pandemia abbia "pesanti conseguenze finanziarie per le aziende e l’economia globale". "Non abbiamo indicazioni solo per i paesi, abbiamo indicazioni anche per i singoli individui, in particolare per coloro che si stanno adattando ad una nuova realtà. Sappiamo che per molte persone la vita sta cambiando in maniera radicale", le parole del direttore generale, abbinate ad una serie di consigli per "preservare la salute fisica e mentale": dall’alimentazione sana all’uso contenuto di alcol e bibite, dal no al fumo alla necessità di svolgere esercizio fisico.

"Uscite per una passeggiata se le norme locali lo consentono, sempre a distanza di sicurezza dagli altri. Se non potete uscire, fate esercizi, ballate, fate yoga o fate le scale. Non rimanete seduti nella stessa posizione per troppo tempo. Se lavorate a casa, alzatevi e prendetevi una pausa di 3 minuti ogni mezz’ora". "E occupatevi anche della vostra salute mentale -aggiunge-. E’ normale sentirsi stressati, confusi e spaventati in una crisi. Parlate con persone di cui vi fidate e che possono aiutarvi, contattate vicini, familiari, amici. Ascoltate musica, leggete un libro, fate un gioco. E cercate di non guardare troppi notiziari se siete ansiosi: informatevi da fonti affidabili una o due volte al giorno".

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cms_16667/5.jpgSono 4032 i morti in Italia nell’epidemia di coronavirus. Lo ha reso noto Angelo Borrelli, commissario straordinario per l’emergenza. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 627 decessi. I soggetti attualmente positivi sono 37860 (se ne sono aggiunti 4670): 19185 sono in isolamento, 2655 sono in terapia intensiva (7% dei positivi). I guariti totali sono 5129, dopo gli ultimi 689. "Voglio ricordare che i deceduti sono" morti "con coronavirus, non per coronavirus. Come sapete l’Iss sta portando avanti un’indagine epidemiologica, sarà l’Iss a comunicarci i dati", le parole di Borrelli.

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"Non sapremo mai quando sarà il picco, si parla ragionevolmente sulla base delle misure che sono state prese della settimana prossima e della settimana successiva ma non c’è un dato scientifico ma solo tendenze e valutazioni che poi devono trovare dei riscontri", ha sottolineato Borrelli.

"Non abbiamo avuto problemi di ricoveri negli ospedali, chi sta a casa - ha spiegato ancora - è chi attualmente o è asintomatico o ha dei sintomi lievi per cui non necessita di un ricovero ospedaliero. Perché qualora necessitasse di ricovero ospedaliero si trova una soluzione anche su altre regioni in cui gli ospedali sono meno affollati".

"Ci sono 1000 volontari in più impiegati nella lotta all’epidemia. In totale le nostre forze in campo per questa battaglia - ha aggiunto il commissario - sono 7 mila, oltre al personale sanitario, delle forze dell’ordine e delle forze armate che ringrazio". E ancora: "Stiamo lavorando con il ministro Boccia, con i presidenti di Regioni e con il ministero dell’Economia a un’ordinanza per costituire la task force dei 300 medici che metteremo a supporto delle realtà regionali che ne avranno bisogno e credo che a breve firmeremo il provvedimento".

"Voglio smentire - ha aggiunto Borrelli - questa notizia che gira che il Dipartimento si starebbe preparando per dichiarare condizioni di bio-contenimento su tutto il Paese a partire da metà aprile. Sono fake news che devono essere punite. Mi auguro che possono essere individuati coloro i quali mettono in rete queste notizie che sono destituite di ogni fondamento e sono anche molto allarmistiche". Inoltre Borrelli ha anche smentito che il Dipartimento della protezione civile abbia requisito materiali destinati alle regioni e agli ospedali. "Sarebbe una guerra tra alleati’’, ha detto.

(foto dal web)

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